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DESCRIPTION:©  MDI ensemble\n \nPROGRAMMA\n \nore 21:00\nmdi ensemble [IT] – TRIO #1\nstring trio + electronics \n\nNathaniel Haering [US] /// To Facilitate Friction\nviolino + elettronica MA/IN Honorary Mention (Cat. B)\n\n\nGerman Toro Perez\, Rulfo / ecos II\ntrio d’archi + elettronica\nAureliano Cattaneo\, trio III\ntrio d’archi + elettronica\n\n*  Elia Leon Mariani| violin –  Paolo Fumagalli | viola –  Giorgio Casati | cello \nore 22:00\nSCANNER [UK]\n/// HARRY SMITH at 100\nlive audiovisual performance\nWORLD PREMIERE \n\nmdi ensemble [IT] – TRIO #1\nMDI ensemble nasce a Milano nel 2002. Nel 2017 è insignito del premio “Una vita nella musica” dal Teatro alla Fenice di Venezia\, per aver perseguito “con tenacia e infaticabile studio uno scopo molto preciso\, affrontare cioè la produzione di musica contemporanea con una forte identità di suono e di stile interpretativo\, alla stregua delle formazioni cameristiche dedite al repertorio tradizionale”.\nNel 2021 riceve il Premio Franco Abbiati dedicato a Mario Messinis “per la dedizione nei confronti dei repertori contemporanei che ha affrontato con disciplina analitica e compenetrazione poetica\, individuando nel dialogo diretto con i compositori eseguiti la chiave di accesso per decifrare partiture di segno diversissimo\, sempre coltivando una propria cifra sonora e interpretativa”.Sin dagli esordi l’ensemble collabora con alcuni dei più grandi compositori viventi ed è ospite regolare delle più importanti istituzioni musicali italiane e straniere\, tra cui Festival Milano Musica\, Biennale Musica di Venezia\, Società del Quartetto di Milano\, Bologna Festival\, Mito-Settembre Musica\, Ravenna Festival\, Festival dei Due Mondi\, Festival Transart\, Festival Présences di Radio France\, Festival Jeunesse di Vienna\, ORF di Innsbruck\, Villa Concordia a Bamberg\, SWR di Stoccarda\, SMC di Losanna\, LACMA di Los Angeles\, Chelsea Music Festival di New York. Ha collaborato con direttori quali Marco Angius\, Stefan Asbury\, Robert HP Platz\, Emilio Pomarico\, Yoichi Sugiyama\, Pierre-André Valade.\nDal 2016 mdi ensemble organizza a Milano la rassegna di concerti e masterclass “Sound of Wander”. Dal 2019 è anche promotore di Newmusic Week\, un workshop internazionale di composizione e prassi strumentale contemporanea (in collaborazione con Accademia Filarmonica Romana e Villa Vigoni – Centro italo-tedesco per il dialogo europeo).\nHa inciso cd dedicati a Simone Movio\, Mauro Lanza e Andrea Valle\, Marco Momi\, Giovanni Verrando\, Misato Mochizuki\, Emanuele Casale\, Sylvano Bussotti\, Stefano Gervasoni (premio Accademia Charles Cros\, “Coup de coeur-musique contemporaine” 2009)\, Simone Movio.Il DVD See the Sound–Homage to Helmut Lachenmann è stato trasmesso da Rai 5 e Sky Classica.