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SUMMARY:MA/IN24 [anteprima] - M.A.Rea / RESONANCIAS
DESCRIPTION:©  M.A.Rea\n \nPROGRAMMA [anteprima 24]\nh 20:30 | opening\n⦿  G.Catuogno + G.Colangelo + M.Quinto + G.Nuzzo [IT] /// M.A.Rea. [monastery augmented reality]\nin collaboraition with LEM [Lecce Electronic Music] – Conservatory of Lecce\nA/V mapping – installation [to Bill Viola]\n \nh 21\n⦿  D.Antezza + P.Basile + D.Pitoia [IT]/// RESONANCIAS\nlive performance\nDonato Pitoia – guitars\nPino Basile – percussion /electronics\nDaniele Antezza – electronics
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LOCATION:Monastero di S. Ippolito\, Monticchio
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SUMMARY:MA/IN24 [anteprima] - ELECTROVOICE BOX / STANZE
DESCRIPTION:©  Stanze [F.Scacchioli/V.Core]\n \nPROGRAMMA [anteprima 24]\nh 20:30 | opening\n⦿ G.Catuogno + G.Colangelo + M.Quinto + G.Nuzzo [IT] /// M.A.Rea. [monastery augmented reality]\nin collaboraition with LEM [Lecce Electronic Music] – Conservatory of Lecce\nA/V mapping – installation [to Bill Viola]\n \nh 21\n⦿ Eleonora Claps  + Francesco Rizzo [IT] /// ELECTROVOICE BOX\nconcert for voice + electronics \n\nBernhard Lang [AT] /// “The Cold Trip\, Pt.2”: XV. THE CROW\nMelissa Dunphy [US] /// June\nKrzysztof Wołek [PL] /// Cookbook for the Modern Boygirl\n\n* Eleonora Claps: voce / Francesco Rizzo: live electronics \nh 21:45\n⦿ Vincenzo Core + Fabio Scacchioli [IT] /// STANZE\nlive A/V performance
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SUMMARY:MA/IN23: ECHOIC MEMORY / ELECTROPOLIS
DESCRIPTION:©  ELECTROPOLIS live\n \nPROGRAMMA\nore 20:30 opening\nRebeca Žukovits [EE] /// UPĖ\nsupported by Estonian Academy of Music and Theatre \n20.45\nFabrizio Casti + Sandro Mungianu [IT] /// ECHOIC MEMORY\nlive audiovisual performance\n\nore 21:15\n/// ELECTROPOLIS\nlive performance\na cura delle classi 1aQ e 4aQ del liceo “T. Stigliani” \n\n\n\n/// ECHOIC MEMORY è un progetto audiovisivo che esplora le parti dei nostri sistemi cognitivi combinate insieme per formare la memoria umana. La nostra memoria visiva è responsabile della conservazione di forme e colori visivi\, mentre la memoria spaziale è responsabile delle informazioni su luoghi e movimenti. La memoria ecoica è un’altra parte della memoria sensoriale\, che memorizza le informazioni dal suono che ascoltiamo. La performance è un tour nel nostro cervello e riproduce le mappe cognitive multidimensionali sotto forma di musica e live visual. Il suono del sassofono di Sandro Mungianu viene elaborato in tempo reale dal laptop di Fabrizio Casti\, indagando a breve e la lunga memoria attraverso la musica e le immagini. I suoni dello strumento e del laptop generano proiezioni video che interagiscono con il live visual di Roberto Zanata. La performance offre una esperienza altamente percettiva\, visiva e sonora dell’effetto che la memoria ha sulla nostra esperienza umana. \nSPAZIOMUSICA (CAGLIARI) è una realtà che da anni organizza festival e produce arte contemporanea nel territorio sardo.\nSandro Mungianuè compositore e musicista. La sua carriera comprende un’ampia gamma di performance\, dalla musica contemporanea alle arti video e multimediali. Ha studiato pianoforte\, clarinetto\, sassofono e si è diplomato in Musica Elettronica in Italia e Composizione Musicale in Svizzera. si occupa della gestione di festival di musica e arte contemporanea. Attualmente lavora come Professore al Conservatorio di Como.\nFabrizio Casti è compositore musicale sperimentale. Si è laureato in Composizione Sperimentale e Musica Elettronica. È autore di opere vocali\, strumentali e da camera\, sinfoniche\, strumentali e live electronics. I suoi lavori sono pubblicati da RaiTrade\, Ricordi e altri. Insegna Elementi di Composizione e Analisi Musicale presso il Conservatorio Statale di Musica della Spezia.\n\n\n/// ELECTROPOLIS  [sonorizzazione dal vivo – #audiovisual]\n\nUna nuova voce per il celebre film muto METROPOLIS\, di Fritz Lang. Rimontato e risonorizzato dagli studenti del Liceo “T. Stigliani” di Matera\, viene presentato al pubblico per offrire un’originale e moderna interpretazione della narrazione filmica. \nperformer\nChitarra Elettrica : Kevin Ramaglia\nSassofono : Mattia Didio\nTromba : Gianpaolo Matera\nFlauto: Alessandro Gasmi\nSynth: Marialetizia Traetta\nSynth: Angelica Mancini\nPianoforte : Andrea Scaramuzzi\nBatteria: Alex Ranaldo\nVoce: Nancy Elettrico\ndirettore ed elettronica\nM° Francesco Altieri \n\n* MA/IN ACADEMY\nIniziativa realizzata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso da MiC-Ministero della Cultura e MIM-Ministero dell’Istruzione e del Merito
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LOCATION:CineTeatro Guerrieri\, Piazza Vittorio Veneto 23\, MATERA\, 75100\, Italia
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SUMMARY:MA/IN23: APPARITIONS#2
DESCRIPTION:© Ocean – Amanda Stuart \nAUDIOVISUAL SESSION #2 \nPROGRAMMA\nore 16.00 / screening \nAmanda Stuart [UK] /// Oceana\nDavid Bird [US] /// What Glows is Fuchsia \nNicola Fumo Frattegiani [IT] /// Luar\nEdmar Soria [MX] /// Homemorphism Phi(0)\nBeth Walker [UK] /// Beneath \n\n\n\nAmanda Stuart [UK] /// Oceana \nCome parte del progetto “Polar Sounds”\, ho trasformato alcuni campioni di richiami di orche e foche\, registrate dall’Istituto Alfred Wegener con idrofoni nell’Antartico (2022)\, in 61 suoni diversi per creare un paesaggio sonoro immaginario sottomarino. Le orche producono unagrande varietà di vocalizzazi\, ad esempio fischi\, pulsazioni e clic di ecolocalizzazione. Sono affascinata da come la riduzione dell’inquinamento acustico antropico\, durante la pandemia di Covid\, abbia permesso alle creature marine di comunicare di nuovo a distanza maggiore.Ho trasformato quattordici dei miei dipinti per creare il paesaggio marino.Oceana inizia nelle profondità dell’acqua\, sommersa da suoni pulsanti di sonar\, prende vita dall’acqua che scorre veloce e da lunghi e inquietanti vocalizzi (il verso originale dell’orca e della foca si sente al 1:15). I richiami più armoniosi si possono ascoltare prima di spostarsi in una sezione di cinguettii. Strani gemiti e profondi suoni granulari si muovono attraverso l’oceano. Una tempesta si accumula e il tumulto porta ad un culmine drammatico improvviso. Alla fine\, ci si ritrova di nuovo giù nella parte più profonda dell’oceano\, immersi in potenti rumori impetuosi che dominano il paesaggio marino. Salendo lentamente\, attraverso gli strati dell’oceano\, siamo lasciati a fluttuare dolcemente nel profondo e selvaggio blu. \nAmanda Stuart ama creare paesaggi e mondi sonori belli e drammatici. Dal più piccolo dei gesti ai potenti climax utilizza la narrazione di ogni forma\, contrapponendo colori traslucidi e trame sonore dense\, intrecciate insieme in un arazzo audiovisivo. Nel 2017 ha ricevuto il suo MMUS in Creative Music Technology dal Royal Welsh College of Music & Drama con Menzione. Il suo pezzo Song of the Trees ha vinto il premio IAWM Pauline Oliveros for Electroacoustic Media 2015 e Not Missing You ha ricevuto una menzione onoraria per lo stesso premio nel 2014 (“E ‘bello da guardare come lo è da sentire …”- Boston Classical Review). Fra le sue performance si ricordano: Earth Day Art Model – IUPUI Indianpolis (3)\, New York Electroacoustic Music Festival(3)\, Sound/Image 22 Festival (Greenwich University)\, International Computer Music Conference (Perth)\, Understanding Visual Music (Buenos Aires)\, SMC/SMAC (Royal College\, Stockholm)\, Boston New Music Initiative\, IFIMPAC (Leeds). Lavori precedenti includono: Performing Rights Society Composer in Education and Musician in Residence (Music Animateur) per la città di Peterborough\, Composer in Residence per ilCambridge Festival. Ha ricevuto commissioni  per il London Festival Orchestra (Composer in Residence – Cambridge Festival)\, The City of Peterborough Symphony Orchestra\, BSkyB\, Anglia TV e BT.\n\nDavid Bird [US] /// What Glows is Fuchsia \n“What Glows is Fuchsia” immerge i membri del collettivo lovemusic di Strasburgo in un ambiente virtuale dinamico. D’uranio lo sviluppo del lavoro\, a lovemusic è stato chiesto di documentare una serie di compiti\, musicali e non musicali\, che riflettevano temi di perdita\, solitudine e dislocazione. I media raccolti dall’ensemble sono stati assemblati in una scena 3D\, in cui i loro contributi audio e video interagivano tra loro e influenzavano le condizioni dell’ambiente virtuale. “What Glows is Fuchsia” è stato creato in isolamento\, ma permette alle singole performance e ai singoli materiali di coesistere in un regno virtuale fluido e surreale. Interpretato da Adam Starkie\, Emiliano Gavito\, Winnie Huang\, Christian Lozano\, Victor Hocquet e Lola Malique. \n\n\n\n\n\n\nDavid Bird è un compositore\, produttore e artista multimediale. Il suo lavoro esplora le potenzialità drammaturgiche degli ambienti elettroacustici e multimediali\, evidenziando spesso le relazioni tra tecnologia e individuo. Le composizioni di Bird sono state eseguite in luoghi come la Walt Disney Concert Hall e il Lincoln Center for the Performing Arts\, e ancora in festival come Gaudeamus Festival\, Wien Modern\, MATA Festival\, Musica Electronica Nova Festival\, Festival Mixtur\, e altri. I suoi lavori sono stati pubblicati da etichette come New Focus Recordings\, Carrier Records e TAK Editions\, e ha ricevuto elogi da The New York Times\, The Wire\, Textura e “Best of Bandcamp.”Bird è un membro fondatore dell’ensemble da camera TAK di New York e collabora frequentemente con Qubit New Music\, un gruppo non-profit che cura e produce eventi musicali sperimentali a New York.\nAttualmente è professore aggiunto presso l’Università di Chicago e ha precedentemente tenuto corsi di composizione e musica informatica presso la Columbia University\, l’Hamilton College e lo Stevens Institute of Technology.\n\nNicola Fumo Frattegiani [IT] /// Luar \nLUAR è l’ineluttabile discesa dell’uomo dentro sé stesso. Una caduta verso le zone più recondite della propria anima in cui il protagonista lotta con le molteplici rappresentazioni del proprio Io. L’atavico conflitto di ogni individuo frammentato in un’orda di identità. La poetica e le parole del poeta Fernando Pessoa accompagnano questa calata nell’infinito soggettivo\, nel travaglio dell’esistenza che a suo modo trova una risoluzione. LUAR è una parola portoghese che significa “chiaro di luna”\, la luce notturna per eccellenza\, l’unica possibile nelle ombre e grazie alla quale la visione del lato nascosto diviene possibile e le epifanie interiori emergono nel loro splendore e nella loro crudeltà. \nNicola Fumo Frattegiani è un compositore elettroacustico e audiovisuale che vive a Perugia. Suoi lavori sono stati presentati in festival nazionali e internazionali tra i più prestigiosi del settore. Autore e performer\, la sua ricerca si occupa di musica elettroacustica\, sonorizzazioni d’immagini\, video\, mostre d’arte e di composizioni per spettacoli di teatro contemporaneo. E’ stato nominato Cultore della materia presso il Conservatorio di Musica di Perugia per le discipline ”Elettroacustica” e “Informatica musicale”.\nHa ricoperto la cattedra di Composizione Musicale Elettroacustica presso il Conservatorio di Musica di Messina. Attualmente è docente di Sound design presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata.\n\n\n\n\n\n\n\nEdmar Soria [MX] /// Homemorphism Phi(0) \nUn omeomorfismo chiamato anche trasformazione continua\, è una relazione di equivalenza uno a uno tra punti appartenenti a due figure geometriche o spazi topologici\, che porta a una corrispondenza biunivoca fra i loro aperti. Un omeomorfismo\, che conserva anche le distanze è chiamato isometria. Le trasformazioni affini sono un altro comune tipo di omeomorfismo geometrico. Una caratteristica dell’omeomorfismo è che le figure geometriche interessate possono essere trasformate l’una nell’altra tramite una deformazione elastica. Homemorphism Phi(0) è un’esplorazione delle possibilità di deformazione elastica (da una prospettiva topologica metaforica) del suono in geometrie procedurali visive\, cioè una proposta estetica del suono tradotta in forme geometriche\, un’ Iper-partitura  per realizzare un’improvvisazione guidata. La struttura di base delle geometrie è stata ottenuta attraverso l’analisi dei dati del suono del fixed media\, precedentemente composto\, tramite MIR (Music Information Retrieval). Questi dati (zcr\, energy\, MFCC\, etc.) vengono poi tradotti in grafici (o matrici) in un software di creazione 3D (Blender)\, all’interno del quale vengono trasformati in immagini\, trame e luci dinamiche e reattive. È una ricerca estetica\, per trovare un modo alternativo di integrare le tecniche informatiche ed estetica visuale nell’ambito della musica elettroacustica\, curando particolarmente gli sviluppi ritmici e timbrici e dove il rapporto uomo – macchina si configura in una nuova concezione estetica. \nEdmar Soria (Aprile 1983 Messico). Ha conseguito un dottorato di ricerca e un Laurea Magistrale in Tecnologie Musicali presso l’UNAM\, una laurea in Matematica presso il Politecnico Nazionale e un Master in Economia Applicata presso l’UNAM. Attualmente segue un programma di post-dottorato sull’Intelligenza Artificiale (Deep Learning). È ricercatore presso il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Universidad Autonoma Metropolitana – Messico. Vincitore dell’Acousmonium INA GRM-Fonoteca Nacional 2016 Competition (Francia-Messico)\, terzo Premio all’Iannis Xenakis Electroacoustic music Contest (2022)\, vincitore della SONOM 2014 competition (International Sound Art Festival)\, finalista al “Concours International de Composition Electroacoustique SIME 2018” (Lille\, France). Ha svolto residenze artistiche presso Musique & Recherches (Belgio)\, INA GRM (Parigi\, Francia)\, DXArts (Università di Washington) e Belo Horizonte (con Joao Pedro Oliveira).\n\n\n\nBeth Walker [UK] /// Beneath \nUna meditazione su crescita\, connessione e simbiosi\, ispirata alle vite aggrovigliate dei funghi. Realizzato al Royal College of Art utilizzando tecniche analogiche e digitali sperimentali\, questo film ci porta in un mondo nascosto dove i limiti si confondono\, la connessione è fondamentale e la vita prospera attraverso l’insieme. \nBeth Walker è una filmmaker\, artista visiva e animatrice. Il suo lavoro spazia tra cortometraggi\, video musicali\, installazioni e live visuals. Il suo approccio è sperimentale ed empirico\, lavora spesso con materiali reattivi in macro-scala per creare immagini ipnotizzanti.\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				© Amanda Stuart\n				\n			\n				\n			\n				\n				©Jonathan Aprea (David Bird)\n				\n			\n				\n			\n				\n				© Nicola Fumo Frattegiani\n				\n			\n				\n			\n				\n				© Beth Walker\n				\n		\n\n 
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DESCRIPTION:© Rebeca Žukovits (UPE) \nAUDIOVISUAL SESSION #1 \nPROGRAMMA\nore 17.30 / screening \nShihua Ma [CN] /// Hyper Construction\nAntonio Forastiero [IT] /// Layer\nTasos Asonitis [GR] /// Exhibits \nRebeca Žukovits [EE] /// UPĖ\nFred Szymanski [US] /// TOR\nRossella Calella [IT] /// Lightbending \n\n\nShihua Ma [CN] /// Hyper Construction \nShihua Ma è un artista dei nuovi media\, un insegnante di composizione di musica elettronica presso il Dipartimento di Composizione del Conservatorio di Musica Cinese e un dottore in composizione di musica elettronica presso il Conservatorio Centrale di Musica. È specializzato in computer music e arte audiovisiva\, e come artista cross-mediale\, continua a pubblicare opere rilevanti in importanti eventi internazionali di computer music. Le sue opere multimediali interattive hanno ricevuto premi da MUSICAOUSTICA-PECHINO.\n\n\n\n\nAntonio Forastiero [IT] /// Layer \nLayer è un’opera audiovisiva che esplora il concetto di spazio. Diverse dimensioni spaziali si alternano e si sovrappongono in un dialogo ordinato e talvolta caotico\, dando vita a ulteriori dimensioni particolarmente complesse. All’interno di superfici apparentemente statiche\, sono nascoste dimensioni dinamiche e articolate\, messe in risalto da particolari intrecci sonori multidimensionali. \nAntonio Forastiero\, classe 1986\, è un compositore elettroacustico e sound designer italiano. Dopo il diploma al Conservatorio di Potenza in Musica Elettronica e Composizione\, consegue la Laurea Magistrale in Ingegneria del Suono e dell’Intrattenimento presso l’Università di Roma Tor Vergata. Frequenta masterclass di composizione elettroacustica e composizione audiovisiva integrata. I suoi lavori compositivi sono incentrati sull’elaborazione dei suoi naturali processati elettronicamente\, esplorandone le molteplici potenzialità timbriche. La sua attività di ricerca si concentra sul rapporto tra suono e spazio\, con lo scopo di sviluppare particolari esperienze percettive immersive. Dal 2011 è insegnante di Tecnologie Musicali nei licei musicali. Le sue opere sono state selezionate in diversi concorsi internazionali.\n\nTasos Asonitis [GR] /// Exhibits \n“Exhibits” ci introduce in una galleria immaginaria dove i prodotti dell’intelletto umano incontrano le loro controparti xenomorfe\, create dall’IA. La forma degli oggetti viene trasformata in suono; si sviluppa un dialogo\, dove i due mondi si scontrano mentre affondano sempre più in un vortice di scambio bilaterale e ibridazione. L’umano contro l’algoritmico\, il familiare contro lo xenomorfo finché “versus” non ha più alcun senso\, e le dicotomie si fondono in uno spazio di infinite possibilità e identità. \nTasos Asonitis è un artista sonoro e audiovisivo le cui attività comprendono vari aspetti delle arti digitali. Il suo interesse principale è sugli ambienti virtuali immaginari che possono essere descritti dall’intreccio creativo di musica generata al computer e grafica 3D. L’interesse artistico di Asonitis\, tuttavia\, non è limitato al solo campo audiovisivo\, ma include pezzi fixed media multimediali e multicanale\, installazioni sonore e composizioni per immagini in movimento. Fa perte del collettivo artistico UnSupervised e di un gruppo di ricerca scientifico\, che mescola Intelligenza Artificiale e musica. Le sue opere sono state esposte al Museo di Storia Popolare (Manchester\, UK)\, al Festival delle Arti Digitali di Atene\, al Museo della Scienza e dell’Industria (Manchester\, UK)\, al METS Fest (Cuneo\, Italy)\, e presentate in rinomate conferenze come ICMC (International Computer Music Conference – 2023)\, AIMC (International Conference on AI and Musical Creativity – 2023) e xCoAx (9th Conference on Computation\, Communication\, Aesthetics and X – 2021). Beneficiario della borsa di studio per il dottorato EPSRC\, è attualmente candidato come ricercatore in composizione elettroacustica\, presso NOVARS Research Center\, all’University of Manchester.\n\n Rebeca Žukovits [EE] /// UPĖ\nsupported by Estonian Academy of Music and Theatre \nIl poema audiovisivo ‘Upė’ è una visione introspettiva ed emotiva della rottura di una dinamica e di un cambiamento di visione. Si tratta di lasciar andare e guarire\, ma anche di essere come congelati in un momento e la poetizzazione della narrazione di sé stessi. Uno dei punti di partenza più importanti di ‘Upė’ è un sutartinė intitolata ‘Duno upė’. Le sutartinės sono canti popolari e polifonici importantissimi nella tradizione lituana\, cantati da donne. Si credeva che gli intervalli dissonanti creati dal canto dei diversi canoni avessero un effetto curativo – la guarigione comunitaria tra le donne\, che nella sua attività meditativa si manifesta in ‘Upė’ è come un flusso ininterrotto e una catena di respiri. ‘Upė’ è un momento dilatato nel tempo\, un pensiero fulmineo a cui il dolore e la solitudine\, che l’hanno acceso\, si sono aggrappati disperatamente. \n\nRebeca Žukovit aka IRENE è artista\, musicista\, cantante\, compositore e poetessa. Il suo mezzo di comunicazione principale è il video\, ma realizza anche anche installazioni e ha un approccio basato sull’utilizzo dello spazio. Nel suo lavoro Žukovitš si occupa di temi relativi al corpo e all’esperienza umana\, nonché di questioni riguardanti il genere e la femminilità. Recentemente ha anche iniziato ad occuparsi di politica della percezione nell’era digitale. Testo e voce sono spesso al centro dei suoi lavori\, attraverso questi elementi le influenze del suo background musicale classico si fondono con varie interpretazioni della cultura pop. Žukovitš ha partecipato e ottenuto premi in slam di poesia estone ed è una musicista attiva\, co-autrice e autorice di canzoni in tre collettivi musicali – Autosexuality\, Forma e Moonbug.