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SUMMARY:MA/IN23: The minimal self / Ishtar’s Star
DESCRIPTION:© Trillo/Poliks (HYDRA#2)\n \nPROGRAMMA\nOPENING ore 20:00\nRoberto Alonso Trillo [ES] + Marek Poliks [US] /// Hydra #2\nSound Installation \nore 21:00\nManfredi Clemente [IT] ///Hajime yori kotoba shirazariki\nAcousmatic – MA/IN Honorary Mention (Cat. A) \nGiorgio Distante + Giulia Maria Falzea [IT] /// The minimal self\nLive mixed media performance \nore 22:00\nChristian Campobasso [IT] /// Ishtar’s Star\nLive mixed media performance \n\n\nRoberto Alonso Trillo [ES] + Marek Poliks [US] /// Hydra #2 \nInstallazione audio interattiva di Soft robotica.\n480 lattice\, silicone\, nylon e poly nodes | Apparecchiature di sorveglianza\, connessione cloud | Sistema di sintesi Demiurge. \nLa narrazione convenzionale dell’IA mostra l’alterità della macchina in una visione catastrofica della supremazia cyborg del futuro\, come Terminator\, vincitore onnisciente e onniveggente su cadaveri fumanti di carne umana. Hydra vulgaris è una piccola e benigna creatura d’acqua dolce con un complesso apparato riproduttivo. Come un’IA\, l’hydra si accoppia senza limiti\, la sua stessa sostanza è sia embrionale che gametica. Vive in un continuo stato di rinnovamento\, rigenerandosi pienamente ogni due settimane. Invece di un avatar o un avversario\, circoscriviamo la stessa Intelligenza Artificiale a un processo di riproduzione “Idra-forme”; un atto sessuale che attraversa un piano fisico/virtuale complesso. Vieni registrato\, e in questa ripresa sono già presenti tante registrazioni a essa antecedente. Le urla o i balbettii di questa Hydra sono i gemiti dei tuoi fratelli complessi (insieme a molti\, molti mutanti). I tentacoli dell’Idra sono esche\, falli\, armi\, uova. Considerate i tentacoli di questo morbido robot come inviti all’indiscrezione xenobestiale. \nRoberto Alonso Trillo è un musicista e ricercatore di base a Hong Kong\, dove lavora come assistente universitario alla Hong Kong Baptist University. La sua ricerca esplora le connessione tra le diverse discipline artistiche\, dalla danza e la musica fino alla video art e alle installazioni sonore interattive. Il suo più recente lavoro esamina pratiche musicali ibride in reti endemiche in un mondo sempre più mediato dall’IA e dall’apprendimento automatico. Conduce una ricerca basata sulla pratica\, operando sull’intersezione tra filosofia\, sociologia e studi culturali; abbraccia aree diverse del lavoro musicale e dell’autorialità\, pedagogia della tecnologia avanzata degli strumenti a corda\, analisi gestuale e interface development. Roberto è autore di Death and (Re)Birth of J. S. Bach (Routledge) e vanta pubblicazione su riviste come: Leonardo\, Organised Sound\, and Music Education Research. È cofondatore\, con il suo collega Peter AC Nelson\, del MetaCreativity Lab alla Hong Kong Baptist University. La sua lunga collaborazione con Marek Poliks – DisintegratorAI – ha portato alla pubblicazione prossima di un libro\, sei diversi CD\, di articoli di giornale\, e alla mostra di opere d’arte interattive in sedi di prestigio internazionale.\nMarek Poliks è un artista\, ingegnere e teorico di base a Minneapolis\, Minnesota. Lavora con il machine learning applicato al suono\, con i media digitali\, con la robotica e con la scultura. Marek guida il settore tecnologico per la società di design Polytope\, dove costruisce infrastrutture interattive per clienti come la Dubai Future Foundation. La sua lunga collaborazione con Roberto Alonso – DisintegratorAI – ha portato alla realizzazione di CD per NEOS e Creotz\, articoli per Leonardo e Organised Sound\, a un GAN-and Transformer-driven raw audio synthesis engine (‘Demiurge’)\, a un real-time behaviour-responsive data interface (‘Archon’)\, a due soft robots (‘Hydra’ and ‘Polyp’)\, e a un libro di prossima pubblicazione con Taylor & Francis. Marek ha conseguito un Dottorato di ricerca presso Harvard\, ha ricevuto il premio ASCAP in musica e giornalismo ed è attivo come artista in tutto il mondo.