\n\n\n\n\n\n\nScanner [UK] /// HARRY SMITH at 100 \nHarry Smith (1923-1991) è stato un grande regista sperimentale\, musicologo\, grafico\, bohémien e antropologo americano. Guardava il mondo attraverso gli occhi di un etnografo e di un antropologo culturale e aveva un vorace appetito per le informazioni. Evitando le pratiche etnografiche standard\, Smith esplorò forme d’arte sia “alte” che “basse”\, mescolando il locale e il globale\, ricombinandoli con l’idea allucinatoria di “renderlo nuovo”. Era anche un collezionista di oggetti e suoni trovati\, un occultista e artista visivo i cui successi includevano la più grande collezione privata di aeroplani di carta conosciuta al mondo e la padronanza di centinaia di figure di filo (come la culla del gatto) provenienti da tutto il mondo. “The Anthology of American Folk Music” è forse il suo contributo più famoso\, “il più importante mixtape americano mai realizzato”. Robin Rimbaud – Scanner è stato invitato dagli Archivi Harry Smith a celebrare il centenario della sua nascita eseguendo colonne sonore dal vivo per un’ampia selezione dei suoi film. Sempre in movimento\, questi film offrono un universo cinematografico di forma\, colore\, luce e tempo. Ritmico\, crudo\, surreale e giocoso\, questo programma offre una connessione fresca e dinamica tra passato e presente. La magia prevarrà. \nScanner (l’artista britannico Robin Rimbaud) attraversa il terreno sperimentale tra il suono e lo spazio\, mescolando una serie sconcertante di generi diversi. Intensamente attivo nell’arte sonora dal 199 con concerti\, installazioni e registrazioni\, gli album Mass Observation (1994)\, Delivery (1997) e An Ascent (2020) sono stati acclamati dalla critica come opere innovative e ispiratrici nell’ambito della musica elettronica contemporanea. Rimbaud inizia a comporre per produzioni professionali nel 1982. Da allora esegue e crea opere nei luoghi più prestigiosi al mondo\, tra cui SFMOMA USA\, Hayward Gallery London\, Pompidou Centre Paris\, Tate Modern London\, Kunsthalle Vienna\, Bolshoi Theatre Moscow\, Hanoi Opera House Vietnam e Royal Opera House London. Ad oggi ha realizzato 75 produzioni di danza contemporanea\, tra cui opere per il Royal Ballet di Londra e Merce Cunningham. Nel 2016 installa il suo lavoro sonoro Water Drops nell’aeroporto Rijeka in Croatia\, Ghosts al Cliveden National Trust UK\, e realizza il primo balletto di Realtà Virtuale al mondo Nightfall. Nel 2004 la sua Sound Surface (con Stephen Vitiello) è stata la prima commissione di Sound Art per la Tate Modern di Londra. Ha composto la commedia musicale di successo Kirikou & Karaba\, e il balletto Narnia (2015) basato sul popolare libro per bambini e sulla riapertura dello Stedelijk Museum\, Amsterdam 2012. Il lavoro commerciale include la progettazione del suono Philips Wake-Up Light (2009)\, the Dream per Sprint Telephones/Leo Burnett negli Stati Uniti e il suono per i sistemi telefonici Cisco\, utilizzato negli uffici di tutto il mondo nel 2019. Recentemente ha fondato la Robin Rimbaud Art Foundation nel Regno Unito. La sua opera Salles des Departs è permanentemente installata in un obitorio operativo a Parigi\, mentre Vex\, la casa residenziale progettata dallo studio architettonico Chance de Silva\, per cui realizza una colonna sonora permanente\, vince il RIBA London Award 2018 e viene presentato durante il popolare show televisivo Grand Designs. Impegnato a lavorare con professionisti all’avanguardia\, ha collaborato con Bryan Ferry\, Wayne MacGregor\, Mike Kelley\, Torres\, Pauline Oliveros\, Michael Nyman\, Steve McQueen\, Laurie Anderson\, Hussein Chalayan e molti altri.
