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SUMMARY:MA/IN24 - ROBERT HENKE
DESCRIPTION:©Robert Henke\n \n🎟ticket in vendita su EVENTBRITE e disponibili in loco fino esaurimento posti\n▷ apertura porte h 20.45\n \n▷ concerto\nh 21.00\n⦿ Fabio Machiavelli [IT] /// Machines Inside Me [award of distinction]\nmixed media performance\nperformers: Endkadenz Ensemble [Alberto Anhaus e Alessandro Bono] \n \nh 21.30\n⦿ ROBERT HENKE [DE] /// DUST\nlive performance \n\n/// DUST [live performance] è un’esplorazione lenta e intensa di una trama sonora\, loop poliritmici pulsanti e droni ricchi di armonici. Questi suoni sono ridotti in particelle microscopiche\, filtrati\, trasformati e ricomposti in una performance improvvisata. Dust è una complessa bestia vivente\, che si sviluppa ulteriormente a ogni concerto\, con la rimozione di vecchie parti e l’aggiunta di nuovi elementi.\nROBERT HENKE è un arista poliedrico. Realizza composizioni musicali\, concerti e installazioni audiovisive su larga scala. Spesso le sue opere richiedono l’invenzione e la costruzione di algoritmi e macchine. La sua musica si ispira alla cruda potenza ripetitiva della techno e alle strutture complesse e raffinate delle opere contemporanee più astratte. Registra ed esegue musica anche sotto lo pseudonimo “Monolake”\, nato come duo nel 1995 insieme a Gerhard Behles e diventato un progetto solista dal 1999. È uno dei principali creatori di Ableton Live\, un software che è diventato lo standard per la produzione musicale e ha ridefinito la pratica esecutiva della musica elettronica. Ha ricoperto incarichi di docenza presso: l’Università delle Arti di Berlino\, il Center for Computer Research in Music and Acoustics (CCRMA) dell’Università di Stanford\, l’Instituto di Ricerca e Coordinazione Acoustica/Musicale (IRCAM) di Parigi e lo Studio Nationale di Arti Contemporanea – Le Fresnoy\, a Lille\, Francia. \n\n/// MACHINES INSIDE ME [mixed media performance] Gli strumenti elettromeccanici di Machines Inside Me sono mezzi dotati di un altro grado di autonomia in termini di capacità performative\, sono cioè in grado di produrre e controllare il suono autonomamente. Questa capacità lavora sinergicamente insieme a due performer umani i quali interagendo con le loro controparti robotiche danno vita alla performance. L’interazione tra i performer e le macchine permette la realizzazione di suoni complessi\, la cui produzione e successiva evoluzione è alla base dello sviluppo del brano. Strumenti automatizzati e performer umani si orchestrano a vicenda\, intervenendo in egual misura nel processo complessivo di produzione del suono\, e utilizzando le particolarità dei suoni di natura meccanica delle macchine coinvolte come punto di partenza per la realizzazione di soluzioni sonore sempre diverse e in continuo mutamento. La performance pone sullo stesso piano l’uomo e la macchina\, affidando alle due controparti stessi ruoli e stesse funzioni\, e ponendo al centro del discorso musicale le qualità specifiche e particolari degli strumenti utilizzati\, appositamente realizzati per la performance.\nFabio Machiavelli studia Strumenti a Percussione con Jonathan Faralli (MA\, 2018)\, e Composizione con Giovanni Verrando\, Daniele Ghisi\, Andrea Agostini (MA in Composizione\, 2022)\, Claudio Vaira\, Fabio De Sanctis De Benedictis (BA in Composizione\, 2020). Ha studiato all’Accademia Chigiana con Salvatore Sciarrino\, dove riceve il Diploma di Merito nel 2024. La sua musica è eseguita da Input Duo\, Neko3\, Mdi Ensemble\, Divertimento Ensemble\, Spòldzielnia Muzyczna\, Quartetto Prometeo\, Endkadenz\, Livorno Music Festival Ensemble e altri\, e presentata in festival come: La Biennale di Venezia\, Warsaw Autumn\, Sacroprofanum Festival\, Darmstadt\, Suoni Inauditi\, Tempo R e a l e e a l t r i .  Frequenta masterclass con Salvatore Sciarrino\, Francesco Filidei\, Stefano Gervasoni\, Fabien Lèvy\, Alessandro Perini\, Jaime Reis\, Thierry Coduys\, Marco Stroppa\, Miller Puckette\, Brigitta Muntendorf\, Alberto Carretero\, Alessandro Solbiati\, Ivan Fedele e altri. La sua musica è pubblicata da SZ Sugar.