\n\n\n\n\nFred Szymanski [US] /// TOR \nTOR esplora una rete frattale in evoluzione utilizzando metodi sia deterministici che stocastici.La struttura auto-similare dell’immagine\, sviluppata attraverso cambiamenti di scala e la moltiplicazione di una singola riga\, produce un effetto di raggruppamento a livello geometrico che fa sì che la superficie venga ripetutamente assorbita e annientata. Questo elemento visivo è unito al suono\, quest’ultimo comprende una vasta gamma di scale temporali e mostra una rete di interazioni di progettazione sonora al misco-livello. \nFred Szymanski\, artista del suono e dell’immagine\, indaga le relazioni tra forze non lineari e e applica i risultati in installazioni immersive multi-schermo e spazializzazione sonora. È noto per i suoi lavori elettroacustici\, pubblicati su CD ed eseguiti in molti festival. Le citazioni speciali includono il Primo Premio al Monaco Electroacoustique (2015) e Primo Premio Musica Nova (2017)\, Menzione Speciale Città di Udine (2018)\, Menzione d’Onore Destellos X (2017) così come la Menzione d’Onore Honorary Mention per il suo lavoro audiovisivoTURBULENCE – CONVECTIONS\, MA/IN 2016. I suoi lavori di sono stati eseguito presso Recombinant Media Labs (RML)\, Cinechamber at Mutek (Montreal)\, Club Transmediale (Berlin) e SonicLIGHT (Amsterdam). Sotto lo pseudonimo di A Laminar Project\, ha realizzato diverse collaborazioni: Sub Rosa (Belgium)\, Asphodel Ltd. (San Francisco)\, JDK Productions (Amsterdam)\, Soleilmoon (Portland) e Staalplaat (NL).\n\nRossella Calella [IT] /// Lightbending \nLa tecnologia è l’elemento magico e al contempo terrificante che determina il ruolo dell’uomo nel mondo\, dandogli la possibilità di evolversi e di costruire ma anche di distruggersi. La luce è un simbolo del controllo che\, attraverso la tecnologia\, l’uomo riesce a imporre sugli elementi naturali\, anche i più eterei e impalpabili\, trasformandoli\, piegandoli alle sue necessità e utilizzandoli per i suoi scopi. \nRossella Calella è una compositrice elettroacustica e videoartista. Nel 2023 ha conseguito con Lode il Diploma accademico di secondo livello in Musica Elettronica presso il Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari. Ha partecipato ai seminari di composizione dei maestri Reinhard Febel\, Achim Bornhoeft\, Elio Martusciello. Dal 2017 fa parte del gruppo di ricerca e produzione “Sin[x]Thésis”\, fondato e diretto dal Maestro Francesco Scagliola. La sua ricerca riguarda principalmente la computer music\, l’interazione tra suono e immagini\, le tecniche di produzione video basate sull’intelligenza artificiale e la glitch art. Nel 2022 ha composto la colonna sonora del radiodramma “Delitti Capitali\,” di Nicolas Joos\, prodotto dalla Radiotelevisione Svizzera RSI. Le sue composizioni sono state selezionate ed eseguite in vari festival e conferenze in Italia e all’estero\, tra gli altri: ICMC (Shenzen\, 2023)\, SICMF (Seoul\, 2023)\, MANTIS (Manchester\, 2023)\, Atemporánea (Buenos Aires\, 2023)\, NYCEMF (New York\, 2023)\, Silence (Bari\, 2022)\, CRM (Roma\, 2021\, 2022\, 2023)\, Futura (Crest\, 2021\, 2023). Nel 2022 ha vinto la XVI edizione del Premio Nazionale delle Arti nella sezione Musica Elettronica e Nuove Tecnologie.\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				© Shihua Ma\n				\n			\n				\n			\n				\n				© Antonio Forastiero\n				\n			\n				\n			\n				\n				© Tasos Asonitis\n				\n			\n				\n			\n				\n				© Rebeca Žukovitš\n				\n			\n				\n			\n				\n				© 2023 Laminar (Fred Szymanski)\n				\n			\n				\n			\n				\n				© Rossella Calella\n				\n		\n\n 
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SUMMARY:MA/IN23: RYOICHI KUROKAWA /// SUBASSEMBLIES
DESCRIPTION:© Studio Kurokawa \nPROGRAMMA\n \nopening\nRossella Calella [IT] /// Lightbending \nore 21:00\nRYOICHI KUROKAWA [JP] \n/// SUBASSEMBLIES\nlive audiovisual performance \nConcept\, direction\, composition\, programming: Ryoichi Kurokawa\nProducer: Nicolas Wierinck\nCo-production: LOXOSconcept (Matera 2019)\, MUTEK\, Stereolux/Scopitone\, TodaysArt \n\n\n\nRyoichi Kurokawa [JP] /// Subassemblies \n–rovine : i resti dell’architettura fatta dall’uomo — \n“s. asmbli / subassemblies” è un progetto che persegue il rapporto tra natura e produzione umana in una prospettiva di scala architettonica. Questo concetto può essere traslato in diversi formati di presentazione come un pezzo da concerto\, installazioni multi-schermo\, stampe\, Realtà Virtuale e proiezioni. La fonte principale di questo progetto sono i dati 3d\, ottenuti mediante la scansione laser di architetture\, rovine e natura. Le informazioni ottenute\, suddivise in sottogruppi\, vengono distorte e ricostruite\, costruendo una linea temporale sempre rinnovata\, con strati ordinati e disordinati\, che mette in evidenza sia la forza del creato sia dell’arte. Rovine\, edifici invasi dalla natura e architetture decadenti si sovrappongono e si rigenerano dinamicamente. Questo processo inusuale e multi-strato amplifica la sensazione di oscillazione\, non solo tra natura e architettura\, ma anche tra fenomeni astratti e concreti\, attraverso la transizione\, distruzione e rinaturalizzazione della produzione umana. La cancellazione delle leggi della fisica\, l’ibrido di componenti naturali e artificiali e la trasposizione di entropia e negentropia accentuano il fascino dell’insolito. \nRyoichi Kurokawa nato nel1978 a Osaka (JP) vive e lavora a Berlino. L’artista giapponese lavora con una vasta gamma di mezzi\, ma ciò che lo rende più famoso sono le sue installazioni audiovisive\, solitamente composte da più schermi\, dove i motivi astratti appaiono improvvisamente dal buio e si moltiplicano o si distaccano come se fossero microscopicamente sezionati. Queste immagini e movimenti sono accompagnati da suoni increspati\, palpitanti\, suoni che si muovono nello spazio\, che sembrano provenire da un luogo profondo. Le immagini in movimento\, che appaiono sullo schermo\, sembrano movimenti di particelle nel cosmo\, un processo di reazioni chimiche complesse\, che pare stiano per esplodere. In alcune opere\, i motivi assumono una forma visiva più organica\, come flussi d’acqua o goccioline che si muovono attraverso lo schermo. Le sue opere traducono visivamente la legge dell’ordine degli elementi e la loro energia. Ryoichi Kurokawa è un vero poeta della trasformazione cinematografica\, traducendo liricamente le rappresentazioni analogiche della natura in flussi digitali di immagini ed emozioni vertiginose. La precisione architettonica dei frammenti delle sue immagini\,  sensibilmente sincronizzate per essere percepite dalla nostra retina\, tende a illudere la persistenza della nostra memoria\, che appare sfocata sotto l’effetto dell’abissale luminosità. Come si può vedere dalle sue creazioni\, Kurokawa afferma che la natura è la sua principale fonte di ispirazione. Tutte le sue opere racchiudono una concezione ibrida tra: analogico e digitale\, tempo e spazio\, pieno e frammentario\, semplice e complesso\, reattivo e contemplativo\, uditivo e visivo. La coerenza tra audio e video è la chiave nelle sue opere. Egli considera sia l’elemento audio che quello visivo come vettori diversi di un pezzo unico e insiste sul fatto che devono scorrere insieme per collidere allo stesso tempo. Alcune delle più importanti mostre e spettacoli personali e collettivi di Kurokawa sono incentrati sul flusso\, K11 Select (China\, 2018)\, objectum\, Takuro Someya Contemporay Art (Japan 2018)\, Coder le Monde\, Centre Pompidou (France 2018)\, The Dream Of Forms\, Palais de Tokyo (France 2017)\, unfold\, FACT (England 2016)\, Ordered Disorder\, Espacio Fundacion Telefonica (Peru 2015)\, Turbulences\, Espace Culturel Louis Vuitton (France 2012)\, One of a Thousand Ways to Defeat Entropy – The 54th Venice Biennale (Italy 2011)\, transmediale\, Haus der Kulturen der Welt (Germany 2010)\, and Synthesis\, Tate Modern (England 2007)\n\n  \n 
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SUMMARY:MA/IN23: SLATE PETALS
DESCRIPTION:© Z.Baldi /L. Bergamelli/J.Cenni \nPROGRAMMA \nore 21:00 \n \nZeno Baldi [IT] /// SLATE PETALS\nLjuba Bergamelli | voce\nZeno Baldi | composizione\, live electronics\nJacopo Cenni | live electronics\, luci\ncon il sostegno di nòva generazione creativa \n\nBaldi [IT] + Bergamelli [IT] + Cenni [IT] /// SLATE PETALS \n\n\n\n\nIl progetto nasce nell’anno di due anniversari importanti: quarant’anni dalla morte di Cathy Ber-berian e vent’anni dalla morte di Luciano Berio\, due figure fondamentali nella storia della nuova vocalità che omaggiamo attraverso una nostra personale riflessione sulle possibilità della voce che si incarna in un teatro del suono. A partire dall’incontro di due pratiche performative: quella vocale e quella del live electronics e dal desiderio di esplorare la materia sonora attraverso una immersione nel mondo elettroacustico. Il progetto intende esplorare nuove possibili interazioni fra voce umana ed elettronica\, evitando di porre una o l’altra in primo piano\, indagando luci e ombre della voce e delle tracce personali che essa riporta in superficie. A partire dal lavoro sui testi e frammenti di Anthony Etherin\, la cui poesia è caratterizzata da acrobatiche restrizioni linguistiche che rivelano la bellezza intrinseca del linguaggio\, il nostro viaggio sonoro diventa una evocazione aperta tra improvvisazione e scrittura\, tra parola e puro suono\, che mette al centro la voce (in quanto punto d’incontro tra logos e phoné) e le sue “proiezioni” nello spazio\, articolando diversi livelli di prossimità e distanza. L’utilizzo di microfoni e diffusori di natura eterogenea (tra cui microfoni a contatto e trasduttori tattili) permette un’esplorazione che interseca diverse zone di risonanza tra le superfici e le fre-quenze della voce. \n\nLJUBA BERGAMELLI\, voce. Si dedica principalmente al teatro musicale\, alla performance e al teatrodanza. Ospite in Festival come La Biennale di Venezia\, Milano Musica\, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino\, RomaEuropaFestival\, Opera Carlo Felice Genova\, RavennaFestival\, RSI Lugano\, Auditorium Parco della Musica. E’ stata diretta tra gli altri da Marco Angius\, Vladimir Ashkenazy\, Tonino Battista. Ha cantato numerosi brani e opere in prima esecuzione assoluta. Ha inciso per Stradivarius\, Ema Vinci\, per la RaiRadioTelevisione italiana. All’attività performativa affianca la ricerca in campo teorico tenendo conferenze e masterclass sul legame tra corpo\, voce e gesto.\nNel 2023 ha curato un ciclo di conferenze dedicate al tema della voce per il Centro Studi Umanistici Umberto Eco/Alma Mater Studiorum Bologna. Un suo saggio dal titolo Il Teatro della Voce è stato pubblicato da ETS.\nZENO BALDI La sua musica è stata eseguita\, fra gli altri\, da (Ensemble -) Divertimento\, Linea\, Proton Bern\, Yarn/Wire\,Mdi\, Zeitfluss\, Schallfeld\, L’arsenale\, Ex Novo\, Quartetto Maurice\, Orchestra di Padova e del Veneto\, Orchestra del Teatro La Fenice (…)\, e presentata in sedi internazionali quali Mata Festival (New York)\, London Ear Festival\, Musikkitalo (Helsinki)\, Piccolo Teatro (Milano)\, TransArt (Bolzano)\, MA/IN (Matera)\,November Music (Den Bosch)\, Miller Theatrre (New York)\, Unerhörte Musik (Berlino)\, Festival ArteScienza (Roma).In veste di esecutore\, dal 2017 sviluppa un progetto elettroacustico (Solo set) semi-improvvisativo e in continua evoluzione\, alternando ad ogni performance nuove combinazioni di synth e pedali analogici\, microfoni piezoelettrici\, daw\, trasduttori di superficie\, solenoidi controllati via midi\, sistemi di feedback.Formatosi all’Università di Musica di Graz e al Conservatorio di Milano\, è stato compositore in residenzapresso Festival Rondò (2017)\, Fondazione Spinola Banna per l’Arte(Progetto Musica\, 2018)\, Styria Artistin residence (Austria\, 2021)\, borsista presso l’Accademia Americana a Roma (2019/20) e presso la Fondazione Bogliasco (2021).Nel 2021 ha ricevuto il premio “Una vita nella musica – giovani” dalla Fondazione Teatro La Fenice. Divertimento Ensemble ha registrato un disco monografico (“Bonsai”)\, pubblicato nel 2018 da Stradivarius Dischi. Le sue partiture sono edite da Ricordi\, Milano.\nJACOPO CENNI New media artist\, compositore e live performer. I suoi interessi di ricerca artistica vertono sul rapporto tra gesto teatrale e sound art\, con un approccio ecosistemico alla composizione. La relazione con la tecnologia è un punto cruciale della sua attività artistica: utilizzando vari livelli di auto-generazione e automazione di suono e luce\, Cenni cerca di sfumare la dicotomia tra creatore e strumento\, con l’obiettivo di giungere a un dialogo paritario tra uomo e macchina.La sua ricerca sulle dimensioni musicali del linguaggio parlato\, portata avanti presso il suo percorso di studi al Conservatorio di Trento\, è culminata nell’opera di teatro sonoro Melus Vociferans(2021)\, con la quale si è diplomato in Musica Elettronica con il massimo dei voti.Cenni è stato selezionato per la residenza PiGro presso Tempo Reale (Firenze) e per Biennale College Musica (Venezia).I suoi lavori sono stati eseguiti per manifestazioni\, tra le altre\, come La Biennale di Venezia\, OHBM Glasgow (UK)\, MUSE – Museo delle Albere (TN)\, Tempo Reale (FI) e altri. Il suo output spazia tra teatro sonoro\, composizione e improvvisazione elettroacustica e data sonification.\n\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				 ©Jacopo Cenni\n				\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n				\n				© Ljuba Bergamelli
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SUMMARY:MA/IN23: Disordinata storia dell’elettronica (Vol. 2)
DESCRIPTION:© Artikulation (Rainer Wehinger/ G.Ligeti) \nPROGRAMMA\nore 19:00 \nLUCA IAVARONE + ALBERTO GATTI lezione/concerto\n*LIGETI100 / MA/IN ACADEMY \n\n\nLUCA IAVARONE + ALBERTO GATTI [IT] /// Disordinata storia dell’elettronica (Vol. 2) \nÈ possibile oggi scrivere musica nuova\, diversa da quella del passato? Si possono inventare nuovi strumenti musicali o creare i suoni da zero? E la tecnologia potrà esserci d’aiuto in queste sfide? Queste sono alcune delle domande che si sono posti i pionieri della musica elettronica. Cosa si intende per musica elettronica? Come va ascoltata? Ma è quella per ballare oppure no? È musica o rumore? E perché dovrei sedermi in una stanza\, magari al buio\, e ascoltare dei suoni strani diffusi da uno o più altoparlanti?\nQueste sono invece le domande che ci faremo insieme a Luca Iavarone (giornalista e creativo) ed Alberto Gatti (compositore) in “Disordinata storia dell’elettronica” (Vol. 1)\, una serie di incontri per mostrare la musica elettronica sotto un diverso punto di vista\, senza tecnicismi e complessi filosofici. Nel secondo incontro tratteremo l’asse di contatto tra le origini dell’elettronica e la contemporaneità\, con un focus particolare su Ligeti. Lige… Chi? Ecco\, appunto\, ci vediamo all’incontro! \nLuca Iavarone è un creativo italiano attivo in numerosi campi: giornalista\, comunicatore\, web author\, regista\, musicista. È l’attuale direttore creativo del gruppo editoriale Ciaopeople. Dal 2001 ad oggi ha scritto composizioni musicali per opere teatrali e di video arte (Mercadante\, Teatro Nuovo\, Elicantropo\, Pan\, Villa Medici) e realizzato installazioni sonore per le mostre del fotografo Antonio Biasiucci.\nCome interprete ha co-fondato il Revenaz Quartet\, un collettivo “neo-dadaista e postmoderno” che ha fatto della riflessione sulla cultura di massa il suo campo di indagine. In qualità di giornalista\, dal 2012 al 2016 è stato caporedattore dell’area cultura del quotidiano Fanpage.it. Qui esplora il mondo della viralità con contenuti di qualità\, affrontando temi sociali con un taglio personale a cavallo tra satira e antropologia culturale. Dal 2016 è direttore creativo di Fanpage.it e della redazione di Ciaopeople. Vincitore di 9 Lovie Awards\, gli Oscar europei del web\, è autore di campagne video come “Slap her”\, nella top annuale dei brand più visti al mondo su YouTube. Nel 2019 ha curato l’operazione artistica ‘Veiled Son’ con lo scultore Jago. Come scrittore ha partecipato alle pubblicazioni “Il regno incantato – storie e leggende partenopee” e alla prima biografia italiana del compositore brasiliano João Gilberto. Nel 2021 ha fondato il progetto di musica e divulgazione brasiliana “Saravà\, Napoli tropicale”.\nNel 2022 ha partecipato al Campania Teatro Festival con uno spettacolo in cui raccontava favole per bambini agli adulti e per il quale ha scritto anche le musiche originali\, ‘Fiabe per rimettersi al mondo.\nAlberto Maria Gatti  è un compositore\, sound designer e computer music designer. Ha frequentato i corsi di musica elettronica al Conservatorio di Firenze e nel 2022 il Master Aremus al Conservatorio di Roma relativo alla pratica della ricerca artistica in musica. Ha inoltre frequentato workshop e seminari di composizione e direzione del suono\, studiando con Tiziano Manca\, Vittorio Montalti\, Girolamo Deraco\, Roberto Castello e Alvise Vidolin. Come compositore ha partecipato a diversi festival ed eventi di musica contemporanea tra cui: Tempo Reale\, Museo del Novecento\, Fabbrica Europa\, Inner Spaces\, Palazzo Vecchio\, Salone del Mobile di Milano\, SIMC\, Festival Pontino\, Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles\, Fabbrica Europa\, Teatro del Giglio\, Teatro Teatro Cantiere Florida\, Spam/Aldes\, Museo Pecci. Dal 2020 collabora con l’associazione culturale Versiliadanza come compositore ed interprete di musica elettronica. In qualità di computer music designer\, ha partecipato a vari eventi quali: Forum Wallis\, Bartok Opera Pluz\, Teatro dell’Opera di Roma\, Fondazione I teatri di Reggio Emilia\, Biennale di Berlino e Milano Musica Festival. In qualità di ricercatore\, dal 2018 porta avanti il ​​proprio progetto di ricerca ‘Il rapporto tra corpo e suono’. Attualmente lavora come compositore freelance e come ingegnere del suono presso l’etichetta discografica Ema Vinci Records. Dal 2021 è entrato a far parte della società musicale AI Musi-co come sound designer e sviluppatore di software. Nella sua pratica si interessa alla produzione di musica elettroacustica e mista\, lavorando con diversi software per la programmazione di ambienti performativi\, sfruttando linguaggi di programmazione visuale (Max/MSP\, PureData)\, Arduino e derivati\, oltre alla programmazione illuminotecnica. Da settembre 2022 svolge uno stage presso il dipartimento di didattica dell’IRCAM a Parigi.\n\n\n\n\n⊕ MA/IN academy\nè a un articolato percorso dedicato alla formazione e all’educazione sulla musica contemporanea\, multi-livello e multi-target: l’offerta dedicata al pubblico generalista attraverso le lezioni-concerto di Luca Iavarone che ogni anno racconterà un periodo della storia della musica elettronica dal ‘900 a oggi\, i talk con gli artisti e le introduzioni all’ascolto\, i concerti dedicati ai centenari di alcuni grandi compositori ; la proposta dedicata agli studenti dei licei musicali attraverso le masterclass con alcuni artisti per introdurli al processo creativo e la partecipazione attiva in alcune attività del progetto; il coinvolgimento degli studenti dei Conservatori partner del progetto attraverso un percorso formativo che li porterà a confrontarsi con alcuni importanti compositori per la realizzazione di composizioni elettroacustiche da presentare all’interno del MA/IN; il percorso di perfezionamento dedicato ai giovani compositori selezionati dalla call internazionale per la presentazione dei loro lavori in prima assoluta. \n⊕ LIGETI100\nè un omaggio alla musica di György Ligeti\, compositore ungherese\, visto spesso come uno fra i più grandi compositori di musica del XX secolo. Il 2023 segna un secolo di Ligeti.