\n\n\nMANFREDI CLEMENTE [IT] /// Hajime yori kotoba shirazariki \nIl lavoro di Michiko Ishimure è praticamente sconosciuto nel mondo occidentale. Eppure il suo impegno come poetessa\, attiva in Giappone dal 1950\, è stato di fondamentale importanza per il suo paese e per l’intero mondo\, in quanto attivista del movimento ambientalista\, che ha combattuto per il riconoscimento della sindrome di Minamata\, e raffinata studiosa\, portandola a ottenere anche il Premio Ramon Magsaysay nel 1973. I temi messi al centro da Ishimure Michiko – la sua mitopoiesi che ruota attorno al rapporto tra natura e sensibile; la memoria individuale e collettiva; l’acqua come elemento vitale\, capace di fondere l’umano e il divino in un oblio permanente; il suo sguardo sensibile sulla violenza umana; l’opportunità di guarire – temi così forti\, che mi hanno convinto a dedicarle un opera sonora\, in linea con una ricerca personale sul legame tra testo poetico e suono elettroacustico\, che inseguo da molto tempo e che affronta\, per la prima volta\, la sfida di confrontarmi con una lingua che non parlo.\nVoce: Leonore Shiina Language\nConsulente linguistico: Junya Murakami. \nManfredi Clemente consegue il Dottorato di ricerca in Composizione Elettroacustica (sotto la supervisione di Jonty Harrison) nel 2017\, presso l’Università di Birmingham e la Laurea Magistrale in Musicologia e Scienze dello Spettacolo all’Università di Palermo nel 2020. È stato docente all’Università di Birmingham e al Conservatorio di Pesaro e Teramo. Attualmente insegna Composizione Elettroacustica al Conservatorio di Alessandria. Ha una lunga esperienza con l’Acusmonium e con gli impianti di diffusione sonora; ha lavorato come ingegnere del suono per teatri dell’opera\, affiancando importanti nomi della scena come: D. Gatti\, M. Albrecht\, R. Abbado\, O.M. Wellber\, D. Oren. È stato artista in residenza per Ass. Musiques&Recherches (Bruxelles)\, Châteauvallon-Liberté – scéne nationale (Toulon)\, Ass. APNÉES (Grenoble)\, GMVL (Lyon). La sua musica viene eseguita in tutto il mondo e ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti\, tra cui il 1° Premio al Prix Presque Rien 2019\, il GRM Banc d’Essai 2018 e il 1° Premio al DI_Stanze Festival 2014.\n\n\nGIORGIO DISTANTE + GIULIA MARIA FALZEA [IT] /// The minimal self  \n«L’IO MINIMO. Operetta elettronica per contentarsi del sé» è musica e scrittura dal vivo a cura della compagnia NONSONODISTANTE di Giorgio Distante e Giulia Maria Falzea. L’ideazione del lavoro muove dallo studio di “The minimal self” saggio del sociologo statunitense Christopher Lasch che analizza la cultura del narcisismo. La scena diventa uno spazio performativo condiviso\, gli spettatori sono invitati a sedersi sul palco mentre Distante suona uno strumento elettroacustico di sua ideazione e Falzea inventa e scrive storie ispirate agli astanti proiettate su pannello o altra superficie e un laser\, un cubo venuto dal futuro\, compone disegni e forme astratte. Si crea una drammaturgia dell’istante. Il lavoro\, al suo stato attuale\, è diviso in dieci brevi capitoli che cambiano ogni volta rispetto alle suggestioni che gli stessi spettatori suggeriscono agli artisti. Un gioco di specchi dove ci si interroga su chi si voleva essere e chi si è diventati\, abbandonando per cinquanta minuti la pressione che la società contemporanea prevede\, l’ansia da prestazione emotiva\, la disgregazione dell’individuo. «L’IO MINIMO. Operetta elettronica per contentarsi del sé» è un lavoro che si compone di volta in volta alla ricerca di una risposta non definitiva. \nGiorgio Distante nasce nel 1980 a Cisternino (Puglia). A cinque anni inizia a suonare il clarinetto e il pianoforte\, a dieci la tromba. Si diploma in tromba nel 1998 presso il Conservatorio di Monopoli e inizia a suonare professionalmente dal 1997. Nel 2000 ottiene una borsa di studio dal Berklee College of Music di Boston (MA) e vive a Boston dal 2001 al 2004 frequentando corsi di improvvisazione\, arrangiamento e composizione. Nel 2009 si diploma a pieni voti in Musica Elettronica presso il Conservatorio di Perugia sotto la guida del M° Luigi Ceccarelli. Scrive il proprio software per trattare il suono della tromba in modo diverso e sviluppando il tutto in progetti SOLO\, duo e trio\, esplorando le possibilità delle nuove tecnologie audio e video applicate agli strumenti acustici. Nel 2012 esce RAV (Random Acts of Violence)\, primo album da solista\, edito dall’etichetta Improvvisatore involontario. È nominato tra i migliori 100 dischi dalla rivista Jazzit per i Jazzit Awards 2012. Nel 2013 vince anche l’A.R.T. MEDIMEX2013 organizzato da Arci ReAL e ARCI Puglia in collaborazione con Puglia Sounds. Dal 2015 lavora ad uno