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DESCRIPTION:©  Rajan Craveri (Oratorio Virtuale)\n \nPROGRAMMA\n \nore 21:00\nMDI ensemble [IT] – TRIO #2\nstring trio + electronics \n\nElliott Lupp [US] /// Strix\nvioloncello + elettronica MA/IN Award of distinction (Cat. B)\nJames O’Callaghan [CA] /// Doubt is a body\nviolino + elettronica MA/IN selection (Cat. B)\nCarlo Ciceri [IT] – Cruda\ntrio d’archi + elettronica\n\n\n*  Elia Leon Mariani| violin –  Paolo Fumagalli | viola –  Giorgio Casati | cello \nore 22:00\nAlberto Barberis [IT] + Bera Romairone [AR] + Rajan Craveri [IT]\n/// ORATORIO VIRTUALE\nmusiche\, live electronics e visuals | Alberto Barberis\nalgoritmi 3D e visuals | Rajan Craveri\nsaxofono | Bera Romairone \n\n\n\nmdi ensemble [IT] – TRIO #2\nMDI ensemble nasce a Milano nel 2002. Nel 2017 è insignito del premio “Una vita nella musica” dal Teatro alla Fenice di Venezia\, per aver perseguito “con tenacia e infaticabile studio uno scopo molto preciso\, affrontare cioè la produzione di musica contemporanea con una forte identità di suono e di stile interpretativo\, alla stregua delle formazioni cameristiche dedite al repertorio tradizionale”.\nNel 2021 riceve il Premio Franco Abbiati dedicato a Mario Messinis “per la dedizione nei confronti dei repertori contemporanei che ha affrontato con disciplina analitica e compenetrazione poetica\, individuando nel dialogo diretto con i compositori eseguiti la chiave di accesso per decifrare partiture di segno diversissimo\, sempre coltivando una propria cifra sonora e interpretativa”.Sin dagli esordi l’ensemble collabora con alcuni dei più grandi compositori viventi ed è ospite regolare delle più importanti istituzioni musicali italiane e straniere\, tra cui Festival Milano Musica\, Biennale Musica di Venezia\, Società del Quartetto di Milano\, Bologna Festival\, Mito-Settembre Musica\, Ravenna Festival\, Festival dei Due Mondi\, Festival Transart\, Festival Présences di Radio France\, Festival Jeunesse di Vienna\, ORF di Innsbruck\, Villa Concordia a Bamberg\, SWR di Stoccarda\, SMC di Losanna\, LACMA di Los Angeles\, Chelsea Music Festival di New York. Ha collaborato con direttori quali Marco Angius\, Stefan Asbury\, Robert HP Platz\, Emilio Pomarico\, Yoichi Sugiyama\, Pierre-André Valade.\nDal 2016 mdi ensemble organizza a Milano la rassegna di concerti e masterclass “Sound of Wander”. Dal 2019 è anche promotore di Newmusic Week\, un workshop internazionale di composizione e prassi strumentale contemporanea (in collaborazione con Accademia Filarmonica Romana e Villa Vigoni – Centro italo-tedesco per il dialogo europeo).\nHa inciso cd dedicati a Simone Movio\, Mauro Lanza e Andrea Valle\, Marco Momi\, Giovanni Verrando\, Misato Mochizuki\, Emanuele Casale\, Sylvano Bussotti\, Stefano Gervasoni (premio Accademia Charles Cros\, “Coup de coeur-musique contemporaine” 2009)\, Simone Movio.Il DVD See the Sound–Homage to Helmut Lachenmann è stato trasmesso da Rai 5 e Sky Classica.\n\n\n\nAlberto Barberis [IT] + Rajan Craveri [IT] + Bera Romairone [AR] ///  ORATORIO VIRTUALE \nOratorio Virtuale è una rielaborazione elettroacustica dell’oratorio barocco San Giovanni Battista\, composto nel 1675 da Alessandro Stradella. Un’esperienza audiovisiva di forte impatto emotivo\, che esplode come un atto di ribellione di forze ancestrali e proto-umane. Ineluttabili forze della natura\, sempre capaci di rinnovarsi\,  riescono a superare anche il dominio iper-tecnologico dei nostri tempi. Nell’Oratorio Virtuale\, i frammenti della musica barocca originale subiscono processi di trasfigurazione elettronica\, mentre gli elementi compositivi classici vengono rimodellati in una forma ibrida acustica ed elettronica. Insieme\, i dati della musica originale generano un sistema visivo di particelle 3D in continua evoluzione e in tempo reale. Così\, il corpo dei suoni antichi abita un nuovo spazio virtuale\, che supporta e sostiene la metamorfosi della musica del passato. La tecnologia\, posta al