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SUMMARY:MA/IN23: mdi ensemble / ORATORIO VIRTUALE
DESCRIPTION:©  Rajan Craveri (Oratorio Virtuale)\n \nPROGRAMMA\n \nore 21:00\nMDI ensemble [IT] – TRIO #2\nstring trio + electronics \n\nElliott Lupp [US] /// Strix\nvioloncello + elettronica MA/IN Award of distinction (Cat. B)\nJames O’Callaghan [CA] /// Doubt is a body\nviolino + elettronica MA/IN selection (Cat. B)\nCarlo Ciceri [IT] – Cruda\ntrio d’archi + elettronica\n\n\n*  Elia Leon Mariani| violin –  Paolo Fumagalli | viola –  Giorgio Casati | cello \nore 22:00\nAlberto Barberis [IT] + Bera Romairone [AR] + Rajan Craveri [IT]\n/// ORATORIO VIRTUALE\nmusiche\, live electronics e visuals | Alberto Barberis\nalgoritmi 3D e visuals | Rajan Craveri\nsaxofono | Bera Romairone \n\n\n\nmdi ensemble [IT] – TRIO #2\nMDI ensemble nasce a Milano nel 2002. Nel 2017 è insignito del premio “Una vita nella musica” dal Teatro alla Fenice di Venezia\, per aver perseguito “con tenacia e infaticabile studio uno scopo molto preciso\, affrontare cioè la produzione di musica contemporanea con una forte identità di suono e di stile interpretativo\, alla stregua delle formazioni cameristiche dedite al repertorio tradizionale”.\nNel 2021 riceve il Premio Franco Abbiati dedicato a Mario Messinis “per la dedizione nei confronti dei repertori contemporanei che ha affrontato con disciplina analitica e compenetrazione poetica\, individuando nel dialogo diretto con i compositori eseguiti la chiave di accesso per decifrare partiture di segno diversissimo\, sempre coltivando una propria cifra sonora e interpretativa”.Sin dagli esordi l’ensemble collabora con alcuni dei più grandi compositori viventi ed è ospite regolare delle più importanti istituzioni musicali italiane e straniere\, tra cui Festival Milano Musica\, Biennale Musica di Venezia\, Società del Quartetto di Milano\, Bologna Festival\, Mito-Settembre Musica\, Ravenna Festival\, Festival dei Due Mondi\, Festival Transart\, Festival Présences di Radio France\, Festival Jeunesse di Vienna\, ORF di Innsbruck\, Villa Concordia a Bamberg\, SWR di Stoccarda\, SMC di Losanna\, LACMA di Los Angeles\, Chelsea Music Festival di New York. Ha collaborato con direttori quali Marco Angius\, Stefan Asbury\, Robert HP Platz\, Emilio Pomarico\, Yoichi Sugiyama\, Pierre-André Valade.\nDal 2016 mdi ensemble organizza a Milano la rassegna di concerti e masterclass “Sound of Wander”. Dal 2019 è anche promotore di Newmusic Week\, un workshop internazionale di composizione e prassi strumentale contemporanea (in collaborazione con Accademia Filarmonica Romana e Villa Vigoni – Centro italo-tedesco per il dialogo europeo).\nHa inciso cd dedicati a Simone Movio\, Mauro Lanza e Andrea Valle\, Marco Momi\, Giovanni Verrando\, Misato Mochizuki\, Emanuele Casale\, Sylvano Bussotti\, Stefano Gervasoni (premio Accademia Charles Cros\, “Coup de coeur-musique contemporaine” 2009)\, Simone Movio.Il DVD See the Sound–Homage to Helmut Lachenmann è stato trasmesso da Rai 5 e Sky Classica.\n\n\n\nAlberto Barberis [IT] + Rajan Craveri [IT] + Bera Romairone [AR] ///  ORATORIO VIRTUALE \nOratorio Virtuale è una rielaborazione elettroacustica dell’oratorio barocco San Giovanni Battista\, composto nel 1675 da Alessandro Stradella. Un’esperienza audiovisiva di forte impatto emotivo\, che esplode come un atto di ribellione di forze ancestrali e proto-umane. Ineluttabili forze della natura\, sempre capaci di rinnovarsi\,  riescono a superare anche il dominio iper-tecnologico dei nostri tempi. Nell’Oratorio Virtuale\, i frammenti della musica barocca originale subiscono processi di trasfigurazione elettronica\, mentre gli elementi compositivi classici vengono rimodellati in una forma ibrida acustica ed elettronica. Insieme\, i dati della musica originale generano un sistema visivo di particelle 3D in continua evoluzione e in tempo reale. Così\, il corpo dei suoni antichi abita un nuovo spazio virtuale\, che supporta e sostiene la metamorfosi della musica del passato. La tecnologia\, posta al servizio del rapporto tra audio e video\, è lo strumento principale per esplorare il nucleo delle forze pagane ancestrali\, legate ai riti del solstizio del sole\, a cui si riferisce la storia di San Giovanni Battista. Il risultato è un’opera vibrante\, antica e moderna\, ricca di trame elettroacustiche cangianti\, che alterna parti di rarefazione strumentale a momenti di rumori drammatici/esplosivi IDM\, intrecciando una rete di relazioni inaspettate con i significati della storia antica. \nAlberto Barberis è attivo come compositore\, performer elettroacustico\, code artist e ingegnere del suono\, principalmente nei campi della musica contemporanea ed elettronica\, dell’arte digitale\, del coding e delle installazioni AV. Insieme ad un’attività artistica internazionale (Biennale di Venezia [IT]\, MCME [RUS]\, ElectroPark [IT]\, Lugano In Scena [CH]\, Afekt [ET]\, Festival Aperto [IT]\, Paco Urondo [ARG]\, FIT Festival [CH]\, ZED Festival [IT]\, TARA Festival [ARG]\, DASTE [IT]\, Spazio Musica [IT]\, CCMC [COL]\, etc.) è docente di Musica Elettronica presso il Conservatorio della Svizzera Italiana [CH] e di Sistemi per la composizione musicale assistita presso l’IRMus – Civica Scuola di Musica Claudio Abbado [IT]. È laureato in Chitarra Classica (Conservatori di Torino e Brescia [IT])\, Composizione Musicale (Conservatorio della Svizzera italiana [IT]) e Ingegneria del Cinema e dei Media (Politecnico di Torino [IT])\, mescola queste conoscenze in un’estetica personale\, in cui combina strumenti acustici ed elettronici\, musica classica ed elettronica\, arte digitale\, coding e robotica\, ricercando\, sempre\, una comunicazione profonda e commovente. Vincitore del Werkjahr 2017 della Fondazione Christoph Delz [CH]\, è costantemente supportato da Pro Helvetia [CH] e dalla Schweizerische Interpretenstiftung SIS [CH]. Dal 2022 fa parte dell’agenzia Basemental.\nBera Romairone è un eclettica sassofonista argentino-italiana\, residente in Svizzera e attiva nei campi della creazione contemporanea e della gestione culturale.\nSi è laureata in Arti Musicali presso la National University of Arts di Buenos Aires. Ha studiato con Arno Bornkamp (Amsterdam [NL])\, Marie-Bernadette Charrier (Bordeaux [FR]) e Pierre-Stéphane Meugé (Lausanne [CH])\, e ha conseguito la Magistrale in Performance e Pedagogia Musicale presso la Haute École de Musique di Losanna.\nHa vinto il Premio Páleo Hes-So [CH] e ha ricevuto il sostegno di Mozarteum [ARG]\, National Fond of Arts [ARG]\, Foundation Max Jost [CH]\, Ibermúsicas [LA]\, ProHelvetia [CH] e altri. È professoressa al Conservatorio di Morge [CH]. Partecipa regolarmente a festival di musica contemporanea e classica come Delian Academy for New Music [GR]\, Grachten Festival [NL]\, Darmstädter Ferienkurse [GE]\, Modern center of Teatro Argentino TaCEC [ARG]\, Próxima Centauri [FR]\, tra gli altri. Bera ha anche una laurea in gestione culturale presso l’Università di Santiago de Compostela [ESP]. Collabora con compositori\, artisti visivi e sonori\, ballerini e artisti in vari progetti interdisciplinari. Suona anche musica latina in diversi gruppi. Bera Romairone è un’artista supportata da SELME.\n\n\nRajan Craveri è specializzato nella creazione di sistemi interattivi per l’arte e nella generazione ed elaborazione di immagini in tempo reale. Si diploma alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano e prosegue gli studi a New York\, Porto e Bergen. Collabora costantemente con coreografi\, compositori\, musicisti\, ballerini\, registi\, poeti\, per la produzione di performance e installazioni multimediali. Ama le collaborazioni\, le performance artistiche e la natura\, in particolare il mondo delle api.
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SUMMARY:MA/IN23: mdi ensemble / SCANNER
DESCRIPTION:©  MDI ensemble\n \nPROGRAMMA\n \nore 21:00\nmdi ensemble [IT] – TRIO #1\nstring trio + electronics \n\nNathaniel Haering [US] /// To Facilitate Friction\nviolino + elettronica MA/IN Honorary Mention (Cat. B)\n\n\nGerman Toro Perez\, Rulfo / ecos II\ntrio d’archi + elettronica\nAureliano Cattaneo\, trio III\ntrio d’archi + elettronica\n\n*  Elia Leon Mariani| violin –  Paolo Fumagalli | viola –  Giorgio Casati | cello \nore 22:00\nSCANNER [UK]\n/// HARRY SMITH at 100\nlive audiovisual performance\nWORLD PREMIERE \n\nmdi ensemble [IT] – TRIO #1\nMDI ensemble nasce a Milano nel 2002. Nel 2017 è insignito del premio “Una vita nella musica” dal Teatro alla Fenice di Venezia\, per aver perseguito “con tenacia e infaticabile studio uno scopo molto preciso\, affrontare cioè la produzione di musica contemporanea con una forte identità di suono e di stile interpretativo\, alla stregua delle formazioni cameristiche dedite al repertorio tradizionale”.\nNel 2021 riceve il Premio Franco Abbiati dedicato a Mario Messinis “per la dedizione nei confronti dei repertori contemporanei che ha affrontato con disciplina analitica e compenetrazione poetica\, individuando nel dialogo diretto con i compositori eseguiti la chiave di accesso per decifrare partiture di segno diversissimo\, sempre coltivando una propria cifra sonora e interpretativa”.Sin dagli esordi l’ensemble collabora con alcuni dei più grandi compositori viventi ed è ospite regolare delle più importanti istituzioni musicali italiane e straniere\, tra cui Festival Milano Musica\, Biennale Musica di Venezia\, Società del Quartetto di Milano\, Bologna Festival\, Mito-Settembre Musica\, Ravenna Festival\, Festival dei Due Mondi\, Festival Transart\, Festival Présences di Radio France\, Festival Jeunesse di Vienna\, ORF di Innsbruck\, Villa Concordia a Bamberg\, SWR di Stoccarda\, SMC di Losanna\, LACMA di Los Angeles\, Chelsea Music Festival di New York. Ha collaborato con direttori quali Marco Angius\, Stefan Asbury\, Robert HP Platz\, Emilio Pomarico\, Yoichi Sugiyama\, Pierre-André Valade.\nDal 2016 mdi ensemble organizza a Milano la rassegna di concerti e masterclass “Sound of Wander”. Dal 2019 è anche promotore di Newmusic Week\, un workshop internazionale di composizione e prassi strumentale contemporanea (in collaborazione con Accademia Filarmonica Romana e Villa Vigoni – Centro italo-tedesco per il dialogo europeo).\nHa inciso cd dedicati a Simone Movio\, Mauro Lanza e Andrea Valle\, Marco Momi\, Giovanni Verrando\, Misato Mochizuki\, Emanuele Casale\, Sylvano Bussotti\, Stefano Gervasoni (premio Accademia Charles Cros\, “Coup de coeur-musique contemporaine” 2009)\, Simone Movio.Il DVD See the Sound–Homage to Helmut Lachenmann è stato trasmesso da Rai 5 e Sky Classica.\n\n\n\n\n\n\nScanner [UK] /// HARRY SMITH at 100 \nHarry Smith (1923-1991) è stato un grande regista sperimentale\, musicologo\, grafico\, bohémien e antropologo americano. Guardava il mondo attraverso gli occhi di un etnografo e di un antropologo culturale e aveva un vorace appetito per le informazioni. Evitando le pratiche etnografiche standard\, Smith esplorò forme d’arte sia “alte” che “basse”\, mescolando il locale e il globale\, ricombinandoli con l’idea allucinatoria di “renderlo nuovo”. Era anche un collezionista di oggetti e suoni trovati\, un occultista e artista visivo i cui successi includevano la più grande collezione privata di aeroplani di carta conosciuta al mondo e la padronanza di centinaia di figure di filo (come la culla del gatto) provenienti da tutto il mondo. “The Anthology of American Folk Music” è forse il suo contributo più famoso\, “il più importante mixtape americano mai realizzato”. Robin Rimbaud – Scanner è stato invitato dagli Archivi Harry Smith a celebrare il centenario della sua nascita eseguendo colonne sonore dal vivo per un’ampia selezione dei suoi film. Sempre in movimento\, questi film offrono un universo cinematografico di forma\, colore\, luce e tempo. Ritmico\, crudo\, surreale e giocoso\, questo programma offre una connessione fresca e dinamica tra passato e presente. La magia prevarrà. \nScanner (l’artista britannico Robin Rimbaud) attraversa il terreno sperimentale tra il suono e lo spazio\, mescolando una serie sconcertante di generi diversi. Intensamente attivo nell’arte sonora dal 199 con concerti\, installazioni e registrazioni\, gli album Mass Observation (1994)\, Delivery (1997) e An Ascent (2020) sono stati acclamati dalla critica come opere innovative e ispiratrici nell’ambito della musica elettronica contemporanea. Rimbaud inizia a comporre per produzioni professionali nel 1982. Da allora esegue e crea opere nei luoghi più prestigiosi al mondo\, tra cui SFMOMA USA\, Hayward Gallery London\, Pompidou Centre Paris\, Tate Modern London\, Kunsthalle Vienna\, Bolshoi Theatre Moscow\, Hanoi Opera House Vietnam e Royal Opera House London. Ad oggi ha realizzato 75 produzioni di danza contemporanea\, tra cui opere per il Royal Ballet di Londra e Merce Cunningham. Nel 2016 installa il suo lavoro sonoro Water Drops nell’aeroporto Rijeka in Croatia\, Ghosts al Cliveden National Trust UK\, e realizza il primo balletto di Realtà Virtuale al mondo Nightfall. Nel 2004 la sua Sound Surface (con Stephen Vitiello) è stata la prima commissione di Sound Art per la Tate Modern di Londra. Ha composto la commedia musicale di successo Kirikou & Karaba\, e il balletto Narnia (2015) basato sul popolare libro per bambini e sulla riapertura dello Stedelijk Museum\, Amsterdam 2012. Il lavoro commerciale include la progettazione del suono Philips Wake-Up Light (2009)\, the Dream per Sprint Telephones/Leo Burnett negli Stati Uniti e il suono per i sistemi telefonici Cisco\, utilizzato negli uffici di tutto il mondo nel 2019. Recentemente ha fondato la Robin Rimbaud Art Foundation nel Regno Unito. La sua opera Salles des Departs è permanentemente installata in un obitorio operativo a Parigi\, mentre Vex\, la casa residenziale progettata dallo studio architettonico Chance de Silva\, per cui realizza una colonna sonora permanente\, vince il RIBA London Award 2018 e viene presentato durante il popolare show televisivo Grand Designs. Impegnato a lavorare con professionisti all’avanguardia\, ha collaborato con Bryan Ferry\, Wayne MacGregor\, Mike Kelley\, Torres\, Pauline Oliveros\, Michael Nyman\, Steve McQueen\, Laurie Anderson\, Hussein Chalayan e molti altri.