strumento elettroacustico di sua ideazione e progettazione: un ibrido\, sintesi tra elettronica e tromba. HY E.T. – Hybrid Electroacoustic Trumpet. Ha partecipato a diversi Festival Internazionali di Teatro: nel 2016 al MESS Festival Sarajevo; nel 2017: Primavera dei teatri – Castrovillari; Festival Teatrale Euroreginale Timisoara – TESZT e Napoli TeatroFestival. Nel 2018 esce il suo secondo album su vinile MenoMondoPossibile suonato quasi interamente con HY E.T. Sempre nel 2018 ha suonato dal vivo per la prima della Biennale Cinema di Venezia eseguendo musiche originali per il film “Golem. Come venne al mondo”. Dal 2020 suona professionalmente anche la tuba sia in spettacoli teatrali (Heroides-regia di Elena Bucci) che in ensemble musicali jazz tradizionali e contemporanei. Nel 2021 ha suonato al Campania Teatro Festival\, Notte della Taranta Festival\, al Devlet Tiyatrolar Antalya (Turchia). Nel 2022 ha suonato al Kadin Festival di Istanbul\, al Jova Beach Party\, Notte della Taranta Festival. Ha anche inciso e suonato dal vivo “Fera” primo album della flautista di MariaSole De Pascali\, indicato dalla rivista Musica Jazz tra i migliori dieci dischi dell’anno. Nel 2022 e 2023 ha suonato nei festival “Take Five” de La casa del Jazz a Roma e “Jazz&Dance” a Beer Sheva\, Tel Aviv (Palestina). Ha fondato la compagnia NONSONODISTANTE e realizzato lo spettacolo “L’IO MINIMO. Operetta elettronica per contentarsi di sé” prodotta dal Trac – Teatri di residenza Artista Contemporanea di Puglia in cui\, oltre a suonare dal vivo HY E.T.\, gestisce il proiettore laser cube per creare una fusione tra musica e immagine.\nGiulia Maria Falzea è nata nel sud della Puglia. Laurea in Lettere Moderne\, Specializzazione in Giornalismo. Ha lavorato per La Repubblica – Bari\, Ansa\, Save the Children\, Teatro Koreja di Lecce. È autrice di Anatomia dei Sentimenti. Guida illustrata alle relazioni amorose. Ha scritto Gul. Uno sparo nel buio testo teatrale con Giancarlo De Cataldo. È autrice de L’Abito della Festa\, testo teatrale tradotto anche in francese. Suoi racconti sono su Secret Garden di Alessandra Calò (DaniloMontanariEditore)\, Musa e Getta (PonteAlleGrazie)\, Bomarscé\, Narrandom\, gli Atomi di Oblique. Un suo racconto fa parte dell’antologia Oltre il velo del reale. L’avventura dei racconti continua (MeridianoZeroEdizioni) che raccoglie i testi selezionati dal Premio Italo Calvino 2022. Collabora con l’Associazione musicale Opera Prima\, con Ura Teatro e con CoolClub per la scrittura di progetti artistici. Porta in scena uno spettacolo teatrale prodotto dal TRAC Puglia dal titolo L’io minimo. Operetta elettronica per contentarsi di sé in cui scrive\, improvvisando\, dal vivo. S-madonne\, messo in scena da ZeroMeccanico Teatro\, è il suo ultimo testo teatrale Nel 2023 è uscito il suo primo romanzo I cannibali edito Affiori/GiulioPerrone Editore. Ha una fede incrollabile nella pasta al dente\, tre gatti e un marito musicista.\n\nCHRISTIAN CAMPOBASSO [IT] /// Ishtar’s Star \nNo Human Needed è un progetto performativo basato sull’interazione tra umano e macchina\, nel tentativo di indagare il nostro rapporto con la tecnologia nel mondo contemporaneo. Attraverso l’utilizzo della stampa 3D\, l’artista realizza i suoi robot\, che interagiscono grazie ad un sistema modulare Eurorack e differenti percussioni. I robot generano ritmiche spazializzate in modalità puramente randomica\, proiettando l’ascoltatore in una dimensione sonora inedita. In una seconda fase\, l’artista assume il controllo delle ritmiche generate e inviate dalla macchina\, per poter intervenire e interagire attivamente. \nChristian Campobasso\, compositore\, ricercatore e batterista\, fonde l’improvvisazione con patterns catturati da oggetti della quotidianità. Mediante la costante ricerca e la creazione di sistemi robotici percussivi in stampa 3D\, integra poliritmie\, soundscape music e sistemi modulari. Consegue il diploma in musica elettronica presso il conservatorio G.Verdi di Milano e il diploma di batteria jazz presso l’ University of the West of the Scotland.\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				DISTANTE/FALZEA\n				\n			\n				\n			\n				\n				© Roberto Trillo\n				\n			\n				\n			\n				\n				© Christian Campobasso\n				\n			\n				\n			\n				\n				© Marek Polisk