servizio del rapporto tra audio e video\, è lo strumento principale per esplorare il nucleo delle forze pagane ancestrali\, legate ai riti del solstizio del sole\, a cui si riferisce la storia di San Giovanni Battista. Il risultato è un’opera vibrante\, antica e moderna\, ricca di trame elettroacustiche cangianti\, che alterna parti di rarefazione strumentale a momenti di rumori drammatici/esplosivi IDM\, intrecciando una rete di relazioni inaspettate con i significati della storia antica. \nAlberto Barberis è attivo come compositore\, performer elettroacustico\, code artist e ingegnere del suono\, principalmente nei campi della musica contemporanea ed elettronica\, dell’arte digitale\, del coding e delle installazioni AV. Insieme ad un’attività artistica internazionale (Biennale di Venezia [IT]\, MCME [RUS]\, ElectroPark [IT]\, Lugano In Scena [CH]\, Afekt [ET]\, Festival Aperto [IT]\, Paco Urondo [ARG]\, FIT Festival [CH]\, ZED Festival [IT]\, TARA Festival [ARG]\, DASTE [IT]\, Spazio Musica [IT]\, CCMC [COL]\, etc.) è docente di Musica Elettronica presso il Conservatorio della Svizzera Italiana [CH] e di Sistemi per la composizione musicale assistita presso l’IRMus – Civica Scuola di Musica Claudio Abbado [IT]. È laureato in Chitarra Classica (Conservatori di Torino e Brescia [IT])\, Composizione Musicale (Conservatorio della Svizzera italiana [IT]) e Ingegneria del Cinema e dei Media (Politecnico di Torino [IT])\, mescola queste conoscenze in un’estetica personale\, in cui combina strumenti acustici ed elettronici\, musica classica ed elettronica\, arte digitale\, coding e robotica\, ricercando\, sempre\, una comunicazione profonda e commovente. Vincitore del Werkjahr 2017 della Fondazione Christoph Delz [CH]\, è costantemente supportato da Pro Helvetia [CH] e dalla Schweizerische Interpretenstiftung SIS [CH]. Dal 2022 fa parte dell’agenzia Basemental.\nBera Romairone è un eclettica sassofonista argentino-italiana\, residente in Svizzera e attiva nei campi della creazione contemporanea e della gestione culturale.\nSi è laureata in Arti Musicali presso la National University of Arts di Buenos Aires. Ha studiato con Arno Bornkamp (Amsterdam [NL])\, Marie-Bernadette Charrier (Bordeaux [FR]) e Pierre-Stéphane Meugé (Lausanne [CH])\, e ha conseguito la Magistrale in Performance e Pedagogia Musicale presso la Haute École de Musique di Losanna.\nHa vinto il Premio Páleo Hes-So [CH] e ha ricevuto il sostegno di Mozarteum [ARG]\, National Fond of Arts [ARG]\, Foundation Max Jost [CH]\, Ibermúsicas [LA]\, ProHelvetia [CH] e altri. È professoressa al Conservatorio di Morge [CH]. Partecipa regolarmente a festival di musica contemporanea e classica come Delian Academy for New Music [GR]\, Grachten Festival [NL]\, Darmstädter Ferienkurse [GE]\, Modern center of Teatro Argentino TaCEC [ARG]\, Próxima Centauri [FR]\, tra gli altri. Bera ha anche una laurea in gestione culturale presso l’Università di Santiago de Compostela [ESP]. Collabora con compositori\, artisti visivi e sonori\, ballerini e artisti in vari progetti interdisciplinari. Suona anche musica latina in diversi gruppi. Bera Romairone è un’artista supportata da SELME.\n\n\nRajan Craveri è specializzato nella creazione di sistemi interattivi per l’arte e nella generazione ed elaborazione di immagini in tempo reale. Si diploma alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano e prosegue gli studi a New York\, Porto e Bergen. Collabora costantemente con coreografi\, compositori\, musicisti\, ballerini\, registi\, poeti\, per la produzione di performance e installazioni multimediali. 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SUMMARY:MA/IN23: Disordinata storia dell’elettronica (Vol. 2)