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LOCATION:Teatro Paisiello\, Via Giuseppe Palmieri 83\, LECCE\, 73100\, Italia
CATEGORIES:Acusmatica,Live Performance,Mixed Media
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SUMMARY:MA/IN24 - KORA②
DESCRIPTION:©Moritz Schmid (Monocolor – Refractive Index)\n \n🎟 biglietti disponibili solo in loco\n▷ apertura mostra / installazioni\nh 20.30\n⦿ Daphne Ting-Yu Chu [TW] + Teng Xue [CN] /// Parallel\ninteractive installation\n⦿ CREA K//LAB [IT] /// Chamber of Visions\nVR installation\n \n▷ concerto\nh 21.00\n⦿ Alexis Blais [CA] /// animal_farm [award of distinction]\nacousmatic \nh 21.15\n⦿ Dotzerosix [EC] /// Boatnoa\nlive A/V performance \nh 22.00\n⦿ Monocolor [AT] /// Refractive Index\nlive A/V performance\n \n\n/// PARALLEL [installazione interattiva A/V]  è un’installazione audiovisiva interattiva che si colloca a metà strada tra performance ed esperienza\, esplorando il delicato equilibrio tra solitudine e connessione. Attraverso strati di luce e suono\, questa installazione rivela la delicata coesistenza tra l’esistenza individuale e quella collettiva.”Parallel” invita i partecipanti a interagire attraverso i loro movimenti\, trasformando componenti discrete in un’entità vivente che risuona e risponde all’interazione umana. Abbiamo raccolto suoni da momenti di solitudine\, li abbiamo modulati digitalmente in tempo reale in base ai movimenti dei partecipanti e li abbiamo visualizzati con proiezioni e luci. Ispirata dalle esperienze di migrazione degli artisti\, l’opera riflette temi di integrazione culturale ed empatia\, promuovendo la coesione sociale e la comprensione reciproca. Mentre esploriamo l’interazione tra luce e suono\, ridefiniamo i confini della percezione\, gettando luce sulla profondità delle nostre esperienze condivise e sottolineando la bellezza paradossale dell’interconnessione.\nDaphne Chu  è un’artista new media e lighting designer con sede a Londra\, specializzata in installazioni interattive\, esperienze spaziali\, arti audiovisive e performance dal vivo. Ha esposto le sue opere personali e ha partecipato a oltre 200 produzioni di illuminazione in più di 50 città in tutto il mondo\, tra cui MGM Grand Garden Arena (Las Vegas)\, The O2 Arena (Londra)\, AccorHotels Arena (Parigi)\, Ars Electronica Festival (Linz)\, il London Festival of Architecture\, Artsect Gallery (Londra)\, Ugly Duck Gallery (Londra) e altri. Teng Xue è un artista multidisciplinare che esplora architettura\, realtà virtuale\, arte installativa\, film e design esperienziale. Come ex ricercatore presso l’Interactive Architecture Lab e co-fondatore di Elixirt Studio\, il lavoro di Teng è influenzato dal suo background in architettura\, sociologia e design dell’interazione. La sua prospettiva unica sulla cultura queer e il movimento corporeo conferisce profondità alla sua arte\, esposta in festival internazionali come la Beijing Design Week e Ars Electronica. \n\n/// ANIMAL_FARM [acusmatica] Nella composizione di animal_farm\, si nasconde il desiderio di esplorare scale temporali ancora toccate nella musica del compositore\, tramite manipolazioni e montaggi preparatori si arriva a derivazioni di densità crescente\, così da poter trasformare e sviluppare i materiali del brano. Quest’ultimo rivela anche l’imperfezione dei gesti umani attraverso l’incorporazione di performance MIDI durante la fase di editing. L’esoterismo dell’approccio nel brano semina rotture e sorprese\, come tante false piste nel suo labirintismo. Composto in un contesto teso e ansioso\, animal_farm sembra voler porre le domande più semplici possibili\, senza tuttavia riuscire a rispondere completamente a esse.