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DESCRIPTION:© Andrea Mercanti (Trio Acre) \nPROGRAMMA\nOPENING ore 20:00\nRoberto Alonso Trillo [ES] + Marek Poliks [US] /// Hydra #2\nSound Installation \nore 21:00\nNikos Stavropoulos [GR] /// Khemenu\nacousmatic – MA/IN Honorary Mention (Cat. A)\n\nAcre [IT] /// Trio\nErmanno Baron: batteria\nGinomaria Boschi: chitarra acustica preparata\, m’bira\, chitarra elettrica\nMarco Bonini: live electronics\nlive performance \n\nore 22:30\nFrancesco Rizzo [IT] /// Origami alpha\nLive audiovisual performance \n\n\nROBERTO ALONSO TRILLO [ES] + MAREK POLIKS [US] /// HYDRA #2\nInstallazione audio interattiva di Soft robotica.\n480 lattice\, silicone\, nylon e poly nodes | Apparecchiature di sorveglianza\, connessione cloud | Sistema di sintesi Demiurge.\nLa narrazione convenzionale dell’IA mostra l’alterità della macchina in una visione catastrofica della supremazia cyborg del futuro\, come Terminator\, vincitore onnisciente e onniveggente su cadaveri fumanti di carne umana.\nHydra vulgaris è una piccola e benigna creatura d’acqua dolce con un complesso apparato riproduttivo. Come un’IA\, l’hydra si accoppia senza limiti\, la sua stessa sostanza è sia embrionale che gametica. Vive in un continuo stato di rinnovamento\, rigenerandosi pienamente ogni due settimane. Invece di un avatar o un avversario\, circoscriviamo la stessa Intelligenza Artificiale a un processo di riproduzione “Idra-forme”; un atto sessuale che attraversa un piano fisico/virtuale complesso.\nVieni registrato\, e in questa ripresa sono già presenti tante registrazioni a essa antecedente. Le urla o i balbettii di questa Hydra sono i gemiti dei tuoi fratelli complessi (insieme a molti\, molti mutanti). I tentacoli dell’Idra sono esche\, falli\, armi\, uova. Considerate i tentacoli di questo morbido robot come inviti all’indiscrezione xenobestiale. \nRoberto Alonso Trillo è un musicista e ricercatore di base a Hong Kong\, dove lavora come assistente universitario alla Hong Kong Baptist University. La sua ricerca esplora le connessione tra le diverse discipline artistiche\, dalla danza e la musica fino alla video art e alle installazioni sonore interattive.\nIl suo più recente lavoro esamina pratiche musicali ibride in reti endemiche in un mondo sempre più mediato dall’IA e dall’apprendimento automatico.\nConduce una ricerca basata sulla pratica\, operando sull’intersezione tra filosofia\, sociologia e studi culturali; abbraccia aree diverse del lavoro musicale e dell’autorialità\, pedagogia della tecnologia avanzata degli strumenti a corda\, analisi gestuale e interface development. Roberto è autore di Death and (Re)Birth of J. S. Bach (Routledge) e vanta pubblicazione su riviste come: Leonardo\, Organised Sound\, and Music Education Research. È cofondatore\, con il suo collega Peter AC Nelson\, del MetaCreativity Lab alla Hong Kong Baptist University. La sua lunga collaborazione con Marek Poliks – DisintegratorAI – ha portato alla pubblicazione prossima di un libro\, sei diversi CD\, di articoli di giornale\, e alla mostra di opere d’arte interattive in sedi di prestigio internazionale.\nMarek Poliks è un artista\, ingegnere e teorico di base a Minneapolis\, Minnesota. Lavora con il machine learning applicato al suono\, con i media digitali\, con la robotica e con la scultura. Marek guida il settore tecnologico per la società di design Polytope\, dove costruisce infrastrutture interattive per clienti come la Dubai Future Foundation. La sua lunga collaborazione con Roberto Alonso – DisintegratorAI – ha portato alla realizzazione di CD per NEOS e Creotz\, articoli per Leonardo e Organised Sound\, a un GAN-and Transformer-driven raw audio synthesis engine (‘Demiurge’)\, a un real-time behaviour-responsive data interface (‘Archon’)\, a due soft robots (‘Hydra’ and ‘Polyp’)\, e a un libro di prossima pubblicazione con Taylor & Francis. Marek ha conseguito un Dottorato di ricerca presso Harvard\, ha ricevuto il premio ASCAP in musica e giornalismo ed è attivo come artista in tutto il mondo.