DESCRIPTION:© Artikulation (Rainer Wehinger/ G.Ligeti) \nPROGRAMMA\nore 19:00 \nLUCA IAVARONE + ALBERTO GATTI lezione/concerto\n*LIGETI100 / MA/IN ACADEMY \n\n\nLUCA IAVARONE + ALBERTO GATTI [IT] /// Disordinata storia dell’elettronica (Vol. 2) \nÈ possibile oggi scrivere musica nuova\, diversa da quella del passato? Si possono inventare nuovi strumenti musicali o creare i suoni da zero? E la tecnologia potrà esserci d’aiuto in queste sfide? Queste sono alcune delle domande che si sono posti i pionieri della musica elettronica. Cosa si intende per musica elettronica? Come va ascoltata? Ma è quella per ballare oppure no? È musica o rumore? E perché dovrei sedermi in una stanza\, magari al buio\, e ascoltare dei suoni strani diffusi da uno o più altoparlanti?\nQueste sono invece le domande che ci faremo insieme a Luca Iavarone (giornalista e creativo) ed Alberto Gatti (compositore) in “Disordinata storia dell’elettronica” (Vol. 1)\, una serie di incontri per mostrare la musica elettronica sotto un diverso punto di vista\, senza tecnicismi e complessi filosofici. Nel secondo incontro tratteremo l’asse di contatto tra le origini dell’elettronica e la contemporaneità\, con un focus particolare su Ligeti. Lige… Chi? Ecco\, appunto\, ci vediamo all’incontro! \nLuca Iavarone è un creativo italiano attivo in numerosi campi: giornalista\, comunicatore\, web author\, regista\, musicista. È l’attuale direttore creativo del gruppo editoriale Ciaopeople. Dal 2001 ad oggi ha scritto composizioni musicali per opere teatrali e di video arte (Mercadante\, Teatro Nuovo\, Elicantropo\, Pan\, Villa Medici) e realizzato installazioni sonore per le mostre del fotografo Antonio Biasiucci.\nCome interprete ha co-fondato il Revenaz Quartet\, un collettivo “neo-dadaista e postmoderno” che ha fatto della riflessione sulla cultura di massa il suo campo di indagine. In qualità di giornalista\, dal 2012 al 2016 è stato caporedattore dell’area cultura del quotidiano Fanpage.it. Qui esplora il mondo della viralità con contenuti di qualità\, affrontando temi sociali con un taglio personale a cavallo tra satira e antropologia culturale. Dal 2016 è direttore creativo di Fanpage.it e della redazione di Ciaopeople. Vincitore di 9 Lovie Awards\, gli Oscar europei del web\, è autore di campagne video come “Slap her”\, nella top annuale dei brand più visti al mondo su YouTube. Nel 2019 ha curato l’operazione artistica ‘Veiled Son’ con lo scultore Jago. Come scrittore ha partecipato alle pubblicazioni “Il regno incantato – storie e leggende partenopee” e alla prima biografia italiana del compositore brasiliano João Gilberto. Nel 2021 ha fondato il progetto di musica e divulgazione brasiliana “Saravà\, Napoli tropicale”.\nNel 2022 ha partecipato al Campania Teatro Festival con uno spettacolo in cui raccontava favole per bambini agli adulti e per il quale ha scritto anche le musiche originali\, ‘Fiabe per rimettersi al mondo.\nAlberto Maria Gatti  è un compositore\, sound designer e computer music designer. Ha frequentato i corsi di musica elettronica al Conservatorio di Firenze e nel 2022 il Master Aremus al Conservatorio di Roma relativo alla pratica della ricerca artistica in musica. Ha inoltre frequentato workshop e seminari di composizione e direzione del suono\, studiando con Tiziano Manca\, Vittorio Montalti\, Girolamo Deraco\, Roberto Castello e Alvise Vidolin. Come compositore ha partecipato a diversi festival ed eventi di musica contemporanea tra cui: Tempo Reale\, Museo del Novecento\, Fabbrica Europa\, Inner Spaces\, Palazzo Vecchio\, Salone del Mobile di Milano\, SIMC\, Festival Pontino\, Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles\, Fabbrica Europa\, Teatro del Giglio\, Teatro Teatro Cantiere Florida\, Spam/Aldes\, Museo Pecci. Dal 2020 collabora con l’associazione culturale Versiliadanza come compositore ed interprete di musica elettronica. In qualità di computer music designer\, ha partecipato a vari eventi quali: Forum Wallis\, Bartok Opera Pluz\, Teatro dell’Opera di Roma\, Fondazione I teatri di Reggio Emilia\, Biennale di Berlino e Milano Musica Festival. In qualità di ricercatore\, dal 2018 porta avanti il ​​proprio progetto di ricerca ‘Il rapporto tra corpo e suono’. Attualmente lavora come compositore freelance e come ingegnere del suono presso l’etichetta discografica Ema Vinci Records. Dal 2021 è entrato a far parte della società musicale AI Musi-co come sound designer e sviluppatore di software. Nella sua pratica si interessa alla produzione di musica elettroacustica e mista\, lavorando con diversi software per la programmazione di ambienti performativi\, sfruttando linguaggi di programmazione visuale (Max/MSP\, PureData)\, Arduino e derivati\, oltre alla programmazione illuminotecnica. Da settembre 2022 svolge uno stage presso il dipartimento di didattica dell’IRCAM a Parigi.