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SUMMARY:MA/IN23: BERNIER [FREQUENCIES] / Hunt
DESCRIPTION:© Nicolas Bernier\n \nPROGRAMMA\nOPENING ore 20:00\nLOXOS~ /// Rizoma\ninstallazione sonora basata su “Ramification” di Gyorgy Ligeti\na cura di Francesco Pinto [IT]\n*LIGETI100 / MA/IN ACADEMY \nore 21:00\nJacopo Cenni [IT] /// Hunt\nlive performance \n\nore 22:00\nNICOLAS BERNIER [CA] \n/// FREQUENCIES (SYNTHETIC VARIATIONS)\nlive performance \n\n\nNICOLAS BERNIER /// FREQUENCIES (SYNTHETIC VARIATIONS)  ⊕ preview \nfrequencies (synthetic variations) fa parte del corpus di opere che si fondano su forme veramente basilari di processi di generazione del suono. La forma di base in questa iterazione è la sintesi digitale. Creato nel 2013\, è stato\, in realtà\, il primo lavoro che ho fatto utilizzando la sintesi digitale. Prima di allora\, ero molto legato alla musica concreta\, alla registrazione dei miei suoni e a registrazioni sul campo. Da quel momento\, la maggior parte del mio lavoro è basato sull’utilizzo di sintesi del suono. frequencies (synthetic variations) presenta un dialogo tra diverse forme di materia sintetica : suono sintetico\, ma anche luce sintetica e materiali sintetici. Il pezzo è costruito su una serie di brevi sequenze che sono organizzate e disorganizzate in tempo reale\, articolando\, in modo dirompente\, il discorso. La prima variazione che ho composto è basata su un segmento ritmico di una delle mie canzoni preferite di tutti i tempi: Panasonic Youth della band math metal Dillinger Escape Plan.\nA volte caotica\, a volte morbida a seconda del mio stato d’animo\, questa performance è suono dirompente e luce all’interno di strutture acriliche\, offuscando la linea percettiva tra sentire la luce o vedere il suono. \nNicolas Bernier crea performance audiovisive e installazioni\, volte a creare un dialogo tra suono e materia. Plasmato dal suo lavoro nel campo del cinema\, della letteratura\, della danza e del teatro\, il suo linguaggio fonde elementi di musica\, fotografia\, design\, scienza\, video arte\, architettura\, light design e scenografia. Tra tutto questo eclettismo\, i suoi interessi artistici rimangono costanti: l’equilibrio tra il cerebrale e il sensuale\, e quello tra fonti organiche ed elaborazione digitale.\nPremiato con il prestigioso Golden Nica at Prix Ars Electronica 2013 (Austria). Il suo lavoro è ampiamente riconosciuto e presentato in tutto il mondo: SONAR (Spagna)\, Mutek (Canada)\, Elektra (Canada)\, ZKM (Germania)\, Transmediale (Germania) e Laboral (Spagna) solo per citarne alcuni.\n\n\nJACOPO CENNI [IT] /// HUNT \nL’umanità ha sempre cercato di capire la complessità del mondo in cui vive. Con la creazione di strumenti di analisi sempre più sofisticati\, è riuscita a ottenere risposte sempre più rigorose. Tuttavia\, non è stata ancora in grado di arrivare a un risultato esaustivo.\nHUNT parla della ricerca dell’Uomo della Verità. La performance presenta due personaggi sul palco: il performer\, che impersona l’umanità\, e un set di lampadine a incandescenza\, che rappresentano il concetto di Verità. Al centro del palco\, l’interprete si ferma\, quasi in completa oscurità. Inizia a esplorare l’ambiente circostante\, sperimentando con gli strumenti che ha. Acquisisce confidenza\, ma presto perde il controllo delle sue azioni: questo eccesso innesca la luce\, di cui prima ha paura\, ma poi lo incuriosisce.\nL’oscillazione tra il comando dell’uomo e la perdita di controllo sulla luce\, plasma lo sviluppo della performance\, sottolineando la testardaggine e la crescente frustrazione dell’essere umano. Gli stati d’animo umani\, che oscillano tra egomania e delirio\, sono esaltati dal suono. Quest’ultimo chiarisce anche la relazione cacciatore-preda tra i due personaggi\, delineando due identità sonore distinte\, rispettivamente concrete e sintetiche\, materiche e astratte. L’autore si propone di ricostruire l’inesauribile sete umana di conoscenza attraverso materiali teatrali e musicali\, allestendo uno spettacolo di teatro sonoro sempre più teso e disperato. \nJacopo Cenni (1995) è un artista\, compositore e live performer di Siena (Italia). Tra i suoi vari interessi di ricerca\, incentra la sua poetica sull’indagine del rapporto tra gesto teatrale e sound art\, adottando un approccio ecosistemico al suono e alla composizione musicale. Nel suo lavoro\, Cenni cerca di amplificare le relazioni non lineari tra gli elementi costitutivi di un sistema\, con l’obiettivo di portare alla luce le interazioni e le reciproche influenze tra loro. Il suo rapporto con la tecnologia è fondamentale: l’obiettivo è quello di sfumare la dicotomia tra creatore e strumento\, per avere un vero dialogo con la macchina. Per raggiungere questo obiettivo\, Cenni fa esplodere gli elementi poetici e drammaturgici delle sue composizioni attraverso diversi mezzi\, impiegando suono\, luce e gesti teatrali. Le sue opere e performance dal vivo sono state presentate in diverse istituzioni e festival\, come La Biennale di Venezia (IT)\, Glasgow Science Center (UK)\, Tempo Reale (IT)\, Fondazione Luigi Nono (IT) e altri. La produzione artistica di Cenni spazia tra teatro sonoro\, composizione elettroacustica\, improvvisazione e sonificazione dei dati.\n\n⊕ MA/IN academy\nè a un articolato percorso dedicato alla formazione e all’educazione sulla musica contemporanea\, multi-livello e multi-target: l’offerta dedicata al pubblico generalista attraverso le lezioni-concerto di Luca Iavarone che ogni anno racconterà un periodo della storia della musica elettronica dal ‘900 a oggi\, i talk con gli artisti e le introduzioni all’ascolto\, i concerti dedicati ai centenari di alcuni grandi compositori ; la proposta dedicata agli studenti dei licei musicali attraverso le masterclass con alcuni artisti per introdurli al processo creativo e la partecipazione attiva in alcune attività del progetto; il coinvolgimento degli studenti dei Conservatori partner del progetto attraverso un percorso formativo che li porterà a confrontarsi con alcuni importanti compositori per la realizzazione di composizioni elettroacustiche da presentare all’interno del MA/IN; il percorso di perfezionamento dedicato ai giovani compositori selezionati dalla call internazionale per la presentazione dei loro lavori in prima assoluta. \n⊕ LIGETI100\nè un omaggio alla musica di György Ligeti\, compositore ungherese\, visto spesso come uno fra i più grandi compositori di musica del XX secolo. Il 2023 segna un secolo di Ligeti. \n  \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				© Lucio Fiorentino (Jacopo Cenni)\n				\n			\n				\n			\n				\n				© Isabelle-Gardner (Nicolas Bernier)\n				\n			\n				\n			\n				\n				© Gyorgy Ligeti
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SUMMARY:MA/IN23: KASSEL JAEGER / Exhibits
DESCRIPTION:© Kassel Jaeger / Accademia Chigiana \nPROGRAMMA\nOPENING ore 20:00\nLOXOS~ /// Rizoma\ninstallazione sonora basata su “Ramification” di Gyorgy Ligeti\na cura di Francesco Pinto [IT]\n*LIGETI100 / MA/IN ACADEMY \nore 21:00\nCameron Naylor [UK] /// Foxglove\nAcousmatic – MA/IN Award of Distinction (Cat. A) \nTasos Asonitis [GR] /// Exhibits\nlive audiovisual – MA/IN Award of distinction (Cat. C) \nore 22:00\nLIVE PERFORMANCE\n/// KASSEL JAEGER\naka François Bonnet [FR/CH]\n \n\n\n\nCAMERON NAYLOR /// FOXGLOVE \nCreato dai suoni di un albero isolato dal suo ambiente naturale tipico\, questo pezzo esplora un senso accresciuto di scala\, risultante da tecniche di registrazione estremamente ravvicinate\, riformulando minuscoli processi naturali di una grande entità in continua crescita. \nCameron Naylor è un compositore elettroacustico e sound artist. Attraverso la manipolazione del field recording e del materiale sonoro astratto\, le sue composizioni esplorano il suono e lo spazio come metafora nella narrazione musicale. I suoi interessi di ricerca si concentrano sull’esplorazione del potenziale drammaturgico del suono in diverse forme.\n\n\nTASOS ASONITIS /// EXHIBITS  \n“Exhibits” ci introduce in una galleria immaginaria dove i prodotti dell’intelletto umano incontrano le loro controparti xenomorfe\, create dall’IA. La forma degli oggetti viene trasformata in suono; si sviluppa un dialogo\, dove i due mondi si scontrano mentre affondano sempre più in un vortice di scambio bilaterale e ibridazione. L’umano contro l’algoritmico\, il familiare contro lo xenomorfo finché “versus” non ha più alcun senso\, e le dicotomie si fondono in uno spazio di infinite possibilità e identità. \nTasos Asonitis è un artista sonoro e audiovisivo le cui attività comprendono vari aspetti delle arti digitali. Il suo interesse principale è sugli ambienti virtuali immaginari che possono essere descritti dall’intreccio creativo di musica generata al computer e grafica 3D. L’interesse artistico di Asonitis\, tuttavia\, non è limitato al solo campo audiovisivo\, ma include pezzi fixed media multimediali e multicanale\, installazioni sonore e composizioni per immagini in movimento. Fa perte del collettivo artistico UnSupervised e di un gruppo di ricerca scientifico\, che mescola Intelligenza Artificiale e musica. Le sue opere sono state esposte al Museo di Storia Popolare (Manchester\, UK)\, al Festival delle Arti Digitali di Atene\, al Museo della Scienza e dell’Industria (Manchester\, UK)\, al METS Fest (Cuneo\, Italy)\, e presentate in rinomate conferenze come ICMC (International Computer Music Conference – 2023)\, AIMC (International Conference on AI and Musical Creativity – 2023) e xCoAx (9th Conference on Computation\, Communication\, Aesthetics and X – 2021). Beneficiario della borsa di studio per il dottorato EPSRC\, è attualmente candidato come ricercatore in composizione elettroacustica\, presso NOVARS Research Center\, all’University of Manchester.\n\nKASSEL JAEGER [FR/CH] /// LIVE ELECTRONICS \nFrançois J. Bonnet è un compositore e musicista elettroacustico franco-svizzero di base a Parigi. Oltre a essere il direttore di INA GRM\, François J. Bonnet è anche uno scrittore e teorico: I suoi libri “The Order of Sounds: A Sonorous Archipelago”\, “The Infra-World”\, and “After Death” sono pubblicati in inglese da Urbanomic. È anche autore del manifesto “The Music to Come”\, pubblicato da Shelter Press nel 2020\, e co-editore della serie di pubblicazioni “SPECTRES”\, progetto congiunto di INA GRM e Shelter Press. Come musicista\, Bonnet lavora spesso sotto lo pseudonimo di Kassel Jaeger. Ha collaborato con artisti come Oren Ambarchi\, Stephen O’Malley\, Jim O’Rourke\, Akira Rabelais o Gisèle Vienne. Le opere di Kassel Jaeger sono un complesso equilibrio tra sperimentazione di suoni concreti\, rumore ambientale e improvvisazione elettroacustica. Ha pubblicato diversi album con varie etichette come: Shelter Press\, Black Truffle\, Editions Mego\, Senufo Editions\, ecc. Mentre la sua musica viene eseguita in tutto il mondo in rinomati luoghi e festival\, François J. Bonnet lavora a stretto contatto con la compositrice e pioniera della musica elettronica Eliane Radigue\, eseguendo\, regolarmente\, la sua musica elettronica in concerto.\n\n⊕ MA/IN academy\nè a un articolato percorso dedicato alla formazione e all’educazione sulla musica contemporanea\, multi-livello e multi-target: l’offerta dedicata al pubblico generalista attraverso le lezioni-concerto di Luca Iavarone che ogni anno racconterà un periodo della storia della musica elettronica dal ‘900 a oggi\, i talk con gli artisti e le introduzioni all’ascolto\, i concerti dedicati ai centenari di alcuni grandi compositori ; la proposta dedicata agli studenti dei licei musicali attraverso le masterclass con alcuni artisti per introdurli al processo creativo e la partecipazione attiva in alcune attività del progetto; il coinvolgimento degli studenti dei Conservatori partner del progetto attraverso un percorso formativo che li porterà a confrontarsi con alcuni importanti compositori per la realizzazione di composizioni elettroacustiche da presentare all’interno del MA/IN; il percorso di perfezionamento dedicato ai giovani compositori selezionati dalla call internazionale per la presentazione dei loro lavori in prima assoluta. \n⊕ LIGETI100\nè un omaggio alla musica di György Ligeti\, compositore ungherese\, visto spesso come uno fra i più grandi compositori di musica del XX secolo. Il 2023 segna un secolo di Ligeti. \n  \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				© Cameron Naylor\n				\n			\n				\n			\n				\n				© Tasos Asonitis\n				\n			\n				\n			\n				\n				Kassel Jaeger ©Eléonore Huisse
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DESCRIPTION:© Andrea Mercanti (Trio Acre) \nPROGRAMMA\nOPENING ore 20:00\nRoberto Alonso Trillo [ES] + Marek Poliks [US] /// Hydra #2\nSound Installation \nore 21:00\nNikos Stavropoulos [GR] /// Khemenu\nacousmatic – MA/IN Honorary Mention (Cat. 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Vive in un continuo stato di rinnovamento\, rigenerandosi pienamente ogni due settimane. Invece di un avatar o un avversario\, circoscriviamo la stessa Intelligenza Artificiale a un processo di riproduzione “Idra-forme”; un atto sessuale che attraversa un piano fisico/virtuale complesso.\nVieni registrato\, e in questa ripresa sono già presenti tante registrazioni a essa antecedente. Le urla o i balbettii di questa Hydra sono i gemiti dei tuoi fratelli complessi (insieme a molti\, molti mutanti). I tentacoli dell’Idra sono esche\, falli\, armi\, uova. Considerate i tentacoli di questo morbido robot come inviti all’indiscrezione xenobestiale. \nRoberto Alonso Trillo è un musicista e ricercatore di base a Hong Kong\, dove lavora come assistente universitario alla Hong Kong Baptist University. La sua ricerca esplora le connessione tra le diverse discipline artistiche\, dalla danza e la musica fino alla video art e alle installazioni sonore interattive.\nIl suo più recente lavoro esamina pratiche musicali ibride in reti endemiche in un mondo sempre più mediato dall’IA e dall’apprendimento automatico.\nConduce una ricerca basata sulla pratica\, operando sull’intersezione tra filosofia\, sociologia e studi culturali; abbraccia aree diverse del lavoro musicale e dell’autorialità\, pedagogia della tecnologia avanzata degli strumenti a corda\, analisi gestuale e interface development. Roberto è autore di Death and (Re)Birth of J. S. Bach (Routledge) e vanta pubblicazione su riviste come: Leonardo\, Organised Sound\, and Music Education Research. È cofondatore\, con il suo collega Peter AC Nelson\, del MetaCreativity Lab alla Hong Kong Baptist University. La sua lunga collaborazione con Marek Poliks – DisintegratorAI – ha portato alla pubblicazione prossima di un libro\, sei diversi CD\, di articoli di giornale\, e alla mostra di opere d’arte interattive in sedi di prestigio internazionale.\nMarek Poliks è un artista\, ingegnere e teorico di base a Minneapolis\, Minnesota. Lavora con il machine learning applicato al suono\, con i media digitali\, con la robotica e con la scultura. Marek guida il settore tecnologico per la società di design Polytope\, dove costruisce infrastrutture interattive per clienti come la Dubai Future Foundation. La sua lunga collaborazione con Roberto Alonso – DisintegratorAI – ha portato alla realizzazione di CD per NEOS e Creotz\, articoli per Leonardo e Organised Sound\, a un GAN-and Transformer-driven raw audio synthesis engine (‘Demiurge’)\, a un real-time behaviour-responsive data interface (‘Archon’)\, a due soft robots (‘Hydra’ and ‘Polyp’)\, e a un libro di prossima pubblicazione con Taylor & Francis. Marek ha conseguito un Dottorato di ricerca presso Harvard\, ha ricevuto il premio ASCAP in musica e giornalismo ed è attivo come artista in tutto il mondo.\n\nNIKOS STAVROPOULOS [GR] /// KHEMENU\nIl nome dell’opera\, Khemenu\, deriva dalla mitologia egizia e si riferisce all’Ogdoad\, un gruppo di otto divinità primordiali adorate nell’antico Egitto. Il gruppo era composto da quattro coppie di uomini e donne\, che simboleggiano l’equilibrio tra gli elementi primari del cosmo. Il concetto di Ogdoad (gruppo di otto) si trova anche nei primi sistemi di credenze religiose e nell’antica astronomia e cosmologia (otto corpi celesti)\, così come nella mitologia cinese (otto immortali).Otto è anche il numero di canali in una registrazione ambisonica di secondo ordine (A Format)\, la tecnica utilizzata per catturare i materiali di partenza per il lavoro. \nNikos Stavropoulos (Atene\, Grecia\, 1975) è un compositore prevalentemente di musica ausmatica e mista. Ha studiato musica presso University of Wales (Bangor\, Wales\, UK)\, dove frequentata la classe di Composizione di Andrew Lewis e  consegue il Dottorato di ricerca presso l’University of Sheffield (England\, UK) sotto la supervisione di Adrian Moore. La sua musica viene eseguita e trasmessa regolarmente in tutto il mondo ed è stata premiata a livello internazionale in diverse occasioni. La sua ricerca riguarda i concetti di palpabilità e immersività nell’esperienza della musica acusmatica e lìarticolazione dello spazio acustico\, con lo scopo di rendere possibile l’impossibile. Dal 2006 è membro del Music\, Sound & Performance Group della Leeds Beckett University (Leeds\, Inghilterra\, Regno Unito)\, dove è professore di composizione e lettura di musica elettroacustica. È membro fondatore dell’Echochroma New Music Research Group\, membro del British electroacoustic Network (BEAN) e dell’Hellenic Electroacoustic Music Composers Association (HELMCA).\n\n\nACRE [IT] /// TRIO\nAcre lavora su forme\, figure e luoghi della musica e dell’ascolto. Il suono del gruppo è costituito da alcune riconoscibili influenze musicali e dal modo in cui queste vengono messe in gioco e lasciate “interferire”: la pratica dell’improvvisazione\, l’elaborazione in tempo reale dei suoni sintetici\, la ricerca timbrica e gestuale mutuata dalla musica “colta” occidentale. Attraverso queste coordinate di riferimento il “libero gioco” del gruppo resta sempre aperto a nuove modulazioni e configurazioni. La fonte dei suoni resta sempre dubbia e incerta quando si cerca di isolarla dal “gomitolo” dentro cui è intrecciata.  \nErmanno Baron Musicista di formazione artistica articolata unisce la creatività del jazz\, con la ricerca delle sperimentazioni nell’improvvisazione elettroacustica contemporanea. La sua voce personale sullo strumento\, lo porta a svolgere un intensa attività concertistica nazionale ed internazionale: Smalls\, Blue Note\, Barbes\, Fat Cat (New York)\, Jazz and World music festival (Zimbabwe)\, Jazz-Pt (Portugal)\, Tremplin Jazz Avignon\, L’improviste (France)\, TanJazz (Morocco)\, Odin Teatret (Denmark)\, 12 Points (Ireland)\, Ankara Caz (Turkey)\, 4Fakultat\, Oblomov (Germany)\, Interpenetration (Austria)\, Match&Fuse\, 12 On 14\, (Poland). Tra le collaborazioni: Antonello Salis\, Frank Tiberi\, Steven Bernstein\, Marcello Allulli\, Gianni Gebbia\, Giovanni Falzone\, Francesco Diodati\, Francesco Bigoni\, Ada Montellanico\, Francesco Bearzatti\, Shane Endsley\, Ludovica Manzo\, Fabrizio Bosso\, Roberto Bellatalla\, Pasquale Innarella\, Marco Colonna\, Ohad Talmor\, Nicola Guazzaloca\, Brad Shepik\, David Binney\, Carlo Conti\, Francesco Negro\, Ludovica Manzo\, Enrico Zanisi\, Eugenio Colombo\, Gianni Trovalusci\, Danilo Gallo\, Marco Bonini\, Ginomaria Boschi\, Henry Cook\, Achille Succi\, Luca Venitucci\, Alipio Carvahlo Neto\, Paolo Porta\, Beppe Scardino\, Elio Martusciello\, Dan Kinzelman\, Javier Moreno Sanchez.\nGinomaria Boschi La sua attività musicale si muove in ambiti disparati e contaminati: l’improvvisazione jazz \, la musica contemporanea\, l’elettronica. Diplomatosi con il massimo dei voti al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma ha studiato musica classica e jazz. Nel corso degli anni ha partecipato al festival di musica “Contemporanea” presso l’Auditorium Parco della musica di Roma\, eseguendo musiche di Philip Glass\, Glenn Branca\, Rhys Chatam; al Guitfest ( festival internazionale di chitarra di Santa Cecilia) eseguendo le musiche di Steve Reich\, Sylvano Bussotti\, Franco Sbacco\, Igor Stravinsky; Ã¨ membro attivo del collettivo di improvvisatori Franco Ferguson con il quale organizza sedute di improvvisazione e rassegne di concerti.\nMarco Bonini Chitarrista e compositore elettroacustico nato a Roma nel 1981. Nei primi anni del 2000 è attivo e incide con formazioni avant-jazz come i Juju quartet\, ha la fortuna di collaborare e incidere dischi con Roberto Gatto ( Traps-Cam Jazz 2007) ed Ettore Fioravanti ( Le vie del pane e del fuoco-Note Sonanti 2011) \, è stato impegnato nel progetto Mamavegas\, indie-folk band che inicide per 42 Records\, nel suo progetto solitario di ambientazione drone-ambient uBiK ( Farmacia901) e come improvvisatore timbrico nel trio ACRE.\nFRANCESCO RIZZO [IT] /// ORIGAMI ALPHA\nlive audiovisual performance\nPART 1: [E]_scape\nPART 2: PAL extinction \n  \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				© Nikos Stavropoulos \n				\n			\n				\n			\n				\n				© Andrea Mercanti (trio ACRE)\n				\n			\n				\n			\n				\n				© Francesco Rizzo