\n\nNIKOS STAVROPOULOS [GR] /// KHEMENU\nIl nome dell’opera\, Khemenu\, deriva dalla mitologia egizia e si riferisce all’Ogdoad\, un gruppo di otto divinità primordiali adorate nell’antico Egitto. Il gruppo era composto da quattro coppie di uomini e donne\, che simboleggiano l’equilibrio tra gli elementi primari del cosmo. Il concetto di Ogdoad (gruppo di otto) si trova anche nei primi sistemi di credenze religiose e nell’antica astronomia e cosmologia (otto corpi celesti)\, così come nella mitologia cinese (otto immortali).Otto è anche il numero di canali in una registrazione ambisonica di secondo ordine (A Format)\, la tecnica utilizzata per catturare i materiali di partenza per il lavoro. \nNikos Stavropoulos (Atene\, Grecia\, 1975) è un compositore prevalentemente di musica ausmatica e mista. Ha studiato musica presso University of Wales (Bangor\, Wales\, UK)\, dove frequentata la classe di Composizione di Andrew Lewis e  consegue il Dottorato di ricerca presso l’University of Sheffield (England\, UK) sotto la supervisione di Adrian Moore. La sua musica viene eseguita e trasmessa regolarmente in tutto il mondo ed è stata premiata a livello internazionale in diverse occasioni. La sua ricerca riguarda i concetti di palpabilità e immersività nell’esperienza della musica acusmatica e lìarticolazione dello spazio acustico\, con lo scopo di rendere possibile l’impossibile. Dal 2006 è membro del Music\, Sound & Performance Group della Leeds Beckett University (Leeds\, Inghilterra\, Regno Unito)\, dove è professore di composizione e lettura di musica elettroacustica. È membro fondatore dell’Echochroma New Music Research Group\, membro del British electroacoustic Network (BEAN) e dell’Hellenic Electroacoustic Music Composers Association (HELMCA).\n\n\nACRE [IT] /// TRIO\nAcre lavora su forme\, figure e luoghi della musica e dell’ascolto. Il suono del gruppo è costituito da alcune riconoscibili influenze musicali e dal modo in cui queste vengono messe in gioco e lasciate “interferire”: la pratica dell’improvvisazione\, l’elaborazione in tempo reale dei suoni sintetici\, la ricerca timbrica e gestuale mutuata dalla musica “colta” occidentale. Attraverso queste coordinate di riferimento il “libero gioco” del gruppo resta sempre aperto a nuove modulazioni e configurazioni. La fonte dei suoni resta sempre dubbia e incerta quando si cerca di isolarla dal “gomitolo” dentro cui è intrecciata.  \nErmanno Baron Musicista di formazione artistica articolata unisce la creatività del jazz\, con la ricerca delle sperimentazioni nell’improvvisazione elettroacustica contemporanea. La sua voce personale sullo strumento\, lo porta a svolgere un intensa attività concertistica nazionale ed internazionale: Smalls\, Blue Note\, Barbes\, Fat Cat (New York)\, Jazz and World music festival (Zimbabwe)\, Jazz-Pt (Portugal)\, Tremplin Jazz Avignon\, L’improviste (France)\, TanJazz (Morocco)\, Odin Teatret (Denmark)\, 12 Points (Ireland)\, Ankara Caz (Turkey)\, 4Fakultat\, Oblomov (Germany)\, Interpenetration (Austria)\, Match&Fuse\, 12 On 14\, (Poland). Tra le collaborazioni: Antonello Salis\, Frank Tiberi\, Steven Bernstein\, Marcello Allulli\, Gianni Gebbia\, Giovanni Falzone\, Francesco Diodati\, Francesco Bigoni\, Ada Montellanico\, Francesco Bearzatti\, Shane Endsley\, Ludovica Manzo\, Fabrizio Bosso\, Roberto Bellatalla\, Pasquale Innarella\, Marco Colonna\, Ohad Talmor\, Nicola Guazzaloca\, Brad Shepik\, David Binney\, Carlo Conti\, Francesco Negro\, Ludovica Manzo\, Enrico Zanisi\, Eugenio Colombo\, Gianni Trovalusci\, Danilo Gallo\, Marco Bonini\, Ginomaria Boschi\, Henry Cook\, Achille Succi\, Luca Venitucci\, Alipio Carvahlo Neto\, Paolo Porta\, Beppe Scardino\, Elio Martusciello\, Dan Kinzelman\, Javier Moreno Sanchez.\nGinomaria Boschi La sua attività musicale si muove in ambiti disparati e contaminati: l’improvvisazione jazz \, la musica contemporanea\, l’elettronica. Diplomatosi con il massimo dei voti al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma ha studiato musica classica e jazz. Nel corso degli anni ha partecipato al festival di musica “Contemporanea” presso l’Auditorium Parco della musica di Roma\, eseguendo musiche di Philip Glass\, Glenn Branca\, Rhys Chatam; al Guitfest ( festival internazionale di chitarra di Santa Cecilia) eseguendo le musiche di Steve Reich\, Sylvano Bussotti\, Franco Sbacco\, Igor Stravinsky; Ã¨ membro attivo del collettivo di improvvisatori Franco Ferguson con il quale organizza sedute di improvvisazione e rassegne di concerti.\nMarco Bonini Chitarrista e compositore elettroacustico nato a Roma nel 1981. Nei primi anni del 2000 è attivo e incide con formazioni avant-jazz come i Juju quartet\, ha la fortuna di collaborare e incidere dischi con Roberto Gatto ( Traps-Cam Jazz 2007) ed Ettore Fioravanti ( Le vie del pane e del fuoco-Note Sonanti 2011) \, è stato impegnato nel progetto Mamavegas\, indie-folk band che inicide per 42 Records\, nel suo progetto solitario di ambientazione drone-ambient uBiK ( Farmacia901) e come improvvisatore timbrico nel trio ACRE.\nFRANCESCO RIZZO [IT] /// ORIGAMI ALPHA\nlive audiovisual performance\nPART 1: [E]_scape\nPART 2: PAL extinction \n  \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				© Nikos Stavropoulos \n				\n			\n				\n			\n				\n				© Andrea Mercanti (trio ACRE)\n				\n			\n				\n			\n				\n				© Francesco Rizzo