\n\n\n\n\n⊕ MA/IN academy\nè a un articolato percorso dedicato alla formazione e all’educazione sulla musica contemporanea\, multi-livello e multi-target: l’offerta dedicata al pubblico generalista attraverso le lezioni-concerto di Luca Iavarone che ogni anno racconterà un periodo della storia della musica elettronica dal ‘900 a oggi\, i talk con gli artisti e le introduzioni all’ascolto\, i concerti dedicati ai centenari di alcuni grandi compositori ; la proposta dedicata agli studenti dei licei musicali attraverso le masterclass con alcuni artisti per introdurli al processo creativo e la partecipazione attiva in alcune attività del progetto; il coinvolgimento degli studenti dei Conservatori partner del progetto attraverso un percorso formativo che li porterà a confrontarsi con alcuni importanti compositori per la realizzazione di composizioni elettroacustiche da presentare all’interno del MA/IN; il percorso di perfezionamento dedicato ai giovani compositori selezionati dalla call internazionale per la presentazione dei loro lavori in prima assoluta. \n⊕ LIGETI100\nè un omaggio alla musica di György Ligeti\, compositore ungherese\, visto spesso come uno fra i più grandi compositori di musica del XX secolo. Il 2023 segna un secolo di Ligeti.
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SUMMARY:MA/IN23: SLATE PETALS
DESCRIPTION:© Z.Baldi /L. Bergamelli/J.Cenni \nPROGRAMMA \nore 21:00 \n \nZeno Baldi [IT] /// SLATE PETALS\nLjuba Bergamelli | voce\nZeno Baldi | composizione\, live electronics\nJacopo Cenni | live electronics\, luci\ncon il sostegno di nòva generazione creativa \n\nBaldi [IT] + Bergamelli [IT] + Cenni [IT] /// SLATE PETALS \n\n\n\n\nIl progetto nasce nell’anno di due anniversari importanti: quarant’anni dalla morte di Cathy Ber-berian e vent’anni dalla morte di Luciano Berio\, due figure fondamentali nella storia della nuova vocalità che omaggiamo attraverso una nostra personale riflessione sulle possibilità della voce che si incarna in un teatro del suono. A partire dall’incontro di due pratiche performative: quella vocale e quella del live electronics e dal desiderio di esplorare la materia sonora attraverso una immersione nel mondo elettroacustico. Il progetto intende esplorare nuove possibili interazioni fra voce umana ed elettronica\, evitando di porre una o l’altra in primo piano\, indagando luci e ombre della voce e delle tracce personali che essa riporta in superficie. A partire dal lavoro sui testi e frammenti di Anthony Etherin\, la cui poesia è caratterizzata da acrobatiche restrizioni linguistiche che rivelano la bellezza intrinseca del linguaggio\, il nostro viaggio sonoro diventa una evocazione aperta tra improvvisazione e scrittura\, tra parola e puro suono\, che mette al centro la voce (in quanto punto d’incontro tra logos e phoné) e le sue “proiezioni” nello spazio\, articolando diversi livelli di prossimità e distanza. L’utilizzo di microfoni e diffusori di natura eterogenea (tra cui microfoni a contatto e trasduttori tattili) permette un’esplorazione che interseca diverse zone di risonanza tra le superfici e le fre-quenze della voce. \n\nLJUBA BERGAMELLI\, voce. Si dedica principalmente al teatro musicale\, alla performance e al teatrodanza. Ospite in Festival come La Biennale di Venezia\, Milano Musica\, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino\, RomaEuropaFestival\, Opera Carlo Felice Genova\, RavennaFestival\, RSI Lugano\, Auditorium Parco della Musica. E’ stata diretta tra gli altri da Marco Angius\, Vladimir Ashkenazy\, Tonino Battista. Ha cantato numerosi brani e opere in prima esecuzione assoluta. Ha inciso per Stradivarius\, Ema Vinci\, per la RaiRadioTelevisione italiana. All’attività performativa affianca la ricerca in campo teorico tenendo conferenze e masterclass sul legame tra corpo\, voce e gesto.