\nAlexis Blais è un compositore di musica elettroacustica con sede a Montreal. Diplomato al Conservatorio di musica di Montreal nella classe di Louis Dufort\, sta attualmente conseguendo un master in composizione e creazione sonora presso l’Università di Montreal con Ana Dall’Ara-Majek. La sua ricerca si concentra sul continuum che unisce il linguaggio della musica strumentale con quello elettroacustico. Pianista classico di formazione\, i suoi lavori acusmatici fanno parte di una ricerca plastica e testuale di materiali concreti su uno sfondo di armonie modali. Alexis Blais lavora anche nel teatro e nella danza\, oltre a insegnare sound design alla Scuola Nazionale di Circo di Montreal e al Collège Jean-de-Brébeuf. Il suo pezzo SKAND è finalista del premio Luigi Russolo 2023. I suoi lavori sono stati eseguiti in Inghilterra\, Europa\, Brasile\, Giappone e Canada. \n\n/// BOATNOA [live A/V performance] è un’opera audiovisiva dal vivo con visualizzazioni audio-reattive in tempo reale. Come composizione\, mantiene una struttura generale\, ma lascia spazio anche a sezioni improvvisate. Le immagini reagiscono al suono\, creando uno spazio che invita il pubblico a riflettere sul concetto di “città moderna” e sul significato di abitarla. Audio e immagini vengono utilizzati per ripensare la città (facendo riferimento alla sua fisicità e alla sua popolazione) e alla digitalità inevitabilmente presente in essa. Da un lato\, i riferimenti evidenti alla città sono creati da materiali presi direttamente dalla città stessa: immagini\, video\, soundmarks e paesaggi sonori sono componenti che ne descrivono le caratteristiche sensoriali. Dall’altro lato\, i metodi utilizzati per raccogliere questo materiale parlano delle attività digitali onnipresenti: fotogrammetria\, registrazioni\, fotografia digitale e manipolazione di suoni e immagini. L’obiettivo di questo lavoro è offrire al pubblico un luogo e un momento di riflessione\, mettendolo di fronte a una versione condensata della loro vita urbana e alle sue diverse sfaccettature.\nDotzerosix (.06) è un duo creativo formato da Tania Cortés Becerra e Oscar Bahamonde\, artisti ecuadoriani formati in musica\, suono\, produzione musicale e multimedia. Questo duo genera esperienze audiovisive basate sull’esplorazione di strumenti e prospettive diverse. Costruiscono anche parte delle loro attrezzature e programmano il loro lavoro per scolpire un’estetica minimalista e glitch. I loro linguaggi principali sono il suono\, l’arte visiva e la musica. DZ6 ha creato installazioni audiovisive e performance multimediali per festival come Hausmann 9.0 (2019\, Ecuador)\, Never Knows Better Exhibition (2020\, USA)\, Festival Expresiones Contemporáneas (2021\, Messico)\, LaTam Festival (2021\, Francia)\, Créartup Festival (2021\, Francia)\, Traces of The Future – International Exhibition (2021\, Polonia)\, Ciudad Glitch (2023\, Spagna)\, Sound No Sound (2023\, Spagna)\, JIM (2023\, Francia)\, VOLUMENS (2023\, Spagna)\, ZIMMT (2023\, Germania). \n\n/// REFRACTIVE INDEX [live A/V performance] è una performance audiovisiva dal vivo di MONOCOLOR. Le immagini e i suoni\, interamente generati in modo autonomo\, creano un’esperienza audiovisiva in costante mutamento. Sciami di punti formano forme instabili che oscillano tra strutture complesse e architettoniche e pattern naturali e organici. Situato al confine tra il naturale e il sintetico\, sia nel suono che nell’immagine\, il lavoro mira a trasmettere un senso di transitorietà e fragilità.\nMONOCOLOR\, alias Marian Essl\, è un artista audiovisivo con sede a Vienna. Esplora le interrelazioni tra suono e immagine sia in opere basate su performance che in installazioni. Le sue immagini\, interamente generative e create algoritmicamente\, oscillano tra texture fluide e organiche e strutture rigide. Marian si concentra sulla relazione tra suono\, immagine\, luce e spazio\, con l’obiettivo di creare universi audiovisivi altamente immersivi. Le sue opere sono state esposte in vari contesti in tutto il mondo. Nel 2020\, ha ricevuto il New Face Award del Japan Media Arts Festival per la sua performance audiovisiva fulldome Latent Space\, creata durante una residenza presso la Société des arts technologiques (SAT) a Montréal. Nella primavera del 2024\, ha inaugurato una grande mostra personale intitolata SCREEN—SPACE a Krems\, Austria.