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DESCRIPTION:© Kassel Jaeger / Accademia Chigiana \nPROGRAMMA\nOPENING ore 20:00\nLOXOS~ /// Rizoma\ninstallazione sonora basata su “Ramification” di Gyorgy Ligeti\na cura di Francesco Pinto [IT]\n*LIGETI100 / MA/IN ACADEMY \nore 21:00\nCameron Naylor [UK] /// Foxglove\nAcousmatic – MA/IN Award of Distinction (Cat. A) \nTasos Asonitis [GR] /// Exhibits\nlive audiovisual – MA/IN Award of distinction (Cat. C) \nore 22:00\nLIVE PERFORMANCE\n/// KASSEL JAEGER\naka François Bonnet [FR/CH]\n \n\n\n\nCAMERON NAYLOR /// FOXGLOVE \nCreato dai suoni di un albero isolato dal suo ambiente naturale tipico\, questo pezzo esplora un senso accresciuto di scala\, risultante da tecniche di registrazione estremamente ravvicinate\, riformulando minuscoli processi naturali di una grande entità in continua crescita. \nCameron Naylor è un compositore elettroacustico e sound artist. Attraverso la manipolazione del field recording e del materiale sonoro astratto\, le sue composizioni esplorano il suono e lo spazio come metafora nella narrazione musicale. I suoi interessi di ricerca si concentrano sull’esplorazione del potenziale drammaturgico del suono in diverse forme.\n\n\nTASOS ASONITIS /// EXHIBITS  \n“Exhibits” ci introduce in una galleria immaginaria dove i prodotti dell’intelletto umano incontrano le loro controparti xenomorfe\, create dall’IA. La forma degli oggetti viene trasformata in suono; si sviluppa un dialogo\, dove i due mondi si scontrano mentre affondano sempre più in un vortice di scambio bilaterale e ibridazione. L’umano contro l’algoritmico\, il familiare contro lo xenomorfo finché “versus” non ha più alcun senso\, e le dicotomie si fondono in uno spazio di infinite possibilità e identità. \nTasos Asonitis è un artista sonoro e audiovisivo le cui attività comprendono vari aspetti delle arti digitali. Il suo interesse principale è sugli ambienti virtuali immaginari che possono essere descritti dall’intreccio creativo di musica generata al computer e grafica 3D. L’interesse artistico di Asonitis\, tuttavia\, non è limitato al solo campo audiovisivo\, ma include pezzi fixed media multimediali e multicanale\, installazioni sonore e composizioni per immagini in movimento. Fa perte del collettivo artistico UnSupervised e di un gruppo di ricerca scientifico\, che mescola Intelligenza Artificiale e musica. Le sue opere sono state esposte al Museo di Storia Popolare (Manchester\, UK)\, al Festival delle Arti Digitali di Atene\, al Museo della Scienza e dell’Industria (Manchester\, UK)\, al METS Fest (Cuneo\, Italy)\, e presentate in rinomate conferenze come ICMC (International Computer Music Conference – 2023)\, AIMC (International Conference on AI and Musical Creativity – 2023) e xCoAx (9th Conference on Computation\, Communication\, Aesthetics and X – 2021). Beneficiario della borsa di studio per il dottorato EPSRC\, è attualmente candidato come ricercatore in composizione elettroacustica\, presso NOVARS Research Center\, all’University of Manchester.\n\nKASSEL JAEGER [FR/CH] /// LIVE ELECTRONICS \nFrançois J. Bonnet è un compositore e musicista elettroacustico franco-svizzero di base a Parigi. Oltre a essere il direttore di INA GRM\, François J. Bonnet è anche uno scrittore e teorico: I suoi libri “The Order of Sounds: A Sonorous Archipelago”\, “The Infra-World”\, and “After Death” sono pubblicati in inglese da Urbanomic. È anche autore del manifesto “The Music to Come”\, pubblicato da Shelter Press nel 2020\, e co-editore della serie di pubblicazioni “SPECTRES”\, progetto congiunto di INA GRM e Shelter Press. Come musicista\, Bonnet lavora spesso sotto lo pseudonimo di Kassel Jaeger. Ha collaborato con artisti come Oren Ambarchi\, Stephen O’Malley\, Jim O’Rourke\, Akira Rabelais o Gisèle Vienne. Le opere di Kassel Jaeger sono un complesso equilibrio tra sperimentazione di suoni concreti\, rumore ambientale e improvvisazione elettroacustica. Ha pubblicato diversi album con varie etichette come: Shelter Press\, Black Truffle\, Editions Mego\, Senufo Editions\, ecc. Mentre la sua musica viene eseguita in tutto il mondo in rinomati luoghi e festival\, François J. Bonnet lavora a stretto contatto con la compositrice e pioniera della musica elettronica Eliane Radigue\, eseguendo\, regolarmente\, la sua musica elettronica in concerto.