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LOCATION:KORA – Contemporary Arts Center\, Via Vittorio Emanuele\, 19\, CASTRIGNANO DE' GRECI (LE)\, 73020\, Italia
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SUMMARY:MA/IN23: The minimal self / Ishtar’s Star
DESCRIPTION:© Trillo/Poliks (HYDRA#2)\n \nPROGRAMMA\nOPENING ore 20:00\nRoberto Alonso Trillo [ES] + Marek Poliks [US] /// Hydra #2\nSound Installation \nore 21:00\nManfredi Clemente [IT] ///Hajime yori kotoba shirazariki\nAcousmatic – MA/IN Honorary Mention (Cat. A) \nGiorgio Distante + Giulia Maria Falzea [IT] /// The minimal self\nLive mixed media performance \nore 22:00\nChristian Campobasso [IT] /// Ishtar’s Star\nLive mixed media performance \n\n\nRoberto Alonso Trillo [ES] + Marek Poliks [US] /// Hydra #2 \nInstallazione audio interattiva di Soft robotica.\n480 lattice\, silicone\, nylon e poly nodes | Apparecchiature di sorveglianza\, connessione cloud | Sistema di sintesi Demiurge. \nLa narrazione convenzionale dell’IA mostra l’alterità della macchina in una visione catastrofica della supremazia cyborg del futuro\, come Terminator\, vincitore onnisciente e onniveggente su cadaveri fumanti di carne umana. Hydra vulgaris è una piccola e benigna creatura d’acqua dolce con un complesso apparato riproduttivo. Come un’IA\, l’hydra si accoppia senza limiti\, la sua stessa sostanza è sia embrionale che gametica. Vive in un continuo stato di rinnovamento\, rigenerandosi pienamente ogni due settimane. Invece di un avatar o un avversario\, circoscriviamo la stessa Intelligenza Artificiale a un processo di riproduzione “Idra-forme”; un atto sessuale che attraversa un piano fisico/virtuale complesso. Vieni registrato\, e in questa ripresa sono già presenti tante registrazioni a essa antecedente. Le urla o i balbettii di questa Hydra sono i gemiti dei tuoi fratelli complessi (insieme a molti\, molti mutanti). I tentacoli dell’Idra sono esche\, falli\, armi\, uova. Considerate i tentacoli di questo morbido robot come inviti all’indiscrezione xenobestiale. \nRoberto Alonso Trillo è un musicista e ricercatore di base a Hong Kong\, dove lavora come assistente universitario alla Hong Kong Baptist University. La sua ricerca esplora le connessione tra le diverse discipline artistiche\, dalla danza e la musica fino alla video art e alle installazioni sonore interattive. Il suo più recente lavoro esamina pratiche musicali ibride in reti endemiche in un mondo sempre più mediato dall’IA e dall’apprendimento automatico. Conduce una ricerca basata sulla pratica\, operando sull’intersezione tra filosofia\, sociologia e studi culturali; abbraccia aree diverse del lavoro musicale e dell’autorialità\, pedagogia della tecnologia avanzata degli strumenti a corda\, analisi gestuale e interface development. Roberto è autore di Death and (Re)Birth of J. S. Bach (Routledge) e vanta pubblicazione su riviste come: Leonardo\, Organised Sound\, and Music Education Research. È cofondatore\, con il suo collega Peter AC Nelson\, del MetaCreativity Lab alla Hong Kong Baptist University. La sua lunga collaborazione con Marek Poliks – DisintegratorAI – ha portato alla pubblicazione prossima di un libro\, sei diversi CD\, di articoli di giornale\, e alla mostra di opere d’arte interattive in sedi di prestigio internazionale.\nMarek Poliks è un artista\, ingegnere e teorico di base a Minneapolis\, Minnesota. Lavora con il machine learning applicato al suono\, con i media digitali\, con la robotica e con la scultura. Marek guida il settore tecnologico per la società di design Polytope\, dove costruisce infrastrutture interattive per clienti come la Dubai Future Foundation. La sua lunga collaborazione con Roberto Alonso – DisintegratorAI – ha portato alla realizzazione di CD per NEOS e Creotz\, articoli per Leonardo e Organised Sound\, a un GAN-and Transformer-driven raw audio synthesis engine (‘Demiurge’)\, a un real-time behaviour-responsive data interface (‘Archon’)\, a due soft robots (‘Hydra’ and ‘Polyp’)\, e a un libro di prossima pubblicazione con Taylor & Francis. Marek ha conseguito un Dottorato di ricerca presso Harvard\, ha ricevuto il premio ASCAP in musica e giornalismo ed è attivo come artista in tutto il mondo.\n\n\nMANFREDI CLEMENTE [IT] /// Hajime yori kotoba shirazariki \nIl lavoro di Michiko Ishimure è praticamente sconosciuto nel mondo occidentale. Eppure il suo impegno come poetessa\, attiva in Giappone dal 1950\, è stato di fondamentale importanza per il suo paese e per l’intero mondo\, in quanto attivista del movimento ambientalista\, che ha combattuto per il riconoscimento della sindrome di Minamata\, e raffinata studiosa\, portandola a ottenere anche il Premio Ramon Magsaysay nel 1973. I temi messi al centro da Ishimure Michiko – la sua mitopoiesi che ruota attorno al rapporto tra natura e sensibile; la memoria individuale e collettiva; l’acqua come elemento vitale\, capace di fondere l’umano e il divino in un oblio permanente; il suo sguardo sensibile sulla violenza umana; l’opportunità di guarire – temi così forti\, che mi hanno convinto a dedicarle un opera sonora\, in linea con una ricerca personale sul legame tra testo poetico e suono elettroacustico\, che inseguo da molto tempo e che affronta\, per la prima volta\, la sfida di confrontarmi con una lingua che non parlo.\nVoce: Leonore Shiina Language\nConsulente linguistico: Junya Murakami. \nManfredi Clemente consegue il Dottorato di ricerca in Composizione Elettroacustica (sotto la supervisione di Jonty Harrison) nel 2017\, presso l’Università di Birmingham e la Laurea Magistrale in Musicologia e Scienze dello Spettacolo all’Università di Palermo nel 2020. È stato docente all’Università di Birmingham e al Conservatorio di Pesaro e Teramo. Attualmente insegna Composizione Elettroacustica al Conservatorio di Alessandria. Ha una lunga esperienza con l’Acusmonium e con gli impianti di diffusione sonora; ha lavorato come ingegnere del suono per teatri dell’opera\, affiancando importanti nomi della scena come: D. Gatti\, M. Albrecht\, R. Abbado\, O.M. Wellber\, D. Oren. È stato artista in residenza per Ass. Musiques&Recherches (Bruxelles)\, Châteauvallon-Liberté – scéne nationale (Toulon)\, Ass. APNÉES (Grenoble)\, GMVL (Lyon). La sua musica viene eseguita in tutto il mondo e ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti\, tra cui il 1° Premio al Prix Presque Rien 2019\, il GRM Banc d’Essai 2018 e il 1° Premio al DI_Stanze Festival 2014.\n\n\nGIORGIO DISTANTE + GIULIA MARIA FALZEA [IT] /// The minimal self  \n«L’IO MINIMO. Operetta elettronica per contentarsi del sé» è musica e scrittura dal vivo a cura della compagnia NONSONODISTANTE di Giorgio Distante e Giulia Maria Falzea. L’ideazione del lavoro muove dallo studio di “The minimal self” saggio del sociologo statunitense Christopher Lasch che analizza la cultura del narcisismo. La scena diventa uno spazio performativo condiviso\, gli spettatori sono invitati a sedersi sul palco mentre Distante suona uno strumento elettroacustico di sua ideazione e Falzea inventa e scrive storie ispirate agli astanti proiettate su pannello o altra superficie e un laser\, un cubo venuto dal futuro\, compone disegni e forme astratte. Si crea una drammaturgia dell’istante. Il lavoro\, al suo stato attuale\, è diviso in dieci brevi capitoli che cambiano ogni volta rispetto alle suggestioni che gli stessi spettatori suggeriscono agli artisti. Un gioco di specchi dove ci si interroga su chi si voleva essere e chi si è diventati\, abbandonando per cinquanta minuti la pressione che la società contemporanea prevede\, l’ansia da prestazione emotiva\, la disgregazione dell’individuo. «L’IO MINIMO. Operetta elettronica per contentarsi del sé» è un lavoro che si compone di volta in volta alla ricerca di una risposta non definitiva. \nGiorgio Distante nasce nel 1980 a Cisternino (Puglia). A cinque anni inizia a suonare il clarinetto e il pianoforte\, a dieci la tromba. Si diploma in tromba nel 1998 presso il Conservatorio di Monopoli e inizia a suonare professionalmente dal 1997. Nel 2000 ottiene una borsa di studio dal Berklee College of Music di Boston (MA) e vive a Boston dal 2001 al 2004 frequentando corsi di improvvisazione\, arrangiamento e composizione. Nel 2009 si diploma a pieni voti in Musica Elettronica presso il Conservatorio di Perugia sotto la guida del M° Luigi Ceccarelli. Scrive il proprio software per trattare il suono della tromba in modo diverso e sviluppando il tutto in progetti SOLO\, duo e trio\, esplorando le possibilità delle nuove tecnologie audio e video applicate agli strumenti acustici. Nel 2012 esce RAV (Random Acts of Violence)\, primo album da solista\, edito dall’etichetta Improvvisatore involontario. È nominato tra i migliori 100 dischi dalla rivista Jazzit per i Jazzit Awards 2012. Nel 2013 vince anche l’A.R.T. MEDIMEX2013 organizzato da Arci ReAL e ARCI Puglia in collaborazione con Puglia Sounds. Dal 2015 lavora ad uno strumento elettroacustico di sua ideazione e progettazione: un ibrido\, sintesi tra elettronica e tromba. HY E.T. – Hybrid Electroacoustic Trumpet. Ha partecipato a diversi Festival Internazionali di Teatro: nel 2016 al MESS Festival Sarajevo; nel 2017: Primavera dei teatri – Castrovillari; Festival Teatrale Euroreginale Timisoara – TESZT e Napoli TeatroFestival. Nel 2018 esce il suo secondo album su vinile MenoMondoPossibile suonato quasi interamente con HY E.T. Sempre nel 2018 ha suonato dal vivo per la prima della Biennale Cinema di Venezia eseguendo musiche originali per il film “Golem. Come venne al mondo”. Dal 2020 suona professionalmente anche la tuba sia in spettacoli teatrali (Heroides-regia di Elena Bucci) che in ensemble musicali jazz tradizionali e contemporanei. Nel 2021 ha suonato al Campania Teatro Festival\, Notte della Taranta Festival\, al Devlet Tiyatrolar Antalya (Turchia). Nel 2022 ha suonato al Kadin Festival di Istanbul\, al Jova Beach Party\, Notte della Taranta Festival. Ha anche inciso e suonato dal vivo “Fera” primo album della flautista di MariaSole De Pascali\, indicato dalla rivista Musica Jazz tra i migliori dieci dischi dell’anno. Nel 2022 e 2023 ha suonato nei festival “Take Five” de La casa del Jazz a Roma e “Jazz&Dance” a Beer Sheva\, Tel Aviv (Palestina). Ha fondato la compagnia NONSONODISTANTE e realizzato lo spettacolo “L’IO MINIMO. Operetta elettronica per contentarsi di sé” prodotta dal Trac – Teatri di residenza Artista Contemporanea di Puglia in cui\, oltre a suonare dal vivo HY E.T.\, gestisce il proiettore laser cube per creare una fusione tra musica e immagine.\nGiulia Maria Falzea è nata nel sud della Puglia. Laurea in Lettere Moderne\, Specializzazione in Giornalismo. Ha lavorato per La Repubblica – Bari\, Ansa\, Save the Children\, Teatro Koreja di Lecce. È autrice di Anatomia dei Sentimenti. Guida illustrata alle relazioni amorose. Ha scritto Gul. Uno sparo nel buio testo teatrale con Giancarlo De Cataldo. È autrice de L’Abito della Festa\, testo teatrale tradotto anche in francese. Suoi racconti sono su Secret Garden di Alessandra Calò (DaniloMontanariEditore)\, Musa e Getta (PonteAlleGrazie)\, Bomarscé\, Narrandom\, gli Atomi di Oblique. Un suo racconto fa parte dell’antologia Oltre il velo del reale. L’avventura dei racconti continua (MeridianoZeroEdizioni) che raccoglie i testi selezionati dal Premio Italo Calvino 2022. Collabora con l’Associazione musicale Opera Prima\, con Ura Teatro e con CoolClub per la scrittura di progetti artistici. Porta in scena uno spettacolo teatrale prodotto dal TRAC Puglia dal titolo L’io minimo. Operetta elettronica per contentarsi di sé in cui scrive\, improvvisando\, dal vivo. S-madonne\, messo in scena da ZeroMeccanico Teatro\, è il suo ultimo testo teatrale Nel 2023 è uscito il suo primo romanzo I cannibali edito Affiori/GiulioPerrone Editore. Ha una fede incrollabile nella pasta al dente\, tre gatti e un marito musicista.\n\nCHRISTIAN CAMPOBASSO [IT] /// Ishtar’s Star \nNo Human Needed è un progetto performativo basato sull’interazione tra umano e macchina\, nel tentativo di indagare il nostro rapporto con la tecnologia nel mondo contemporaneo. Attraverso l’utilizzo della stampa 3D\, l’artista realizza i suoi robot\, che interagiscono grazie ad un sistema modulare Eurorack e differenti percussioni. I robot generano ritmiche spazializzate in modalità puramente randomica\, proiettando l’ascoltatore in una dimensione sonora inedita. In una seconda fase\, l’artista assume il controllo delle ritmiche generate e inviate dalla macchina\, per poter intervenire e interagire attivamente. \nChristian Campobasso\, compositore\, ricercatore e batterista\, fonde l’improvvisazione con patterns catturati da oggetti della quotidianità. Mediante la costante ricerca e la creazione di sistemi robotici percussivi in stampa 3D\, integra poliritmie\, soundscape music e sistemi modulari. Consegue il diploma in musica elettronica presso il conservatorio G.Verdi di Milano e il diploma di batteria jazz presso l’ University of the West of the Scotland.\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				DISTANTE/FALZEA\n				\n			\n				\n			\n				\n				© Roberto Trillo\n				\n			\n				\n			\n				\n				© Christian Campobasso\n				\n			\n				\n			\n				\n				© Marek Polisk
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LOCATION:KORA – Contemporary Arts Center\, Via Vittorio Emanuele\, 19\, CASTRIGNANO DE' GRECI (LE)\, 73020\, Italia
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SUMMARY:MA/IN22: OERKNAL [γ]
DESCRIPTION:PROGRAMMA \nore 20:00 OPENING\nVincenzo Procino [IT] /// Nebula Xenakis\ninstallazione sonora basata su Bohor di Iannis Xenakis \n\nore 20.30 CONCERTO \n\nPanayiotis Kokoras [GR] /// Stone Age\nvioloncello\, archetto sintetico + elettronica\nEmanuele Casale [IT] /// 5\nflauto\, clarinetto + elettronica\nJonathan Harvey [UK] /// Ricercare una melodia\nvioloncello +  elettronica\n\n\nore 21:15 \nDouglas McCausland  [US] /// Why do you distort your face?\nlive A/V performance \n\n\n\nOerknal è un collettivo di musicisti provnienti da tutto il mondo ma con sede nei Paesi Bassi. Uniti dalla passione per le nuove sperimentazioni\, Oerknal si è esibito in vari contesti e festival nei Paesi Bassi\, tra cui Bimhuis (Amsterdam)\, Gaudeamus Music Week (Utrecht)\, Soundsofmusic (Groningen) e Korzo Theatre (Den Haag)\, oltre a residenze internazionali in festival come la Delian Academy for New Musica (Grecia) e DAM Festival (Kosovo). Dalla loro fondazione nel 2013 Oerknal ha commissionato opere a numerosi compositori e si è impegnato in collaborazioni interdisciplinari volte ad esplorare sovrapposizioni artistiche uniche e diversi modelli di presentazione dei concerti. Il loro album di debutto è stato pubblicato  nel 2018\, in numero limitato\,  dall’etichetta 7 Mountain Records.\ndirettore: Gregory Charette\nvioloncello: René van Munster\nclarinetti: Daniel Boeke\nflauti: Susanne Peters\nviolino/viola: Jellantsje de Vries\npercussioni: Christian Smith\npiano: Ivan Pavlov
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DESCRIPTION:PROGRAMMA \nore 20:00 OPENING\nVincenzo Procino [IT] /// Nebula Xenakis\ninstallazione sonora basata su Persepolis (1971) di Iannis Xenakis \n\nore 20.30 CONCERTO \n\nAndrea Nicoli [IT] /// Macchina per frantumare gli specchi\nensemble + elettronica\nRaphaël Languillat [FR] /// Crucifixion (perugino)\nensemble + elettronica\nSarah Nemtsov [DE] // Amplified Imagination\nflauto traverso: Susanne Peters\nelectronics: Sebastian Berweck\n\nore 21:15 \nLeanna Ciciriello [IT] /// Cortocircuito emozionale\nlive A/V performance \n\n\n\nOerknal è un collettivo di musicisti provnienti da tutto il mondo ma con sede nei Paesi Bassi. Uniti dalla passione per le nuove sperimentazioni\, Oerknal si è esibito in vari contesti e festival nei Paesi Bassi\, tra cui Bimhuis (Amsterdam)\, Gaudeamus Music Week (Utrecht)\, Soundsofmusic (Groningen) e Korzo Theatre (Den Haag)\, oltre a residenze internazionali in festival come la Delian Academy for New Musica (Grecia) e DAM Festival (Kosovo). Dalla loro fondazione nel 2013 Oerknal ha commissionato opere a numerosi compositori e si è impegnato in collaborazioni interdisciplinari volte ad esplorare sovrapposizioni artistiche uniche e diversi modelli di presentazione dei concerti. Il loro album di debutto è stato pubblicato  nel 2018\, in numero limitato\,  dall’etichetta 7 Mountain Records.\ndirettore: Gregory Charette\nvioloncello: René van Munster\nclarinetti: Daniel Boeke\nflauti: Susanne Peters\nviolino/viola: Jellantsje de Vries\npercussioni: Christian Smith\npiano: Ivan Pavlov
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SUMMARY:MA/IN22: OERKNAL [α]
DESCRIPTION:PROGRAMMA \nore 20:00 OPENING\nVincenzo Procino [IT] /// Nebula Xenakis\ninstallazione sonora basata su Concret PH (1958) di Iannis Xenakis \n\nore 20.30 CONCERTO \n\nJesse Broekman [NL] /// The empty ecliptic\nensemble + elettronica\nArtun Çekem [TR] /// A Night of Music in the Uncanny Valley – Part II\nensemble + elettronica\nYan Maresz [FR] /// Link\nensemble + elettronica\n\nore 21:15\nClaudio Merlet [CL] /// Extended Psalter Performance\nlive performance \n  \n\n\n\nOerknal è un collettivo di musicisti provnienti da tutto il mondo ma con sede nei Paesi Bassi. Uniti dalla passione per le nuove sperimentazioni\, Oerknal si è esibito in vari contesti e festival nei Paesi Bassi\, tra cui Bimhuis (Amsterdam)\, Gaudeamus Music Week (Utrecht)\, Soundsofmusic (Groningen) e Korzo Theatre (Den Haag)\, oltre a residenze internazionali in festival come la Delian Academy for New Musica (Grecia) e DAM Festival (Kosovo). Dalla loro fondazione nel 2013 Oerknal ha commissionato opere a numerosi compositori e si è impegnato in collaborazioni interdisciplinari volte ad esplorare sovrapposizioni artistiche uniche e diversi modelli di presentazione dei concerti. Il loro album di debutto è stato pubblicato  nel 2018\, in numero limitato\,  dall’etichetta 7 Mountain Records.\ndirettore: Gregory Charette\nvioloncello: René van Munster\nclarinetti: Daniel Boeke\nflauti: Susanne Peters\nviolino/viola: Jellantsje de Vries\npercussioni: Christian Smith\npiano: Ivan Pavlov
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SUMMARY:MA/IN22: THE SMELL OF BLUE ELECTRICITY