\nNel 2023 ha curato un ciclo di conferenze dedicate al tema della voce per il Centro Studi Umanistici Umberto Eco/Alma Mater Studiorum Bologna. Un suo saggio dal titolo Il Teatro della Voce è stato pubblicato da ETS.\nZENO BALDI La sua musica è stata eseguita\, fra gli altri\, da (Ensemble -) Divertimento\, Linea\, Proton Bern\, Yarn/Wire\,Mdi\, Zeitfluss\, Schallfeld\, L’arsenale\, Ex Novo\, Quartetto Maurice\, Orchestra di Padova e del Veneto\, Orchestra del Teatro La Fenice (…)\, e presentata in sedi internazionali quali Mata Festival (New York)\, London Ear Festival\, Musikkitalo (Helsinki)\, Piccolo Teatro (Milano)\, TransArt (Bolzano)\, MA/IN (Matera)\,November Music (Den Bosch)\, Miller Theatrre (New York)\, Unerhörte Musik (Berlino)\, Festival ArteScienza (Roma).In veste di esecutore\, dal 2017 sviluppa un progetto elettroacustico (Solo set) semi-improvvisativo e in continua evoluzione\, alternando ad ogni performance nuove combinazioni di synth e pedali analogici\, microfoni piezoelettrici\, daw\, trasduttori di superficie\, solenoidi controllati via midi\, sistemi di feedback.Formatosi all’Università di Musica di Graz e al Conservatorio di Milano\, è stato compositore in residenzapresso Festival Rondò (2017)\, Fondazione Spinola Banna per l’Arte(Progetto Musica\, 2018)\, Styria Artistin residence (Austria\, 2021)\, borsista presso l’Accademia Americana a Roma (2019/20) e presso la Fondazione Bogliasco (2021).Nel 2021 ha ricevuto il premio “Una vita nella musica – giovani” dalla Fondazione Teatro La Fenice. Divertimento Ensemble ha registrato un disco monografico (“Bonsai”)\, pubblicato nel 2018 da Stradivarius Dischi. Le sue partiture sono edite da Ricordi\, Milano.\nJACOPO CENNI New media artist\, compositore e live performer. I suoi interessi di ricerca artistica vertono sul rapporto tra gesto teatrale e sound art\, con un approccio ecosistemico alla composizione. La relazione con la tecnologia è un punto cruciale della sua attività artistica: utilizzando vari livelli di auto-generazione e automazione di suono e luce\, Cenni cerca di sfumare la dicotomia tra creatore e strumento\, con l’obiettivo di giungere a un dialogo paritario tra uomo e macchina.La sua ricerca sulle dimensioni musicali del linguaggio parlato\, portata avanti presso il suo percorso di studi al Conservatorio di Trento\, è culminata nell’opera di teatro sonoro Melus Vociferans(2021)\, con la quale si è diplomato in Musica Elettronica con il massimo dei voti.Cenni è stato selezionato per la residenza PiGro presso Tempo Reale (Firenze) e per Biennale College Musica (Venezia).I suoi lavori sono stati eseguiti per manifestazioni\, tra le altre\, come La Biennale di Venezia\, OHBM Glasgow (UK)\, MUSE – Museo delle Albere (TN)\, Tempo Reale (FI) e altri. Il suo output spazia tra teatro sonoro\, composizione e improvvisazione elettroacustica e data sonification.\n\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				 ©Jacopo Cenni\n				\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n				\n				© Ljuba Bergamelli
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SUMMARY:MA/IN23: RYOICHI KUROKAWA /// SUBASSEMBLIES