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LOCATION:KORA – Contemporary Arts Center\, Via Vittorio Emanuele\, 19\, CASTRIGNANO DE' GRECI (LE)\, 73020\, Italia
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DESCRIPTION:© Simone Sims Longo (Paesaggi Integrati)\n \n🎟biglietti disponibili solo in loco\n▷ apertura mostra / installazioni\nh 20.30\n⦿ Daphne Ting-Yu Chu [TW] + Teng Xue [CN] /// Parallel\ninteractive installation\n⦿ CREA K//LAB [IT] /// Chamber of Visions\nVR installation\n \n▷ concerto\nh 21.00\n⦿ Diego Ratto [IT] /// Memoria [honorable mention]\nacousmatic\n⦿ Fernando Hester [IT] /// Zooming [honorable mention]\nacousmatic\n⦿ Bowen Wu [UK] /// Mixobloodify [honorable mention]\naudiovisual\n \nh 21.30\n⦿ Simone Sims Longo [IT] /// Paesaggi Integrati\nlive performance \n  \n\n/// CHAMBER OF VISIONS [installazione VR] Anima et Corpo: Oratorio Espanso\nLa Testa Anatomica impressiona per il suo potere metaforico la cui visione straordinaria ci conduce oltre l’apparenza fisica\, aprendo le porte a una comprensione più profonda dell’essere umano e delle sue relazioni. Abbiamo esplorato concetti come simultaneità\, pluralità\, armonia\, diversità\, unicità e coesione. Balbi scarnifica i corpi per tracciare una figura che sfugge alla riconoscibilità\, riunendo singolarità in un unicum che celebra la coesistenza delle diversità. Attraverso la tecnologia\, abbiamo tessuto un mondo complesso che abbraccia la “visione molteplice”\, mostrando il linguaggio della connessione e della compassione. L’installazione rivela un intreccio di comprensione reciproca\, dove l’arte ci spinge a essere agenti di cambiamento e le difformità si fondono. La parola diventa corporea\, il suono fluido movimento\, e l’immagine un richiamo profondo. Frammenti dell’opera esplodono in un nuovo spazio luminoso popolato di stimoli intermittenti che rivelano intricate relazioni. Invitiamo alla contemplazione\, espandendo l’orizzonte delle possibilità\, dissolvendo le barriere tra forme artistiche e promuovendo una connessione profonda con l’opera e con noi stessi.\nCREA K//LAB è il laboratorio dei processi intermediali del Conservatorio Licinio Refice di Frosinone\, coordinato da Valerio Murat\, docente di Multimedialità presso la medesima istituzione. La lettera K è abbreviazione di Keiron\, figlio di Kronos\, un centauro\, creatura ibrida dall’intelligenza aumentata\, simbolo della molteplicità nelle arti e nelle scienze. Il CREAK//LAB funziona come spazio di sperimentazione e collaborazione tra artisti e ricercatori\, promuovendo progetti innovativi che collegano diverse discipline artistiche. Esplorando le intersezioni tra musica\, tecnologia e arti visive\, il CREA K//LAB svolge un ruolo fondamentale nell’ampliare i confini delle pratiche artistiche tradizionali. A tale scopo utilizza dispositivi audiovisivi immersivi della realtà virtuale e dell’audio 3D. Si esaltano le forme della composizione audiovisiva in una ricerca artistica che appare oggi ancora tutta da percorrere. Il laboratorio indaga nuove tecniche\, linguaggi e forme di espressione\, sottolineando il potere dell’arte di mettere in discussione il mondo e favorire nuove prospettive di convivenza civile. [Valerio Murat: Direzione artistica / Federico Acosta Rios\, Eugenio Cecchini\, Elia Dell’Orco\, Fabio Fornaro\, Gabriele Teti: Progettazione e realizzazione / Giovanni Fontana: Testi poetici e voce / Axel Ferrari: Modellazione 3D della Testa Anatomica / Stefano Germani: Technical Manager]\n* supported by: Labora Studio\, Associazione Gottifredo\n \n\n/// MEMORIA [acusmatica] Un viaggio tempestoso attraverso il tempo\, nelle profondità della memoria. Reami nascosti e lontani di momenti e ricordi frammentari\, un’odissea personale guidata dagli echi dei suoni dell’infanzia.