DESCRIPTION:© Simone Petracchi \nPROGRAMMA\nore 21:00 Vittorio Montalti + Blow Up Percussion + Tempo Reale [IT] /// THE SMELL OF BLUE ELECTRICITY live mixed media performance \n– \nVittorio Montalti + Blow Up Percussion + Tempo Reale [IT] /// THE SMELL OF BLUE ELECTRICITY ⊕ video\n \nperformance per percussioni ed elettronica\ncomposition + live electronics: Vittorio Montalti\npercussioni: Blow Up Percussion (Flavio Tanzi\, Aurelio Scudetti\, Luca Giacobbe\, Pietro Pompei)\nregia del suono: Tempo Reale/Damiano Meacci\nNegli ultimi anni la mia ricerca compositiva ha integrato sempre più il mezzo elettronico nella scrittura strumentale. Le ragioni di questa scelta (o sarebbe meglio dire atteggiamento) sono principalmente due: l’interesse per l’estensione delle possibilità timbriche degli strumenti acustici e l’influenza del suono elettronico nella nostra cultura. L’uso dell’elettronica nella mia musica da camera e sinfonica\, così come nei miei progetti operistici\, mi ha permesso di interagire sempre di più con gli strumentisti e gradualmente mi ha portato a “suonare” l’elettronica. Questa è una cosa che mi affascina particolarmente. Il progetto con Blow Up Percussion parte da questa idea sul ruolo della musica elettronica e del suo interprete. Insieme abbiamo deciso di proporre una composizione che vede in scena non solo l’ensemble strumentale ma anche il compositore per l’esecuzione della parte elettronica. In tal modo lo spettacolo rompe le abitudini della consueta esibizione nell’ottica di creare un contatto più stretto con il pubblico. La struttura dell’opera è suddivisa in diverse scene basate sulla frammentazione\, riflessioni sulla tecnologia e connessione con l’inconscio. Fondamentale è sottolineare come il progetto nasca da un contatto diretto con i percussionisti dei Blow Up e da una visione condivisa di una certa idea di performance. L’opera è stata composta in stretto rapporto con gli interpreti\, concentrandosi sulla creazione di un universo sonoro che attinge ai colori del mondo delle percussioni. Inoltre la straordinaria esperienza di Tempo Reale garantirà una proiezione sonora di altissima qualità e migliorerà l’integrazione della scrittura strumentale con quella elettronica. \nVittorio Montalti (Roma\, 1984) ha conseguito il Master in Composizione con Alessandro Solbiati presso il Conservatorio G. Verdi di Milano e in Pianoforte sotto la guida di Aldo Tramma presso il Conservatorio S. Cecilia di Roma. Successivamente ha studiato composizione con Ivan Fedele all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e musica elettronica all’IRCAM-Centre Pompidou di Parigi. Nel 2010 in occasione della Biennale di Venezia – 54° Festival Internazionale di Musica Contemporanea è stato insignito del “Leone d’Argento”. Nel 2016 è stato insignito del Premio “Una Vita nella Musica” dal Gran Teatro La Fenice di Venezia. Sue opere sono state eseguite in vari festival tra cui New York Philharmonic\, Carnegie Hall\, Gran Teatro La Fenice\, Teatro dell’Opera di Roma\, IRCAM-Centre Pompidou\, La Biennale di Venezia\, Maggio Musicale Fiorentino\, Roma Europa Festival\, I Teatri di Reggio Emilia/Festival Aperto\, Teatro Regio di Parma/Festival Verdi\, Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto\, Accademia Filarmonica Romana\, Orchestra Regionale della Toscana\, Milano Musica\, Accademia Filarmonica Romana\, Ex Novo Musica\, Bergamo Musica Festival\, Divertimento Ensemble – Rondò\, Festival Pontino\, Festival Traiettorie\, Sinfonieorchester Orchesterzentrum|NRW\, Istituto Italiano di Cultura di Sidney\, Melbourne\, Londra\, Parigi\, Strasburgo e molti altri. È stato compositore in residenza presso l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi (2013)\, presso l’American Academy in Rome – Marcello Lotti Italian Fellowship (2014)\, Civitella Ranieri (2017)\, FortissimissimoFirenzeFestival – Amici della musica di Firenze (2017)\, Divertimento Ensemble ( 2018)\, La Società dei Concerti di Milano (2018-2019). Particolarmente interessato al teatro musicale\, ha scritto quattro opere su libretti di Giuliano Compagno che sono state rappresentate in diverse produzioni. Ha lavorato con registi come Francesco Saponaro\, Alessio Pizzech\, Claudia Sorace/Muta Imago e Giancarlo Cauteruccio. Insegna composizione al Conservatorio “Carlo Gesualdo da Venosa” di Potenza. Le opere scritte fino al 2017 sono pubblicate da Edizioni Suvini Zerboni – SugarMusic S.p. UN. Dal 2018 la sua musica è pubblicata da Casa Ricordi – Universal Music Publishing.\nBlow Up Percussion è un gruppo di percussioni costituitosi nel 2012 che ha base a Roma e che interpreta un repertorio moderno e contemporaneo\nSi pone di essere una voce della musica di questo periodo: dall’interpretazione delle opere dei compositori di questa generazione spesso con un contatto e uno scambio diretto\, al teatro musicale\, il minimalismo\, l’elettronica e le nuove sonorità. L’idea è quella di ridefinire il concetto moderno di ensemble e renderlo permeabile alle influen- ze sonore del proprio tempo\, interpretando il ruolo artistico/ culturale della musica con- temporanea come punto di incontro tra la musica “colta” e un’identità più Pop(ular) Collaborando con compositori\, ensemble\, musicisti di diversa provenienza\, Blow Up tenta di rendere permeabile l’ensemble alle influenze sonore del proprio tempo\, viven- do in empatia con qualsiasi sensibilità artistica. Il repertorio che propone è frutto delle diverse collaborazioni dirette con compositori di rilievo Francesco Filidei\, Vittorio Mon- talti\, Laurent Durupt\, Elliot Cooper Cole\, Michele Tadini\, Eric Nathan\, Pierre Jodlowsky – di classici del Novecento come le opere di Steve Reich e del post minimalismo di Da- vid Lang\, Julia Wolfe\, John Luther Adams. Le collaborazioni di Blow Up Percussion vanno dalla PMCE e l’ Ensemble Prometeo come sezione percussioni di ensemble cameristici\, alla musica elettronica del duo lon- dinese “Plaid”\, al violoncellista Mario Brunello. Nel 2017 esce il primo disco con pezzi inediti di Ravera\, Filidei\, Taglietti\, Sanna e Mar- chettini e nel 2020 un lavoro monografico su Elliot Cole giovane compositore statuni- tense\, entrambi per la EMA Vinci Record. Inoltre per il 2021 il quartetto lavorerà con Vittorio Montalti alla realizzazione\, col sostegno di SIAE-Classici di Oggi\, di un’opera inedita per percussioni ed elettronica. Nel 2019 Blow Up ha realizzato la prima rassegna dei “Cerimoniali Ritmici” a Palazzo Caetani a Roma\, tre concerti dove l’ensemble ha si è messo in gioco anche sotto l’aspetto della direzione artistica proponendo diverse novità commissionate ad hoc a Antonioni\, Borzelli\, Quindici\, Caneva e Lorusso. Il gruppo si è esibito al Ravenna Festival\, Festival L’Arsenale a Treviso\, Cantiere Inter- nazionale di Montepulciano\, Festival di “Nuova Consonanza”\, Festival “Traiettorie” di Parma\, nella stagione “Contemporanea” e “In my life” all’Auditorium Parco della Musi- ca di Roma\, Festival “MI_TO Settembre Musica”\, Festival “Le Forme del Suono” a La- tina\, Composit Festival a Rieti\, “Tuscania Artescena”\, Half – Die Festival\, Fondazione W.Walton a Ischia\, “Non Luoghi Musicali” a Caserta\, “NO GO Festival” a Roma\, Sta- gione dei Concerti dell’Università di Tor Vergata Roma.\n\n\n\n\nFondato da Luciano Berio nel 1987 Tempo Reale è oggi uno dei principali punti di riferimento per la ricerca\, la produzione e la formazione nel campo del suono e delle nuove tecnologie musicali. Dopo la sua costituzione il Centro è stato impegnato nella realizzazione delle opere di Berio\, che lo hanno portato a lavorare nei più prestigiosi contesti concertistici di tutto il mondo. Lo sviluppo di criteri di qualità e creatività derivati da queste esperienze si è riverberato nel lavoro condotto continuativamente tanto con compositori e artisti affermati quanto con giovani musicisti emergenti. I temi principali della ricerca riflettono un’idea di poliedricità che da sempre caratterizza le scelte e le iniziative di Tempo Reale: l’ideazione di eventi musicali di grande spessore\, lo studio sul paesaggio sonoro e sull’elaborazione del suono dal vivo\, le esperienze di interazione tra suono e spazio\, la sinergia tra creatività\, competenza scientifica\, rigore esecutivo e didattico. Nel 2008 è stato fondato il Tempo Reale Festival\, una regolare iniziativa di concerti\, performance e spettacoli dedicati alla musica di ricerca. Dal 2013 Tempo Reale è Ente di Rilevanza per lo Spettacolo dal Vivo della Regione Toscana.\n\n\n\n\n© Luca Condorelli© M. Carovani
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SUMMARY:MA/IN22: PIERRE JODLOWSKY
DESCRIPTION:© Lukasz Rajchert\n \nPROGRAMMA\nore 10:00 PIERRE JODLOWSKY [FR] /// masterclass – concerto\n \n– \n\n\nPIERRE JODLOWSKY [FR] /// INTRODUCTION TO AN INTERDISCIPLINARY APPROACH OF COMPOSITION\nmasterclass / concert \nPierre JODLOWSKI è un compositore\, interprete e artista multimediale. La sua musica\, spesso caratterizzata da un’alta densità\, è al crocevia del suono acustico ed elettrico ed è caratterizzata da un’ancora drammatica e politica. Il suo lavoro di compositore lo ha portato ad esibirsi in Francia e all’estero nella maggior parte dei luoghi dedicati alla musica contemporanea e in altri campi artistici\, danza\, teatro\, arti visive\, musica elettronica. Il suo lavoro si svolge oggi in molti settori: film\, installazioni interattive\, messa in scena. Sta definendo la sua musica come un “processo attivo” a livello fisico [gesti musicali\, energia e spazio] e a livello psicologico [relazione con la memoria e dimensione visiva del suono]. Parallelamente alle sue composizioni\, si esibisce anche in varie scene (sperimentali\, jazz\, elettroniche)\, solista o con altri artisti.\nDal 1998 è co-direttore artistico di éOle (studi di ricerca e produzione con sede a Odyssud – Centro culturale a Blagnac) e del festival Novelum di Tolosa (dal 1998 al 2014). Ha collaborato con vari ensemble quali: Intercontemporain (Parigi)\, Ictus (Belgio)\, KNM (Berlino)\, Ensemble Orchestral Contemporain (Francia)\, MusikFabrik (Germania)\, il nuovo Ensemble Moderne (Montreal)\, Ars Nova (Svezia). )\, Proxima Centauri (Francia)\, Court-circuit (Francia)\, Ensemble Les Éléments (Francia)\, Berg Orchestra (Praga)\, Soundinitiative (Europa)\, LUX:NM (Germania) e vari solisti della scena musicale contemporanea internazionale. Inoltre conduce collaborazioni con musicisti come il preferito Jean Geoffroy – percussioni\, Cedric Jullion – flauto\, Wilhelm Latchoumia – pianoforte\, Philippe Spiesser – percussioni\, per lavori e ricerche su nuovi strumenti. Il suo lavoro lo ha portato a sviluppare collaborazioni con artisti visivi\, in particolare David Coste per progetti specifici con il video. Lavora anche come scenografo su diversi progetti all’incrocio tra teatro\, installazione\, concerto o oratorio.\nHa ricevuto commissioni da IRCAM\, Ensemble Intercontemporain\, Ministero della Cultura francese\, Akademie der Künste (Berlino)\, CIRM\, GRM\, Festival di Donaueschingen\, Radio France\, Concorso pianistico di Orleans\, GMEM\, GRAME\, Siemens Foundation\, Opera di Tolosa\, il progetto europeo INTEGRA\, lo studio EMS – Stoccolma\, la Fondazione Royaumont\, Cabaret contemporain\, Festival musicale della Biennale di Venezia\, Ministero della Cultura polacco. Vincitore di numerosi concorsi internazionali\, ha vinto il Prix Claude Arrieu SACEM nel 2002\, il Prix Hervé Dugardin SACEM nel 2012\, ed è stato in residenza presso l’Accademia delle Arti di Berlino nel 2003 e nel 2004. Nel 2013 ha vinto un Premio assegnato da ” Academie Charles Cros” per uno dei suoi CD. Nel 2015 è il vincitore del The Great Lyceum Prize in Francia per il suo pezzo “Time & Money”. Dal 2017 al 2019 è artista residente al Lux – Teatro Nazionale di Valence (Francia). Dal 2019 è Direttore Artistico del Festival Musica Electronica Nova\, prodotto dalla Filarmonica di Wroclaw\, Polonia. Le sue opere sono eseguite in luoghi chiave dedicati alle arti sonore contemporanee in Francia\, Europa\, Canada\, Cina\, Corea\, Giappone e Taiwan e Stati Uniti.I suoi lavori sono in parte pubblicati da Editions Jobert e sono oggetto di numerose registrazioni di CD e video per le etichette éOle Records\, Radio France\, Kaïros\, Percussions de Strasbourg. Vive in Francia e Polonia.
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SUMMARY:MA/IN22: MAD MAX
DESCRIPTION:©  Pierre Jodlowsky\n \nPROGRAMMA\nore 21:00 A/V session\nore 21:30 PIERRE JODLOWSKY [FR] /// MAD MAX live intermedia performance\n \n– \n\n\nPIERRE JODLOWSKY [FR] /// MAD MAX\nlive intermedia performance\ncomposition + live electronics | Pierre Jodlowsky\npercussioni | Aleksander Wnuk [PL]\n \nCommissionato dal Festival Aujourd’hui Musiques\, Mad Max è stato sviluppato nell’ambito del Gekipe Project di Flashback Ensemble (un dispositivo specifico composto da sensori e telecamere a infrarossi che analizzano i gesti) per il percussionista Philippe Spiesser. Lo spettacolo è basato sul personaggio famoso\, motociclista pazzo e completamente fuori controllo uscito dagli Hollywood Studios. Nella prima parte\, va in scena sulla sua bici onnipotente (che qui è virtuale\, per mezzo di sensori) e fa precipitare il pubblico nella sua megalomania. La seconda parte rivela un Mad Max seducente (che tenta la fortuna con una grancassa). Infine\, l’ultima parte è caratterizzata da un improbabile dialogo tra un musicista virtuoso e un’altra leggenda del cinema: Darth Vader. Il respiro ininterrotto di questo personaggio fa da sfondo a un assolo di vibrafono velocissimo\, gara finale di questa favola musicale… \nPierre JODLOWSKI è un compositore\, interprete e artista multimediale. La sua musica\, spesso caratterizzata da un’alta densità\, è al crocevia del suono acustico ed elettrico ed è caratterizzata da un’ancora drammatica e politica. Il suo lavoro di compositore lo ha portato ad esibirsi in Francia e all’estero nella maggior parte dei luoghi dedicati alla musica contemporanea e in altri campi artistici\, danza\, teatro\, arti visive\, musica elettronica. Il suo lavoro si svolge oggi in molti settori: film\, installazioni interattive\, messa in scena. Sta definendo la sua musica come un “processo attivo” a livello fisico [gesti musicali\, energia e spazio] e a livello psicologico [relazione con la memoria e dimensione visiva del suono]. Parallelamente alle sue composizioni\, si esibisce anche in varie scene (sperimentali\, jazz\, elettroniche)\, solista o con altri artisti.\nDal 1998 è co-direttore artistico di éOle (studi di ricerca e produzione con sede a Odyssud – Centro culturale a Blagnac) e del festival Novelum di Tolosa (dal 1998 al 2014). Ha collaborato con vari ensemble quali: Intercontemporain (Parigi)\, Ictus (Belgio)\, KNM (Berlino)\, Ensemble Orchestral Contemporain (Francia)\, MusikFabrik (Germania)\, il nuovo Ensemble Moderne (Montreal)\, Ars Nova (Svezia). )\, Proxima Centauri (Francia)\, Court-circuit (Francia)\, Ensemble Les Éléments (Francia)\, Berg Orchestra (Praga)\, Soundinitiative (Europa)\, LUX:NM (Germania) e vari solisti della scena musicale contemporanea internazionale. Inoltre conduce collaborazioni con musicisti come il preferito Jean Geoffroy – percussioni\, Cedric Jullion – flauto\, Wilhelm Latchoumia – pianoforte\, Philippe Spiesser – percussioni\, per lavori e ricerche su nuovi strumenti. Il suo lavoro lo ha portato a sviluppare collaborazioni con artisti visivi\, in particolare David Coste per progetti specifici con il video. Lavora anche come scenografo su diversi progetti all’incrocio tra teatro\, installazione\, concerto o oratorio.\nHa ricevuto commissioni da IRCAM\, Ensemble Intercontemporain\, Ministero della Cultura francese\, Akademie der Künste (Berlino)\, CIRM\, GRM\, Festival di Donaueschingen\, Radio France\, Concorso pianistico di Orleans\, GMEM\, GRAME\, Siemens Foundation\, Opera di Tolosa\, il progetto europeo INTEGRA\, lo studio EMS – Stoccolma\, la Fondazione Royaumont\, Cabaret contemporain\, Festival musicale della Biennale di Venezia\, Ministero della Cultura polacco. Vincitore di numerosi concorsi internazionali\, ha vinto il Prix Claude Arrieu SACEM nel 2002\, il Prix Hervé Dugardin SACEM nel 2012\, ed è stato in residenza presso l’Accademia delle Arti di Berlino nel 2003 e nel 2004. Nel 2013 ha vinto un Premio assegnato da ” Academie Charles Cros” per uno dei suoi CD. Nel 2015 è il vincitore del The Great Lyceum Prize in Francia per il suo pezzo “Time & Money”. Dal 2017 al 2019 è artista residente al Lux – Teatro Nazionale di Valence (Francia). Dal 2019 è Direttore Artistico del Festival Musica Electronica Nova\, prodotto dalla Filarmonica di Wroclaw\, Polonia. Le sue opere sono eseguite in luoghi chiave dedicati alle arti sonore contemporanee in Francia\, Europa\, Canada\, Cina\, Corea\, Giappone e Taiwan e Stati Uniti.I suoi lavori sono in parte pubblicati da Editions Jobert e sono oggetto di numerose registrazioni di CD e video per le etichette éOle Records\, Radio France\, Kaïros\, Percussions de Strasbourg. Vive in Francia e Polonia.\nAleksander Wnuk è un percussionista\, performer\, improvvisatore e sound artist. Si è specializzato nell’esecuzione di Musica Contemporanea e Sperimentale\, come solista e camerista. La sua attività comprende la libera improvvisazione\, la performance art strumentale\, la composizione e l’esecuzione di musiche per spettacoli di danza e teatro drammatico. Suoi scritti sono stati pubblicati su numerose riviste di musica contemporanea. Ha collaborato con Pierre Jodlowski\, Sara Nemtsov\, Trond Reinholdtsen e Matthew Shlomowitz a.o. Tra le realizzazioni più significative c’è la prima mondiale del concerto di Sarah Nemtsov En Face\, numerosi recital solistici ed esibizioni da camera nei più importanti festival. È membro dell’ensemble contemporaneo Spółdzielnia Muzyczna (Premio Ernst von Siemens Ensemble 2021-22)\, della Krakow Improvisers Orchestra e di numerosi duetti. Ha collaborato con Hashtag Ensemble\, New Music Orchestra\, The National Stary Theatre e The Juliusz Słowacki Theatre di Cracovia. È stato membro del Percurama Percussion Ensemble. Ha studiato in Danimarca\, Polonia\, Austria e Germania. Ha discusso la sua tesi di dottorato presso l’Accademia di Musica di Cracovia\, dove attualmente insegna.\n\n\n/// A/V SESSION\nproiezioni di opere audiovisive\n \n\nJoão Pedro Oliveira [PT] /// Coalescence\nSiye Tao + Qing-Wen Yan + T.BB [CN] /// Shattered Ripples\nHeiðrikur T. á Heygum [FO] /// MÓÐIR\nRiccardo Tesorini + Edoardo Genzolini [IT] /// Rather then Fall\n\n© Pierre Jodlowsky© Klaudyna Schubert© Joao Pedro Oliveira
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SUMMARY:MA/IN22: MEMORIE AL FUTURO
DESCRIPTION:©  Andrea Buccella\n \nPROGRAMMA\nore 20:30 GERMANO SCURTI /// MEMORIE AL FUTURO concerto per Fisarmonica ed Elettronica\n \n– \n\n GERMANO SCURTI [IT] /// MEMORIE AL FUTURO\nConcerto per Fisarmonica + Elettronica / PRIMA ASSOLUTA\nelettronica: Vincenzo Procino + Giulio Colangelo\nbayan: Germano Scurti \n\nPauline Oliveros [MX] /// Grains\nacusmatico\n\nGiulio Colangelo [IT] /// Hyperion\nbayan + elettronica\n\nDaniele Ghisi [IT] /// Fly\nbayan + elettronica\nPasquale Corrado [IT] /// Hight Light Night\nbayan + elettronica\nGermano Scurti [IT] /// Postludio\nbayan + elettronica\n\n\n\nUn concerto per bayan ed elettronica è un evento più unico che raro. Uno strumento acustico dalle origini esotiche e popolari che negli ultimi decenni\, grazie alle sue infinite risorse espressive\, ha attirato l’attenzione del mondo della musica contemporanea d’arte in un modo quasi prorompente. Ecco\, l’idea di “memorie al futuro” ci sembra quanto mai appropriata per descrivere lo sviluppo che negli ultimi decenni ha vissuto la fisarmonica e in particolare modo la sua versione più evoluta: il bayan. Uno strumento musicale acustico di recente invenzione ed elaborazione che desta sorpresa e nello stesso tempo familiarità. La sua origine\, radicata nella tradizione popolare\, e i suoi sviluppi negli ultimi decenni nella musica colta contemporanea vanno proprio a definire questo suo carattere duplice: essere uno strumento predisposto all’inedito e al tradizionale allo stesso tempo\, una marcatura che probabilmente lo rende inconfondibile.\nConsiderazioni appunto che stanno alla base del nostro concerto\, caratterizzato dalla valorizzazione della suddetta connaturata duplicità: la produzione di memoria e lo slancio verso il futuro\, il sentimento della familiarità e l’attivazione perturbante dell’inedito. Considerazioni dunque che sembrano quasi dispiegarsi naturalmente nella proposta della combinazione da noi proposta\, ovvero il bayan con l’elettronica\, la “marcatura” di uno strumento che fa della fisicità e della corporeità la sua primaria ragione espressiva e le elaborazioni concrete e sintetiche che le nuove tecnologie elettroniche sono in grado di produrre. \nApprezzato per la sua flessibilità e intensità interpretativa\, Germano Scurti è attualmente considerato uno dei migliori interpreti del repertorio contemporaneo dedicato al bayan. Da anni richiama l’attenzione dei compositori e della critica specializzata per l’originalità del repertorio e per l’accentuazione di una prassi performativa che si articola da una parte in una offerta timbrico-sonora paragonabile a quella dell’organo o a quella delle apparecchiature elettroniche e dall’altra in una aderenza alla corporeità dell’interprete che trasforma il linguaggio dei suoni in una coinvolgente fisicità. Negli ultimi anni si è dedicato alla promozione e allo sviluppo nel mondo della musica contemporanea del bayan russo attraverso una ricerca costante e un vivo interesse per quelle produzioni che nascono in collaborazione diretta con i compositori\, presentando opere in prime esecuzione molte delle quali a lui dedicate. Ha eseguito con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI “Sirius”\, concerto per bayan e orchestra composto per lui da Alessandro Sbordoni (commissione Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai). Concerto inciso per la casa discografica Stradivarius sempre con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. Significativa la sua partecipazione alle Biennale Musica di Venezia del 2012 in cui ha presentato in prima italiana l’opera “Fachwerk” della compositrice russa Sofia Gubaidulina per bayan e orchestra d’archi. E’ laureato in Sociologia ed è Dottore di Ricerca in Scienze della Comunicazione all’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. Ha insegnato sociologia dell’arte all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila. Attualmente insegna al Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce. Si occupa di composizione elettroacustica e sound art.