\n\n⊕ MA/IN academy\nè a un articolato percorso dedicato alla formazione e all’educazione sulla musica contemporanea\, multi-livello e multi-target: l’offerta dedicata al pubblico generalista attraverso le lezioni-concerto di Luca Iavarone che ogni anno racconterà un periodo della storia della musica elettronica dal ‘900 a oggi\, i talk con gli artisti e le introduzioni all’ascolto\, i concerti dedicati ai centenari di alcuni grandi compositori ; la proposta dedicata agli studenti dei licei musicali attraverso le masterclass con alcuni artisti per introdurli al processo creativo e la partecipazione attiva in alcune attività del progetto; il coinvolgimento degli studenti dei Conservatori partner del progetto attraverso un percorso formativo che li porterà a confrontarsi con alcuni importanti compositori per la realizzazione di composizioni elettroacustiche da presentare all’interno del MA/IN; il percorso di perfezionamento dedicato ai giovani compositori selezionati dalla call internazionale per la presentazione dei loro lavori in prima assoluta. \n⊕ LIGETI100\nè un omaggio alla musica di György Ligeti\, compositore ungherese\, visto spesso come uno fra i più grandi compositori di musica del XX secolo. Il 2023 segna un secolo di Ligeti. \n  \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				© Cameron Naylor\n				\n			\n				\n			\n				\n				© Tasos Asonitis\n				\n			\n				\n			\n				\n				Kassel Jaeger ©Eléonore Huisse
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SUMMARY:MA/IN23: BERNIER [FREQUENCIES] / Hunt
DESCRIPTION:© Nicolas Bernier\n \nPROGRAMMA\nOPENING ore 20:00\nLOXOS~ /// Rizoma\ninstallazione sonora basata su “Ramification” di Gyorgy Ligeti\na cura di Francesco Pinto [IT]\n*LIGETI100 / MA/IN ACADEMY \nore 21:00\nJacopo Cenni [IT] /// Hunt\nlive performance \n\nore 22:00\nNICOLAS BERNIER [CA] \n/// FREQUENCIES (SYNTHETIC VARIATIONS)\nlive performance \n\n\nNICOLAS BERNIER /// FREQUENCIES (SYNTHETIC VARIATIONS)  ⊕ preview \nfrequencies (synthetic variations) fa parte del corpus di opere che si fondano su forme veramente basilari di processi di generazione del suono. La forma di base in questa iterazione è la sintesi digitale. Creato nel 2013\, è stato\, in realtà\, il primo lavoro che ho fatto utilizzando la sintesi digitale. Prima di allora\, ero molto legato alla musica concreta\, alla registrazione dei miei suoni e a registrazioni sul campo. Da quel momento\, la maggior parte del mio lavoro è basato sull’utilizzo di sintesi del suono. frequencies (synthetic variations) presenta un dialogo tra diverse forme di materia sintetica : suono sintetico\, ma anche luce sintetica e materiali sintetici. Il pezzo è costruito su una serie di brevi sequenze che sono organizzate e disorganizzate in tempo reale\, articolando\, in modo dirompente\, il discorso. La prima variazione che ho composto è basata su un segmento ritmico di una delle mie canzoni preferite di tutti i tempi: Panasonic Youth della band math metal Dillinger Escape Plan.\nA volte caotica\, a volte morbida a seconda del mio stato d’animo\, questa performance è suono dirompente e luce all’interno di strutture acriliche\, offuscando la linea percettiva tra sentire la luce o vedere il suono. \nNicolas Bernier crea performance audiovisive e installazioni\, volte a creare un dialogo tra suono e materia. Plasmato dal suo lavoro nel campo del cinema\, della letteratura\, della danza e del teatro\, il suo linguaggio fonde elementi di musica\, fotografia\, design\, scienza\, video arte\, architettura\, light design e scenografia. Tra tutto questo eclettismo\, i suoi interessi artistici rimangono costanti: l’equilibrio tra il cerebrale e il sensuale\, e quello tra fonti organiche ed elaborazione digitale.