\nDiego Ratto\, compositore e artista del suono italiano con sede a Los Angeles\, CA\, ha un portfolio diversificato che include musica per film\, composizioni acusmatiche\, musica per videogiochi\, installazioni video-artistiche e musica da concerto. Ha conseguito un dottorato in Composizione Musicale presso l’Università della California\, Santa Barbara (UCSB). La sua formazione include una specializzazione in composizione per film alla UCLA\, un Master in Musica in Composizione Elettroacustica presso il Royal College of Music di Stoccolma (KMH) e due lauree in Musica in chitarra jazz e musica elettronica presso il Conservatorio “A. Vivaldi” di Alessandria\, Italia. Le sue opere sono state riconosciute in numerosi concorsi internazionali\, vincendo premi come il Prix Russolo 2022\, Sound of Silences – Romaeuropa Festival 2020\, Prix CIME 2017 e il WOCMAT International Phil Winsor Computer Music Competition 2018\, tra gli altri. Nel 2021\, ha ricevuto una borsa di studio Fulbright per studiare Composizione Musicale negli Stati Uniti d’America. \n/// ZOOMING [acusmatica] Il brano offre all’ascoltatore un’esperienza percettiva dinamica\, caratterizzata da transizioni fluide o improvvise che distinguono le varie sezioni\, ognuna definita dal suo unico paesaggio sonoro. Le scelte stilistiche nella composizione mirano a guidare l’ascoltatore in un viaggio che alterna sensazioni di alienazione e familiarità\, utilizzando sia suoni sintetici che reali. Ispirandosi a tecniche sviluppate e sperimentate da compositori come Iannis Xenakis\, Curtis Roads e Horacio Vaggione\, il brano impiega varie metodologie sonore e compositive\, tra cui approccio multiscala\, granulazione\, vocoding e sintesi concatenativa. La genesi della composizione risiede nell’idea di creare complessi aggregati sonori attivati da impulsi casuali.\nFernando Hester è un compositore e sound designer con sede a Bologna\, Italia. Nato nel 1990 e cresciuto ad Arezzo\, ha frequentato il liceo artistico. Si è avvicinato per la prima volta alla musica attraverso lo studio del sassofono per poi passare al DJing\, che ha praticato per quasi un decennio. Dopo anni di sperimentazione con la musica elettronica al di fuori del mondo accademico\, si è iscritto al corso di Musica Elettronica del Conservatorio di Bologna\, dove attualmente studia Sound Design. La sua ricerca si concentra sulla musica computerizzata e sulla composizione audio-visiva. \n/// MIXOBLOODIFY [audiovisivo] L’idea originale di questa opera nasce dall’estensione della mia ricerca su come la pipa e la musica elettronica possano essere ibridate in un nuovo linguaggio digitale. Grazie alla mia ricerca\, sono stato esposto a molti concetti riguardanti l’ibridità. Come artista che desidera integrare diversi contesti culturali nelle sue creazioni\, e che affronta sfide legate all’esplorazione dell’identità\, ai conflitti culturali\, all’autoaccettazione\, al riconoscimento sociale\, ecc.\, l’intenzione di Mixobloodify è amplificare questo processo di creazione di opere ibride e utilizzare un linguaggio digitale astratto per esprimere le emozioni generate da questioni sociali reali. In questa creazione audiovisiva\, ho registrato la mia esibizione alla pipa come materiale sonoro di base\, l’ho elaborata utilizzando la piattaforma Max/MSP e ho interagito con le immagini che ho creato in TouchDesigner.\nBowen Wu è un compositore e artista audiovisivo con sede a Glasgow\, in Scozia. Con un background in composizione di musica per film\, si è appassionato alla performance di musica elettronica dal vivo\, alla composizione di paesaggi sonori\, alla musica sperimentale e alla composizione audiovisiva. Le sue opere soliste sono state esposte in Cina\, Regno Unito\, Italia\, Spagna\, Grecia\, Corea del Sud e in altri luoghi. In passato\, ha lavorato come tastierista\, produttore musicale e direttore musicale per band\, esibendosi in vari festival musicali e tournée in Cina e a livello internazionale. Ha