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SUMMARY:MA/IN22: Disordinata storia dell’elettronica (Vol. 1)
DESCRIPTION:PROGRAMMA\nore 18:00 LUCA IAVARONE + ALBERTO GATTI lezione/concerto\n \n– \n*IANNIVERSARY / MA/IN ACADEMY\n\n\nLUCA IAVARONE + ALBERTO GATTI [IT] /// Disordinata storia dell’elettronica (Vol. 1) \nÈ possibile oggi scrivere musica nuova\, diversa da quella del passato? Si possono inventare nuovi strumenti musicali o creare i suoni da zero? E la tecnologia potrà esserci d’aiuto in queste sfide? Queste sono alcune delle domande che si sono posti i pionieri della musica elettronica. Cosa si intende per musica elettronica? Come va ascoltata? Ma è quella per ballare oppure no? È musica o rumore? E perché dovrei sedermi in una stanza\, magari al buio\, e ascoltare dei suoni strani diffusi da uno o più altoparlanti?\nQueste sono invece le domande che ci faremo insieme a Luca Iavarone (giornalista e creativo) ed Alberto Gatti (compositore) in “Disordinata storia dell’elettronica” (Vol. 1)\, una serie di incontri per mostrare la musica elettronica sotto un diverso punto di vista\, senza tecnicismi e complessi filosofici. Nel primo incontro tratteremo l’asse di contatto tra le origini dell’elettronica e la contemporaneità\, con un focus particolare su Xenakis. Xe… Chi? Ecco\, appunto\, ci vediamo all’incontro! \nLuca Iavarone è un creativo italiano attivo in numerosi campi: giornalista\, comunicatore\, web author\, regista\, musicista. È l’attuale direttore creativo del gruppo editoriale Ciaopeople. Dal 2001 ad oggi ha scritto composizioni musicali per opere teatrali e di video arte (Mercadante\, Teatro Nuovo\, Elicantropo\, Pan\, Villa Medici) e realizzato installazioni sonore per le mostre del fotografo Antonio Biasiucci.\nCome interprete ha co-fondato il Revenaz Quartet\, un collettivo “neo-dadaista e postmoderno” che ha fatto della riflessione sulla cultura di massa il suo campo di indagine. In qualità di giornalista\, dal 2012 al 2016 è stato caporedattore dell’area cultura del quotidiano Fanpage.it. Qui esplora il mondo della viralità con contenuti di qualità\, affrontando temi sociali con un taglio personale a cavallo tra satira e antropologia culturale. Dal 2016 è direttore creativo di Fanpage.it e della redazione di Ciaopeople. Vincitore di 9 Lovie Awards\, gli Oscar europei del web\, è autore di campagne video come “Slap her”\, nella top annuale dei brand più visti al mondo su YouTube. Nel 2019 ha curato l’operazione artistica ‘Veiled Son’ con lo scultore Jago. Come scrittore ha partecipato alle pubblicazioni “Il regno incantato – storie e leggende partenopee” e alla prima biografia italiana del compositore brasiliano João Gilberto. Nel 2021 ha fondato il progetto di musica e divulgazione brasiliana “Saravà\, Napoli tropicale”.\nNel 2022 ha partecipato al Campania Teatro Festival con uno spettacolo in cui raccontava favole per bambini agli adulti e per il quale ha scritto anche le musiche originali\, ‘Fiabe per rimettersi al mondo.\nAlberto Maria Gatti  è un compositore\, sound designer e computer music designer. Ha frequentato i corsi di musica elettronica al Conservatorio di Firenze e nel 2022 il Master Aremus al Conservatorio di Roma relativo alla pratica della ricerca artistica in musica. Ha inoltre frequentato workshop e seminari di composizione e direzione del suono\, studiando con Tiziano Manca\, Vittorio Montalti\, Girolamo Deraco\, Roberto Castello e Alvise Vidolin. Come compositore ha partecipato a diversi festival ed eventi di musica contemporanea tra cui: Tempo Reale\, Museo del Novecento\, Fabbrica Europa\, Inner Spaces\, Palazzo Vecchio\, Salone del Mobile di Milano\, SIMC\, Festival Pontino\, Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles\, Fabbrica Europa\, Teatro del Giglio\, Teatro Teatro Cantiere Florida\, Spam/Aldes\, Museo Pecci. Dal 2020 collabora con l’associazione culturale Versiliadanza come compositore ed interprete di musica elettronica. In qualità di computer music designer\, ha partecipato a vari eventi quali: Forum Wallis\, Bartok Opera Pluz\, Teatro dell’Opera di Roma\, Fondazione I teatri di Reggio Emilia\, Biennale di Berlino e Milano Musica Festival. In qualità di ricercatore\, dal 2018 porta avanti il ​​proprio progetto di ricerca ‘Il rapporto tra corpo e suono’. Attualmente lavora come compositore freelance e come ingegnere del suono presso l’etichetta discografica Ema Vinci Records. Dal 2021 è entrato a far parte della società musicale AI Musi-co come sound designer e sviluppatore di software. Nella sua pratica si interessa alla produzione di musica elettroacustica e mista\, lavorando con diversi software per la programmazione di ambienti performativi\, sfruttando linguaggi di programmazione visuale (Max/MSP\, PureData)\, Arduino e derivati\, oltre alla programmazione illuminotecnica. Da settembre 2022 svolge uno stage presso il dipartimento di didattica dell’IRCAM a Parigi.\n\n\n\n\n⊕ MA/IN academy\nè a un articolato percorso dedicato alla formazione e all’educazione sulla musica contemporanea\, multi-livello e multi-target: l’offerta dedicata al pubblico generalista attraverso le lezioni-concerto di Luca Iavarone che ogni anno racconterà un periodo della storia della musica elettronica dal ‘900 a oggi\, i talk con gli artisti e le introduzioni all’ascolto\, i concerti dedicati ai centenari di alcuni grandi compositori ; la proposta dedicata agli studenti dei licei musicali attraverso le masterclass con alcuni artisti per introdurli al processo creativo e la partecipazione attiva in alcune attività del progetto; il coinvolgimento degli studenti dei Conservatori partner del progetto attraverso un percorso formativo che li porterà a confrontarsi con alcuni importanti compositori per la realizzazione di composizioni elettroacustiche da presentare all’interno del MA/IN; il percorso di perfezionamento dedicato ai giovani compositori selezionati dalla call internazionale per la presentazione dei loro lavori in prima assoluta. \n⊕ IANNIVERSARY\nè un omaggio alla musica elettroacustica di Iannis Xenakis\, compositore greco\, pionere delle musica elettronica. Il 2022 segna un secolo di Iannis Xenakis.
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SUMMARY:MA/IN22: LATENTSCAPE
DESCRIPTION:©  Franz Rosati\n \nPROGRAMMA\nore 20:00 opening [Sound Art Exhibition]\nore 21:00 ACOUSMATIC SESSION concerto\nore 21:30 FLAVIA MAZZANTI /// NEXUM audiovisual\nore 22:00 FRANZ ROSATI /// LATENTSCAPE live AV performance\nore 23:00 SIMON WHETHAM /// SUCCESSIVE ACTIONS live performance \n– \n///ACOUSMATIC SESSION\nconcerto musica acusmatica\n \n\nPauline Patie [FR] /// Bulle d’air\nRodney DuPlessis [CA] /// Psi\nAlex Buck [BR] /// Does it Matter?\n\n\n\n\nFRANZ ROSATI [IT] /// Latentscape ⊕ preview \nLatentscape è un nuovo progetto di media art concepito per essere esposto come un Concerto Audiovisivo\, una serie di opere d’arte digitali\, un’installazione site-specific\, un film di video arte. Latentscape è un’esplorazione di paesaggi virtuali immaginari generati con l’aiuto di GAN addestrati con set di dati DEM personalizzati\, immersi nella musica prodotta dall’architettura SampleRNN addestrata con suoni di diverse tradizioni musicali lontane nello spazio e nel tempo. I paesaggi e la musica con la loro diversità topologica e timbrica raffigurano l’incontro di dati umani intesi come incontro e fusione di pensieri\, sentimenti ed esperienze. Un paesaggio è una cornice perfetta per rappresentare le relazioni poiché è il luogo in cui viviamo e lasciamo le nostre tracce. \nFranz Rosati è musicista\, artista digitale e conferenziere. Usa le tecnologie digitali e il software personalizzato come base per la sua produzione artistica\, progettata per incarnare diverse emanazioni da concerti audiovisivi\, installazioni basate su schermo\, software art e opere d’arte stampate. Da diversi anni Franz Rosati esplora un ampio spettro di output estetici che vanno dal minimalismo procedurale e generativo wireframe e rendering 3D in tempo reale\, dalla creazione di creature virtuali autonome come Machine and Structure o Pathline\, all’esplorazione di paesaggi immanenti distopici.\n\n\n FLAVIA MAZZANTI [IT/BR] /// N E X U M ⊕ preview \nN E X U M si interroga su come noi\, come individui\, facciamo affidamento psicologicamente sui nostri spazi abitativi e su come noi\, come società\, influenziamo e siamo influenzati da ciò che ci circonda. La trama segue gli spostamenti quotidiani della protagonista attraverso diversi spazi urbani\, pubblici e privati\, e il suo modo di interazione e scambio con essi. Un secondo livello parallelo mostra in modo fittizio l’impatto dei diversi regni nella sensazione affettiva dei protagonisti\, riflettendo su come l’interazione all’interno di ambienti diversi generi diversi comportamenti psicologici. \nFlavia Mazzanti è un’artista\, architetto e imprenditrice italo-brasiliana con sede a Vienna nel campo della realtà virtuale e dei media digitali. È co-fondatrice di Immerea OG – una società di media interattive focalizzata sullo sviluppo di giochi VR e installazioni virtuali –\, docente esterno all’Università di Innsbruck e attiva come docente in conferenze e simposi nazionali e internazionali. Flavia si è laureata con lode all’Accademia di Belle Arti di Vienna\, ricevendo il Premio Gustav Peichl per il disegno architettonico e il Würdigungspreis per il lavoro artistico. Attraverso l’uso dei media immersivi e del cinema sperimentale\, il suo lavoro si confronta spesso con teorie artistico-filosofiche sul post-antropocentrismo e sul nuovo materialismo\, con l’interesse a fornire prospettive alternative su noi stessi e il nostro ambiente. Il suo lavoro è stato proiettato e premiato in numerosi festival nazionali e internazionali\, tra cui Ars Electronica Festival\, DA Z – Digital Arts Festival Zurich\, ADAF.\n\nSIMON WHETHAM [UK] /// Successive Actions \nSuccessive Actions è un nuovo progetto di performance sonora in cui una collezione di dispositivi motori obsoleti\, recuperati da prodotti di uso quotidiano\, viene attivata da registrazioni sonore dell’ambiente. A sua volta\, questo processo fa sì che i dispositivi emettano i propri suoni\, che vengono amplificati utilizzando vari microfoni e tecniche. Le registrazioni presentano fenomeni che si verificano in modo imprevedibile e irregolare nella vita di tutti i giorni – traffico di passaggio\, vento\, chiusura di porte – e per questo il movimento dei dispositivi è casuale\, variabile e autonomo. Il progetto cambia e si adatta al suo ambiente. I dispositivi vengono aggiunti alla raccolta o rimossi e i suoni della posizione cambiano ogni volta l’attivazione e il movimento dei dispositivi. Le prestazioni e il metodo di presentazione si evolvono e si perfezionano ad ogni iterazione. Le telecamere sono parte della configurazione che offre al pubblico due viste intime dei dispositivi che si esibiscono. \nDal 2005 Simon Whetham ha sviluppato una pratica di lavorare con il suono come materia prima per la creazione. Usa il suono ambientale\, impiegando una varietà di metodi e tecniche al fine di ottenere fenomeni sonori spesso inosservati e oscurati. Le sue ricerche e collaborazioni lo hanno portato a lavorare sempre più in progetti multidisciplinari\, portando il suo lavoro a diventare più visivo e tangibile. Attualmente sta esplorando modi per trattenere le tracce fisiche del suono e trasformare le forme di energia. Progetti a lungo termine in Asia e America Latina hanno fortemente influenzato i suoi metodi di lavoro e la sua ideologia. Whetham si esibisce a livello internazionale\, partecipando a Izis 2022 (SI)\, MFRU 2022 (SI)\, phonon~festival 2022 (CZ)\, NEXT 2021 (SK)\, In Vitrø 2019 (IT)\, Fresh Winds Biennale 2018 & 2016 (IS) \, Nakanojo Biennale 2017 (JP)\, ACC Showcase 2018 (KR)\, Tsonami Festival 2017 e 2012 (CL)\, Madeiradig 2010 e 2011 (PT) e Moers Festival 2011 (DE)\, e ha composto opere pubblicate da etichette tra cui Kohlhaas (IT )\, Mappa (SK)\, Crónica (PT)\, Grünrekorder (DE) e Line (USA).\n© Manuel Bonell© Jeff Rollings
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SUMMARY:MA/IN22: THE ACT OF TOUCH
DESCRIPTION:©  Jacopo Salvi\n \nPROGRAMMA\nore 19:00 workshop gratuito su Ableton Live 11 con Andrea Fiorito\nore 20:00 opening [Sound Art Exhibition]\nore 21:30 TOVEL + MAZZONELLI +  WEGHER /// THE ACT OF TOUCH mixed media performance\nore 22:30 PIER ALFEO live performance\n \n– \nMATTEO FRANCESCHINI (aka Tovel) + JACOPO MAZZONELLI  [IT] /// The ACT of TOUCH⊕ video \nmusic and live concept: Tovel (aka Matteo Franceschini)\nartworks and live concept: Jacopo Mazzonelli\nlive electronics: Tovel (aka Matteo Franceschini)\nperformers: Jacopo Mazzonelli\, Eleonora Wegher \nIl pianoforte è senza dubbio lo strumento che più rappresenta la fioritura della cultura musicale occidentale dal tardo Settecento a oggi. In questo senso\, la performance musicale The Act of Touch\, costruita sull’opera ABCDEFG di Jacopo Mazzonelli\, permette un cammino a ritroso\, una sorta di regresso all’essenziale\, un percorso di “purificazione” creativa votata a catturare l’immagine più profonda di ciò che si sta scrivendo: la materia\, i tasti bianchi\, le sette note\, l’alternanza rigo/spazio del pentagramma.\nThe Act of Touch getta lo spettatore all’interno di un paesaggio sonoro inatteso\, dove il suono organizzato si palesa dopo un complesso itinerario di esplorazione dei materiali. Ordinata su più livelli visivi e concettuali\, la performance si configura come una graduale e consapevole scoperta d‘identità – un percorso di conoscenza e sviluppo che l’impiego dei sette pianoforti/scultura modificati permette di compiere. La collaborazione tra Matteo Franceschini e Jacopo Mazzonelli si realizza attraverso una performance dove la scrittura acustica si fonde con la manipolazione elettronica in tempo reale. La nuova fisionomia dei pianoforti e la trasformazione dei suoi materiali si delinea come il punto di partenza per una riflessione sulla natura stessa del rapporto tra suono e materia.\nIn The Act of Touch\, ognuno dei sette dispositivi è amplificato singolarmente e disposto secondo una precisa sequenza dove la nota centrale della scala diatonica (fa) assume un ruolo chiave nello sviluppo del discorso musicale. I pianoforti sono posizionati specularmente per ognuno dei due esecutori\, mentre la tavola armonica della nota FA – al centro della scena – è orientata direttamente verso il pubblico. Le mani dei performers ne esplorano le risonanze attraverso l’impiego di una serie di antichi diapason intonati per semitoni. Mediante un gruppo di sensori che rileva ed analizza le vibrazioni del materiale ligneo trasformandole in nuovi timbri\, gli esecutori attivano un virtuosistico gioco tecnico. Un sistema multicanale di controllo dell’illuminazione trasforma ogni scena in un quadro visivo\, concentrando gradualmente l’attenzione su precisi dettagli espressivi. La scelta radicale di utilizzare unicamente materiali\, forme e suoni derivati dai sette pianoforti amplifica e al tempo stesso chiude il cerchio attorno a un progetto a cui Franceschini e Mazzonelli hanno lavorato negli ultimi tre anni\, dalla scelta dei materiali alla costruzione degli strumenti\, attraverso l’archiviazione e la successiva rielaborazione di ogni suono incontrato durante il processo di trasformazione. \nMatteo Franceschini\, in arte TOVEL\, è un compositore\, polistrumentista e performer italiano di musica elettronica sperimentale con sede a Parigi. Nato in una famiglia di musicisti\, Matteo Franceschini ha iniziato gli studi di composizione con il padre diplomandosi poi al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano sotto la guida di Alessandro Solbiati. Ha studiato all’Accademia Nazionale “Santa Cecilia” di Roma sotto la guida di Azio Corghi e ha frequentato il Cursus offerto dall’Ircam di Parigi. Ha ricevuto numerosi premi\, sia in concorsi nazionali che internazionali e ha ricevuto commissioni da importanti festival e organizzazioni come Orchestra Filarmonica della Scala\, Ensemble Intercontemporain\, Wigmore Hall\, Biennale di Venezia\, Ircam-Centre Pompidou\, Philharmonie de Paris. Leone d’Argento 2019 alla Biennale di Venezia\, “Fedora – Rolf Liebermann Prize for Opera 2014”\, è stato premiato dalla Banque Populaire Foundation e ha ricevuto la “Italian Affiliated Fellowship in the Arts” dall’American Academy in Rome. È stato nominato compositore in residenza alla Fondazione Haydn\, all’Orchestre national d’Île-de-France e all’Accademia Filarmonica di Roma. In Gravity\, il suo primo album prodotto da Scala Music\, i suoni acustici di pianoforte\, sassofono e archi\, intrecciati con le esplosioni di sintetizzatori modulari. Una musica pulsante\, esplosiva che non smette mai di cambiare. Da gennaio 2011 è edito da Casa Ricordi – Universal Music Publishing.\nJacopo Mazzonelli realizza sculture\, costruzioni e installazioni che indagano l’ampio territorio di confine tra arti visive e musica. La sua ricerca è caratterizzata da tecniche e metodologie mutuate da diverse discipline. Lavorando sull’interpretazione e visualizzazione della dimensione sonora\, l’artista si confronta con strumenti che decostruisce\, trasforma e rimonta. I punti focali del suo interesse sono il “gesto musicale”\, le indagini sulla percezione del ritmo e sul divenire del tempo. Ha tenuto mostre personali in Italia e all’estero. Tra le sue principali mostre ricordiamo “Sografia”\, Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna (2018); “Da suonare al massimo volume”\, Mart – Galleria Civica di Trento (2017); “6° Premio Fondazione VAF. Posizioni attuali dell’arte italiana”\, Schauwerk\, Sindelfingen (Stoccarda) e Stadtgalerie\, Kiel (2014); “La Correzione” con Silvia Giambrone\, Galleria Paolo Maria Deanesi\, Trento; “Differenza e Ripetizione”\, Galleria Giovanni Bonelli\, Milano; “6. JCE Biennale d’Art Contemporain”\, Le Beffroi\, Montrouge\, Museu de l’Empordà\, Figueres\, The Art Building\, Vrå\, Museo Amadeo De Souza-Cardoso\, Amarante; “Isorhythm” con Giulio Paolini\, a cura di Bettina Della Casa\, Galleria Studio G7\, Bologna. Dal 2017\, in collaborazione con il compositore Matteo Franceschini\, ha realizzato un’ampia serie di progetti performativi di cui è stato anche interprete diretto\, insieme alla pianista Eleonora Wegher.\nNata a Verona\, Eleonora ha iniziato lo studio del pianoforte con Laura Palmieri e si è diplomata con lode al Conservatorio Bonporti di Trento sotto la guida del Prof. M. R. Corbolini. Successivamente si è perfezionata presso l’Accademia Pianistica Internazionale di Imola “Incontri col Maestro” con il M° Leonid Margarius e Anna Kravtchenko e successivamente presso la Hochschule fur Musik und Theatre “F. Mendelssohn” di Lipsia con il M°A. Meinel e H.M. Schreiber. Vincitore di numerosi concorsi fin da giovanissimo\, tra cui la XXIII Edizione Concorso Pianistico Muzio Clementi di Firenze\, XI Concorso Pianistico Internazionale di Roma – Premio Seiler\, XIV Concorso Internazionale Franz Schubert di Ovada\, Concorso Pianistico Internazionale Vila de Capdepera di Palma di Maiorca \, Concorso Pianistico Internazionale Delia Steinberg di Madrid\, Eleonora si è esibita con l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento\, l’Orchestra Classica di Alessandria e l’Orchestra da Camera del Teatro La Fenice di Venezia.\n\n\n\n\n\n\n\n\nPIER ALFEO [IT] /// Everything plus one  \nprima assoulta /  live performance\nPier Alfeo (classe 1985) è artista sonoro e compositore elettronico. La sua pratica spazia da brani di musica elettronica\, performance audiovisive immersive\, sculture sonore e opere visive. Dopo aver vissuto in molte città italiane\, si è trasferito a Berlino dove ha acquisito un ampio riconoscimento come interprete musicale collaborando per varie etichette discografiche\, organizzando eventi ed esibendosi in festival internazionali dove ha condiviso il palco con artisti come Robert Henke\, Fennesz\, Rashad Becker e tanti altri.\nNel 2019 presenta la sua prima mostra personale Incisione su Silenzio presso la Galleria Doppelgaenger di Bari con un testo critico di Valentino Catricalà. Alla fine del 2019 ha ottenuto il massimo riconoscimento al “Premio Nazionale delle Arti” con la stessa opera Incisione su Silenzio\, nella sezione “Arti Elettroniche”; per l’occasione Alfeo è stato valutato da una giuria internazionale composta da Carolyn Christov-Bakargiev\, Beatrice Merz\, Sergio Toffetti\, Irene Dionisio e Piero Gilardi. L’opera è stata esposta presso l’Accademia Albertina di Torino in contemporanea al FISAD 2019. Nel 2020 ha preso parte al Blooming Festival curato da Federica Patti e Quiet Ensemble a Pergola e alla mostra Rilevamenti 2 a cura di Valentino Catricalà presso il CAMUSAC | Museo Arte Contemporanea di Cassino.\n\n\n\n\n\n\n\n© Jacopo Salvi© Jacopo Salvi© Pier Alfeo\n 