\nPremiato con il prestigioso Golden Nica at Prix Ars Electronica 2013 (Austria). Il suo lavoro è ampiamente riconosciuto e presentato in tutto il mondo: SONAR (Spagna)\, Mutek (Canada)\, Elektra (Canada)\, ZKM (Germania)\, Transmediale (Germania) e Laboral (Spagna) solo per citarne alcuni.\n\n\nJACOPO CENNI [IT] /// HUNT \nL’umanità ha sempre cercato di capire la complessità del mondo in cui vive. Con la creazione di strumenti di analisi sempre più sofisticati\, è riuscita a ottenere risposte sempre più rigorose. Tuttavia\, non è stata ancora in grado di arrivare a un risultato esaustivo.\nHUNT parla della ricerca dell’Uomo della Verità. La performance presenta due personaggi sul palco: il performer\, che impersona l’umanità\, e un set di lampadine a incandescenza\, che rappresentano il concetto di Verità. Al centro del palco\, l’interprete si ferma\, quasi in completa oscurità. Inizia a esplorare l’ambiente circostante\, sperimentando con gli strumenti che ha. Acquisisce confidenza\, ma presto perde il controllo delle sue azioni: questo eccesso innesca la luce\, di cui prima ha paura\, ma poi lo incuriosisce.\nL’oscillazione tra il comando dell’uomo e la perdita di controllo sulla luce\, plasma lo sviluppo della performance\, sottolineando la testardaggine e la crescente frustrazione dell’essere umano. Gli stati d’animo umani\, che oscillano tra egomania e delirio\, sono esaltati dal suono. Quest’ultimo chiarisce anche la relazione cacciatore-preda tra i due personaggi\, delineando due identità sonore distinte\, rispettivamente concrete e sintetiche\, materiche e astratte. L’autore si propone di ricostruire l’inesauribile sete umana di conoscenza attraverso materiali teatrali e musicali\, allestendo uno spettacolo di teatro sonoro sempre più teso e disperato. \nJacopo Cenni (1995) è un artista\, compositore e live performer di Siena (Italia). Tra i suoi vari interessi di ricerca\, incentra la sua poetica sull’indagine del rapporto tra gesto teatrale e sound art\, adottando un approccio ecosistemico al suono e alla composizione musicale. Nel suo lavoro\, Cenni cerca di amplificare le relazioni non lineari tra gli elementi costitutivi di un sistema\, con l’obiettivo di portare alla luce le interazioni e le reciproche influenze tra loro. Il suo rapporto con la tecnologia è fondamentale: l’obiettivo è quello di sfumare la dicotomia tra creatore e strumento\, per avere un vero dialogo con la macchina. Per raggiungere questo obiettivo\, Cenni fa esplodere gli elementi poetici e drammaturgici delle sue composizioni attraverso diversi mezzi\, impiegando suono\, luce e gesti teatrali. Le sue opere e performance dal vivo sono state presentate in diverse istituzioni e festival\, come La Biennale di Venezia (IT)\, Glasgow Science Center (UK)\, Tempo Reale (IT)\, Fondazione Luigi Nono (IT) e altri. La produzione artistica di Cenni spazia tra teatro sonoro\, composizione elettroacustica\, improvvisazione e sonificazione dei dati.\n\n⊕ MA/IN academy\nè a un articolato percorso dedicato alla formazione e all’educazione sulla musica contemporanea\, multi-livello e multi-target: l’offerta dedicata al pubblico generalista attraverso le lezioni-concerto di Luca Iavarone che ogni anno racconterà un periodo della storia della musica elettronica dal ‘900 a oggi\, i talk con gli artisti e le introduzioni all’ascolto\, i concerti dedicati ai centenari di alcuni grandi compositori ; la proposta dedicata agli studenti dei licei musicali attraverso le masterclass con alcuni artisti per introdurli al processo creativo e la partecipazione attiva in alcune attività del progetto; il coinvolgimento degli studenti dei Conservatori partner del progetto attraverso un percorso formativo che li porterà a confrontarsi con alcuni importanti compositori per la realizzazione di composizioni elettroacustiche da presentare all’interno del MA/IN; il percorso di perfezionamento dedicato ai giovani compositori selezionati dalla call internazionale per la presentazione dei loro lavori in prima assoluta. \n⊕ LIGETI100\nè un omaggio alla musica di György Ligeti\, compositore ungherese\, visto spesso come uno fra i più grandi compositori di musica del XX secolo. Il 2023 segna un secolo di Ligeti. \n  \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				© Lucio Fiorentino (Jacopo Cenni)\n				\n			\n				\n			\n				\n				© Isabelle-Gardner (Nicolas Bernier)\n				\n			\n				\n			\n				\n				© Gyorgy Ligeti
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