DESCRIPTION:© Studio Kurokawa \nPROGRAMMA\n \nopening\nRossella Calella [IT] /// Lightbending \nore 21:00\nRYOICHI KUROKAWA [JP] \n/// SUBASSEMBLIES\nlive audiovisual performance \nConcept\, direction\, composition\, programming: Ryoichi Kurokawa\nProducer: Nicolas Wierinck\nCo-production: LOXOSconcept (Matera 2019)\, MUTEK\, Stereolux/Scopitone\, TodaysArt \n\n\n\nRyoichi Kurokawa [JP] /// Subassemblies \n–rovine : i resti dell’architettura fatta dall’uomo — \n“s. asmbli / subassemblies” è un progetto che persegue il rapporto tra natura e produzione umana in una prospettiva di scala architettonica. Questo concetto può essere traslato in diversi formati di presentazione come un pezzo da concerto\, installazioni multi-schermo\, stampe\, Realtà Virtuale e proiezioni. La fonte principale di questo progetto sono i dati 3d\, ottenuti mediante la scansione laser di architetture\, rovine e natura. Le informazioni ottenute\, suddivise in sottogruppi\, vengono distorte e ricostruite\, costruendo una linea temporale sempre rinnovata\, con strati ordinati e disordinati\, che mette in evidenza sia la forza del creato sia dell’arte. Rovine\, edifici invasi dalla natura e architetture decadenti si sovrappongono e si rigenerano dinamicamente. Questo processo inusuale e multi-strato amplifica la sensazione di oscillazione\, non solo tra natura e architettura\, ma anche tra fenomeni astratti e concreti\, attraverso la transizione\, distruzione e rinaturalizzazione della produzione umana. La cancellazione delle leggi della fisica\, l’ibrido di componenti naturali e artificiali e la trasposizione di entropia e negentropia accentuano il fascino dell’insolito. \nRyoichi Kurokawa nato nel1978 a Osaka (JP) vive e lavora a Berlino. L’artista giapponese lavora con una vasta gamma di mezzi\, ma ciò che lo rende più famoso sono le sue installazioni audiovisive\, solitamente composte da più schermi\, dove i motivi astratti appaiono improvvisamente dal buio e si moltiplicano o si distaccano come se fossero microscopicamente sezionati. Queste immagini e movimenti sono accompagnati da suoni increspati\, palpitanti\, suoni che si muovono nello spazio\, che sembrano provenire da un luogo profondo. Le immagini in movimento\, che appaiono sullo schermo\, sembrano movimenti di particelle nel cosmo\, un processo di reazioni chimiche complesse\, che pare stiano per esplodere. In alcune opere\, i motivi assumono una forma visiva più organica\, come flussi d’acqua o goccioline che si muovono attraverso lo schermo. Le sue opere traducono visivamente la legge dell’ordine degli elementi e la loro energia. Ryoichi Kurokawa è un vero poeta della trasformazione cinematografica\, traducendo liricamente le rappresentazioni analogiche della natura in flussi digitali di immagini ed emozioni vertiginose. La precisione architettonica dei frammenti delle sue immagini\,  sensibilmente sincronizzate per essere percepite dalla nostra retina\, tende a illudere la persistenza della nostra memoria\, che appare sfocata sotto l’effetto dell’abissale luminosità. Come si può vedere dalle sue creazioni\, Kurokawa afferma che la natura è la sua principale fonte di ispirazione. Tutte le sue opere racchiudono una concezione ibrida tra: analogico e digitale\, tempo e spazio\, pieno e frammentario\, semplice e complesso\, reattivo e contemplativo\, uditivo e visivo. La coerenza tra audio e video è la chiave nelle sue opere. Egli considera sia l’elemento audio che quello visivo come vettori diversi di un pezzo unico e insiste sul fatto che devono scorrere insieme per collidere allo stesso tempo. Alcune delle più importanti mostre e spettacoli personali e collettivi di Kurokawa sono incentrati sul flusso\, K11 Select (China\, 2018)\, objectum\, Takuro Someya Contemporay Art (Japan 2018)\, Coder le Monde\, Centre Pompidou (France 2018)\, The Dream Of Forms\, Palais de Tokyo (France 2017)\, unfold\, FACT (England 2016)\, Ordered Disorder\, Espacio Fundacion Telefonica (Peru 2015)\, Turbulences\, Espace Culturel Louis Vuitton (France 2012)\, One of a Thousand Ways to Defeat Entropy – The 54th Venice Biennale (Italy 2011)\, transmediale\, Haus der Kulturen der Welt (Germany 2010)\, and Synthesis\, Tate Modern (England 2007)\n\n  \n 
URL:https://www.mainfest.it/en/calendar/main23potenza5/
LOCATION:Cineteatro Don Bosco\, Piazza don Bosco\, POTENZA\, 85100\, Italia
CATEGORIES:Audiovisual,Live Performance
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