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SUMMARY:MA/IN22: BLACK LIGHT
DESCRIPTION:©  JesterN\n \nPROGRAMMA\nore 20:00 opening [Sound Art Exhibition] \nore 21:00 CONCERTO PER FISARMONICA + ELETTRONICA mixed media music\nore 22:00 ALBERTO NOVELLO /// BLACK LIGHT live performance\nore 23:00 ROZENHALL – BACKMAN audiovisual \n– \n* MA/IN ACADEMY / PRIMA ASSOLUTA\n\nConcerto per Fisarmonica + Elettronica\nin collaborazione con il Conservatorio di Lecce (classi di Bajan e Musica Elettronica)\ne del Conservatorio di Potenza (classe di composizione) \n\nMichele Quinto [IT] /// Fuori dal mantice\nacusmatico\nLeanna Ciciriello [IT] /// No machine gun\nbayan | Pietro Secundo\nLuciano Signore [IT] /// Eclissi\nbayan | Vittorio Chittano\nFrancesco Rizzo [IT] /// Deus ex machina\nbayan | Alberto Nardelli\n\n\nALBERTO NOVELLO (aka JesterN) [IT] /// Blacklight ⊕ video\nL’artista usa le proprietà della luce ultravioletta per disegnare mondi in continua evoluzione su di una superfcie fotosensibile. In contrasto con i frenetici movimenti del laser\, strutture dai minuziosi dettagli emergono lentamente dalla tela. Ricordano citta\, foreste ed architetture aliene. Una performance contemplativa cha si contrappone al ritmo sfrenato che ci circonda\, in cui il tempo e’ dilatato dal fosforo e la luce catturata dalla tela. Come nella maggiorparte dei Lavori di JesterN\, il suono della performance e’ lo stesso segnale che muove il fascio fotonico del laser: un discorso sinestesico coeso imbandito per i sensi dello spettatore. \nLe sue produzioni in forma di performance\, talk\, paper e composizioni sono state presentate al Centre Pompidou di Parigi\, Museo Reina Sofia Madrid\, Ars Electronica Linz\, Amsterdam Dance Event\, Biennale di Venezia\, New York Computer Music Festival\, Bozar Bruxelles\, BOA Biennale Porto\, Rewire Festival Den Haag\, Glasgow Contemporary Art Center\, Dom Moskow\, Seoul International Music Festival\, Rome University of Fine Arts\, solo per citarne alcuni. Ha pubblicato dischi per Staalplat\, Bowindo\, Elli Records\, Dobialabel\, Setoladimaiale\, Ante-Rasa e Creative Sources. Si è laureato in Fisica Nucleare all’Università di Trieste\, ha completato il master Art Science Technologies con Jean Claude Risset\, ha conseguito un dottorato di ricerca presso la Technische Universiteit Eindhoven con Armin Kohlrausch\, e si è laureato in Musica Elettronica presso l’Institute of Sonology\, Royal Conservatory of Den Haag. Ha lavorato per Texas Instruments\, Philips Research e Auro Technologies creando software per le loro applicazioni audio. Ha assistito Alvin Lucier\, David Behrman\, Nicholas Collins e Trevor Wishart. Ha improvvisato con Evan Parker\, Butch Morris\, Karl Berger. È stato professore invitato alla Sussex University\, MICA Baltimore\, SAIC Chicago\, Tallin University\, Den Haag Conservatory\, Turin Conservatory\, IEM Graz\, Champaign-Urbana University\, CMMAS Mexico\, tra gli altri.\n\nDANIEL ROZENHALL + STEN BACKMAN [SE] /// Den Förföljdes Gryning\nLa musica di Daniel Rozenhall in “Den förföljdes gryning” è stata pubblicata nel 2019 come LP per l’etichetta iDEAL Recordings\, in un’edizione di 99 copie. Il disco è arrivato con la copertina di Sten Backman. Il film presentato in questo programma\, con la musica di Rozenhall e le immagini di Backman\, è stato precedentemente presentato in diversi festival ed eventi in Lettonia\, Svizzera\, Messico\, Cina\, Hong Kong\, Macao\, Taiwan\, Giappone\, Thailandia\, Danimarca e Svezia. Questa è la prima italiana. \nDaniel Rozenhall è un compositore\, artista visivo e produttore discografico\, residente in Svezia. Rozenhall\, che lavora presso lo studio EMS di Stoccolma\, utilizza vari sintetizzatori e sorgenti sonore concrete per creare paesaggi sonori elettroacustici dal carattere surreale\, da incubo e talvolta psichedelico. Rozenhall è stato attivo come produttore discografico per l’etichetta Fylkingen Records negli anni 2002-2016\, ed è attualmente coinvolto nell’etichetta Firework Edition Records. Il suo prossimo LP solista “Dance of the Aberrant” sarà co-pubblicato nel 2023 dall’etichetta Adaadat nel Regno Unito e dalla Firework Edition Records in Svezia.\nSten Backman è un artista visivo\, compositore e grafico\, che vive in Svezia. I suoi campi di lavoro comprendono molte aree\, come branding e identità\, editoria\, applicazioni interattive\, design di prodotti\, siti Web\, design di mostre\, video musicali e copertine di dischi. Ha collaborato con grandi aziende e piccoli clienti indipendenti e nel 2006 ha fondato la sua società\, Great Big Container. Backman ha collaborato con J.G Thirlwell (alias Foetus) e\, tra le altre cose\, ha realizzato le immagini per l’album di Thirlwell “Xordox”\, un lavoro che è stato mostrato a Londra\, Dublino\, Los Angeles e New York.\n\n⊕ MA/IN academy\nè a un articolato percorso dedicato alla formazione e all’educazione sulla musica contemporanea\, multi-livello e multi-target: l’offerta dedicata al pubblico generalista attraverso le lezioni-concerto di Luca Iavarone che ogni anno racconterà un periodo della storia della musica elettronica dal ‘900 a oggi\, i talk con gli artisti e le introduzioni all’ascolto\, i concerti dedicati ai centenari di alcuni grandi compositori ; la proposta dedicata agli studenti dei licei musicali attraverso le masterclass con alcuni artisti per introdurli al processo creativo e la partecipazione attiva in alcune attività del progetto; il coinvolgimento degli studenti dei Conservatori partner del progetto attraverso un percorso formativo che li porterà a confrontarsi con alcuni importanti compositori per la realizzazione di composizioni elettroacustiche da presentare all’interno del MA/IN; il percorso di perfezionamento dedicato ai giovani compositori selezionati dalla call internazionale per la presentazione dei loro lavori in prima assoluta. \n© Sten Backman
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SUMMARY:MA/IN22: Sound Art Exhibition
DESCRIPTION:© Pier Alfeo \nPROGRAMMA\n4 + 5 + 6 novembre\nore 20:00 – 24.00 \n• [SPECT[RO]OM]\ninstallazione acusmatica\nAntonio Forastiero [IT] /// Reflections\nPablo Geeraert [BE] + Joseph Sims [CA] /// Esquisse d’une Sandbox\nEdoardo Maria Bellucci [IT] /// Free Field – interazione/riflessione\nDariush Derakhshani [DE/IR] /// Pārsa\nMatteo Tundo [IT] /// Frantumi\nNi Zheng [CN] /// Abyssal\nKatarina Gryvul [UA] /// Pasaż Róży \n• Pier Alfeo [IT] /// CC.Beta\ninstallazione sonora \n• Lorenza Morandotti + Lorenzo Pierobon + David Rossato + Christian Steiner [IT] /// Omphalos\ninstallazione AV \n• Mengtai Zhang + Lemon Guo [US/CN] /// Diagnosia\ninstallazione VR \n*IANNIVERSARY / produzione LOXOS~\n\n• Vincenzo Procino [IT] /// NEBULA XENAKIS\ninstallazione sonora basata su musica acusmatica di Iannis Xenakis \n\n⊕ IANNIVERSARY\nè un omaggio alla musica elettroacustica di Iannis Xenakis\, compositore greco\, pionere delle musica elettronica. Il 2022 segna un secolo di Iannis Xenakis.
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SUMMARY:ARCHIPELAGO: THOMAS ANKERSMIT | kNN
DESCRIPTION:© Mich Leemans\n \nPROGRAMMA\nore 19:00 lecture Thomas Ankersmit : ‘il lavoro pioneristico di Maryanne Amacher e le emissioni otoacustiche’\nore 21:00 kNN live performance\nore 22:00 THOMAS ANKERSMIT live performance \n–\nTHOMAS ANKERSMIT [NL] /// Perceptual geography\n‘Perceptual Geography’ è un solo live-project di Thomas Ankersmit\, ispirato alle ricerche pionieristiche della compositrice e artista americana Maryanne Amacher (1938-2009)\, eseguito interamente su sintetizzatore analogico Serge Modular. In ‘Perceptual Geography’\, Ankersmit esplora diverse possibilità di ascolto: non solo quali suoni e quando vengono percepiti ma soprattutto come e dove (nella stanza\, nel corpo\, nella testa). In questo lavoro Ankersmit fa largo uso delle cosiddette emissioni otoacustiche\, suoni che l’orecchio dell’ascoltatore produce come reazione a determinate frequenze emesse da Ankersmit\, che sembrano generarsi dall’interno della testa: un’esperienza straordinariamente coinvolgente che pochi ascoltatori hanno sperimentato prima. Per ogni esibizione\, Ankersmit ‘accorda’ il suo strumento sulle caratteristiche risonanti dello spazio ospitante\, in modo che la musica attivi l’architettura. In un’epoca in cui apparentemente tutto viene consumato tramite schermi e cuffie\, ‘Perceptual Geography’ è un’esperienza che può essere realmente vissuta solo nel momento dell’esecuzione\, in uno spazio fisico reale. ‘Perceptual Geography’ è stato commissionato dal CTM di Berlino e Sonic Acts di Amsterdam e presentato in anteprima lo scorso anno presso il GRM Acousmonium di Parigi. \nThomas Ankersmit (Leida\, Olanda\, 1979) è un musicista e sound-artist che vive e lavora tra Berlino e Amsterdam. E’ uno dei pochi musicisti a utilizzare il sintetizzatore Serge come strumento per perfomance dal vivo. Si interessa particolarmente di fenomeni fisici e psicoacustici\, emissioni otoacustiche e infrasuoni. Ankersmit collabora spesso con il compositore minimal Phill Niblock e performa in duo con Valerio Tricoli o Kevin Drumm. La sua musica è stata rilasciata da etichette come PAN\, Touch\, Shelter Press e Ash International.\n\nkNN aka Renato Grieco [IT]\n \nMusicista elettroacustico e compositore nato nel 1991 a Napoli. Indaga e mette in relazione diverse esperienze acustiche non legate necessariamente al suono/musica: contorto cinema per le orecchie collide con la power electronics e il riduzionismo strumentale; dialogo muto tra realtà e rappresentazione\, suono site speci fic e nichilismo grottesco\, rigida premeditazione e forma aperta. Attivo dal 2012 nella ricerca elettroacustica e nel 2015 studente della classe di musica elettronica del conservatorio di San Pietro a Majella. Attualmente coinvolto nel duo di improvvisazione elettroacustica les énervés e collabora stabilmente con il clarinettista francese Xavier Charles e con il percussionista Riccardo La Foresta. Nel quartetto di registratori a bobine Ritorna\, assieme a Giulio Nocera\, SEC_e Valerio Tricoli\, e nel duo double gootcher shop\, assieme al poeta e artista australiano Matthew P. Hopkins. Si è esibito in Italia\, Francia\, Svizzera\, Inghilterra\, Germania\, Olanda\, Belgio\, Norvegia\, Slovenia\, Polonia\, Grecia\, Turchia\, Russia in festival e venue come: Cafè Oto (Londra); Saturnalia (Milano); Museo (Mosca); A.I.D. (Istanbul); MU (Cesena); Zavod Sploh (Lubjana); Syros Sound Meeting (Syros)\, Museo Herman Nitsch (Napoli); PAN (Napoli); Flussi festival (Avellino). In aggiunta alla sua attività di musicista è organizzatore e promotore del festival La Digestion\, assieme a Giulio Nocera\, SEC_ e l’artista Andrea Bolognino. Lavora come fonico di presa diretta freelance e fonico di sala presso il KU studio. Inoltre\, ha collaborato con i musicisti: Elio Martusciello\, Eks\, Francesco Gregoretti\, Mario Gabola\, Giovanni Lami\, Ensemble Dissonanzen\, Evan Parker\, Michel Doneda\, Olivier Di Placido\, Carl Ludwig Hübsch.\n\n⊕\nARCHIPELAGO è una nuova sezione di MA/IN festival curata da Aaltra (Sonia Martina\, Mauro Diciocia)\, che inaugura le attività dell’edizione 2022 del festival appulo-lucano dedicato alla musica elettroacustica e alle arti digitali promosso dall’associazione LOXOSconcept\, ormai giunto alla sua sesta edizione.\nARCHIPELAGO nasce dalla collaborazione tra MA/IN e Aaltra come spazio di riflessione sulle pratiche sonore liminali\, col fine di incentivare l’ascolto come fatto critico\, attivo e partecipato. ARCHIPELAGO prova a mettere in relazione una pluralità di linguaggi e poetiche contemporanee difficilmente percepibili come una struttura unificata poggiata su un’ipotesi sonora condivisa ma che\, tuttavia\, riesce a configurarsi come un’insieme organico – un arcipelago appunto – in grado di ridefinire costantemente modelli\, forme\, strumenti e geografie sonore.\n© Udo Siegfriedt (CTM 2019)aka Renato GriecoARCHIPELAGO22
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SUMMARY:ARCHIPELAGO: ANDREA BORGHI | TOMOKO SAUVAGE
DESCRIPTION:© Leo Lopez \nPROGRAMMA\nore 19:00 artist talk con ANDREA BORGHI\nore 21:00 ANDREA BORGHI live performance\nore 22:00 TOMOKO SAUVAGE live performance \n–\nANDREA BORGHI [IT] /// Discomateria\nIn ‘Discomateria’ Andrea Borghi esplora la tattilità e la matericità del suono attraversa oggetti a forma e dimensione di un LP\, realizzati con vari materiali – come vetro\, resina\, metallo e recentemente anche marmo – ed elaborati con sostanze che trasformano la struttura della superficie dei materiali come gli acidi. Nella live performance i dischi vengono utilizzate per produrre suoni direttamente dal materiale attraverso l’utilizzo di un giradischi preparato ed elaborati in tempo reale con Max/MSP. Iniziato nel 2010 come progetto legato alla pittura astratta del XX secolo e ispirato tanto allo spazialismo quanto al tachisme\, oltre ai suoni\, Discomateria produce un corpus crescente di pezzi d’arte autonomi. \nAndrea Borghi è un insegnante di arte\, artista sonoro e compositore elettroacustico con sede a Pietrasanta. Nelle sue creazioni esplora i rapporti tra suono e materia attraverso ausili tecnologici e processi digitali. La sua ricerca riguarda le relazioni tra l’elemento fisico e l’immaterialità del suono attraverso un processo che si colloca tra musica concreta e scultura.\n\nTOMOKO SAUVAGE [JP] /// Waterbowls\nIn ‘waterbowls’\, l’artista lavora con ciotole e recipienti di porcellana di diverse dimensioni\, riempiti d’acqua e amplificati con idrofoni. La sua ricerca nasce dall’acqua nelle sue diverse forme – gocce\, onde e bolle – dalle risonanze dei contenitori\, così come dal feedback audio\, dando origine a tessiture di drones e overtones naturali. \nMusicista e sound artist giapponese di base a Parigi\, ha realizzato performance\, mostre e workshop in Europa\, Stati Uniti\, Canada e Giappone. Le performance di Tomoko Sauvage vertono su un delicato equilibrio fra controllo e apertura al caso\, alle percussioni accidentali di gocce\, alle caratteristiche acustiche dello spazio e alle fragili tonalità create a partire da materiali fluidi ed effimeri\, in un processo di costante movimento e dissoluzione. Oltre alla sua ricerca in solo\, Tomoko ha collaborato con musicisti e coreografi fra cui Frédéric Nogray\, Nicolas Lelièvre\, Brigitte Chataignier\, Francesco Cavaliere. I suoi lavori sono stati pubblicati da e/OAR (US)\, aposiopèse (BE)\, edizioni dokidoki (FR). Nel 2011\, ha creato una nuova serie di ciotole in porcellana durante la sua residenza presso La Pommerie (FR) in collaborazione con Ceramic Research Center di Limoges (CRAFT).\n\n⊕\nARCHIPELAGO è una nuova sezione di MA/IN festival curata da Aaltra (Sonia Martina\, Mauro Diciocia)\, che inaugura le attività dell’edizione 2022 del festival appulo-lucano dedicato alla musica elettroacustica e alle arti digitali promosso dall’associazione LOXOSconcept\, ormai giunto alla sua sesta edizione.\nARCHIPELAGO nasce dalla collaborazione tra MA/IN e Aaltra come spazio di riflessione sulle pratiche sonore liminali\, col fine di incentivare l’ascolto come fatto critico\, attivo e partecipato. ARCHIPELAGO prova a mettere in relazione una pluralità di linguaggi e poetiche contemporanee difficilmente percepibili come una struttura unificata poggiata su un’ipotesi sonora condivisa ma che\, tuttavia\, riesce a configurarsi come un’insieme organico – un arcipelago appunto – in grado di ridefinire costantemente modelli\, forme\, strumenti e geografie sonore.\n© Stephen Harvey© Stephen Harvey
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SUMMARY:ARCHIPELAGO: MARIO DE VEGA | LETTERA22
DESCRIPTION:© Joeri Thiry – STUK Kunstencentrum \nPROGRAMMA\nore 21:00 LETTERA22 live performance\nore 22:00 MARIO DE VEGA live performance\n–\nMARIO DE VEGA [MX] /// Impromptu for quadrophonic system\nAbbracciando la tensione tra documentazione e performatività\, nelle sue improvvisazioni Mario De Vega sonda i territori della fragilità e dell’indeterminazione utilizzando\, in varie combinazioni\, un vasto campionario di oggetti customizzati\, circuiti elettrici analogici e modificati\, giradischi e interfacce elettroniche. \nNato a Mexico City\, Mario de Vega è un artista multimediale di stanza a Berlino. Abbracciando la tensione tra documentazione e performatività\, nelle sue improvvisazioni Mario sonda i territori della fragilità e dell’indeterminazione utilizzando\, in varie combinazioni\, un vasto campionario di oggetti customizzati\, circuiti elettrici analogici e modi ficati\, giradischi e interfacce elettroniche. Errori e problemi tecnici sono spesso il punto di partenza del suo lavoro\, che si dirama in una molteplicità di direzioni fra interventi site-speci fic\, azioni\, fotogra fia\, video\, scultura e installazioni sonore. È stato artista ospite e docente presso Universität der Künste Berlin\, Rijksakademie Amsterdam\, Internationales Musikinstitut Darmstadt\, Technische Universität Berlin\, Ecole Nationale Supérieure des Beaux Arts de Paris\, Kyushu University\, écal\, Universität für angewandte Kunst Wien\, tra gli altri. Il suo lavoro è stato esposto in Messico\, Nord America\, Cile\, Sud Africa\, India\, Corea del Sud\, Cina\, Russia\, Giappone e in tutta Europa. Vive e lavora a Berlino e Città del Messico. Dal 2020 Mario de Vega è Professore alla Kunsthochschule Kassel.\n\nLETTERA 22 [IT]\nLa performance dei Lettera 22 è basata su una rielaborazione in real time di materiale estratto dal loro ultimo disco\, presentato in anteprima durante il festival. C’è una componente improvvisativa importante  nella loro esibizione\, confinata in un percorso strutturale e dinamico: utilizzando un sistema ibrido analogico/digitale basato principalmente su loop per nastro prodotti in tempo reale e altri pre-registrati\, il duo scolpisce i suoni in relazione concreta con le risonanze e le caratteristiche del luogo della performance. \nMatteo Castro e Riccardo Mazza danno vita al progetto Lettera 22 nel 2010\, proponendo una miscela unica di noise\, field recordings e tape-music. Utilizzando un sistema ibrido analogico/digitale basato principalmente su loop per nastro prodotti in tempo reale e altri pre-registrati\, il duo scolpisce i suoni in concreta relazione con le risonanze e le caratteristiche acustiche del luogo della performance. Hanno preso parte a festival come Presence Electronique (INA GRM)\, Norberg Festival\, Broken Flag Festival\, L’Audible Festival\, Hideous Porta.\n\n⊕\nARCHIPELAGO è una nuova sezione di MA/IN festival curata da Aaltra (Sonia Martina\, Mauro Diciocia)\, che inaugura le attività dell’edizione 2022 del festival appulo-lucano dedicato alla musica elettroacustica e alle arti digitali promosso dall’associazione LOXOSconcept\, ormai giunto alla sua sesta edizione.\nARCHIPELAGO nasce dalla collaborazione tra MA/IN e Aaltra come spazio di riflessione sulle pratiche sonore liminali\, col fine di incentivare l’ascolto come fatto critico\, attivo e partecipato. ARCHIPELAGO prova a mettere in relazione una pluralità di linguaggi e poetiche contemporanee difficilmente percepibili come una struttura unificata poggiata su un’ipotesi sonora condivisa ma che\, tuttavia\, riesce a configurarsi come un’insieme organico – un arcipelago appunto – in grado di ridefinire costantemente modelli\, forme\, strumenti e geografie sonore.\n  \nARCHIPELAGO22© Krzysztof Zielinski
URL:https://www.mainfest.it/calendar/archipelago1/
LOCATION:KORA – Contemporary Arts Center\, Via Vittorio Emanuele\, 19\, CASTRIGNANO DE' GRECI (LE)\, 73020\, Italia
CATEGORIES:Live Performance
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