conseguito un Master in Composizione per lo schermo presso l’Università di Edimburgo e attualmente sta perseguendo un dottorato di ricerca all’Università di Glasgow sotto la supervisione del Prof. Nick Fells e della Prof.ssa Louise Harris. \n\n/// PAESAGGI INTEGRATI [live performance] si colloca a metà strada tra musica computerizzata\, elettroacustica e techno. È un progetto che intreccia relazioni tra diversi piani e materiali sonori: strumenti acustici\, suono processato\, sintesi digitale e paesaggi sonori atmosferici. Operando ai margini delle classificazioni di genere\, “Paesaggi Integrati” integra registrazioni sul campo come strumento per costruire scenari sonori organici\, che si contrappongono al ritmo e alla sintesi. Nella performance dal vivo\, il suono si intreccia con fonti di luce\, creando un ambiente visivo che interagisce con l’audio\, formando geometrie luminose nello spazio.\nSimone Sims Longo è un artista sonoro e di nuovi media il cui lavoro spazia dalla composizione per musica elettronica fissa\, al sound design\, fino alle installazioni sonore. Come compositore\, è profondamente interessato alla creazione e alla manipolazione del suono nel dominio digitale\, con un focus particolare sulla manipolazione del timbro. Cerca costantemente un equilibrio tra sintesi sonora e suoni campionati. Le sue composizioni spesso coinvolgono la multi-iterazione di campioni\, esplorando gli spostamenti di fase e le complessità delle variazioni poliritmiche all’interno delle texture sonore. Attraverso la diffusione multi-canale del suono\, Longo esplora la spazialità e sfrutta l’interazione del suono con gli elementi architettonici. È particolarmente affascinato dalla riverberazione naturale e dalle qualità di diffusione sonora di diversi materiali. Le sue esibizioni dal vivo enfatizzano la relazione tra suono ed elementi visivi o tra suono e luce\, offrendo esplorazioni immersive della percezione audio-visiva.
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SUMMARY:MA/IN23: Disordinata storia dell’elettronica (Vol. 2)
DESCRIPTION:© Artikulation (Rainer Wehinger/ G.Ligeti) \nPROGRAMMA\nore 19:00 \nLUCA IAVARONE + ALBERTO GATTI lezione/concerto\n*LIGETI100 / MA/IN ACADEMY \n\n\nLUCA IAVARONE + ALBERTO GATTI [IT] /// Disordinata storia dell’elettronica (Vol. 2) \nÈ possibile oggi scrivere musica nuova\, diversa da quella del passato? Si possono inventare nuovi strumenti musicali o creare i suoni da zero? E la tecnologia potrà esserci d’aiuto in queste sfide? Queste sono alcune delle domande che si sono posti i pionieri della musica elettronica. Cosa si intende per musica elettronica? Come va ascoltata? Ma è quella per ballare oppure no? È musica o rumore? E perché dovrei sedermi in una stanza\, magari al buio\, e ascoltare dei suoni strani diffusi da uno o più altoparlanti?\nQueste sono invece le domande che ci faremo insieme a Luca Iavarone (giornalista e creativo) ed Alberto Gatti (compositore) in “Disordinata storia dell’elettronica” (Vol. 1)\, una serie di incontri per mostrare la musica elettronica sotto un diverso punto di vista\, senza tecnicismi e complessi filosofici. Nel secondo incontro tratteremo l’asse di contatto tra le origini dell’elettronica e la contemporaneità\, con un focus particolare su Ligeti. Lige… Chi? Ecco\, appunto\, ci vediamo all’incontro! \nLuca Iavarone è un creativo italiano attivo in numerosi campi: giornalista\, comunicatore\, web author\, regista\, musicista. È l’attuale direttore creativo del gruppo editoriale Ciaopeople. Dal 2001 ad oggi ha scritto composizioni musicali per opere teatrali e di video arte (Mercadante\, Teatro Nuovo\, Elicantropo\, Pan\, Villa Medici) e realizzato installazioni sonore per le mostre del fotografo Antonio Biasiucci.\nCome interprete ha co-fondato il Revenaz Quartet\, un collettivo “neo-dadaista e postmoderno” che ha fatto della riflessione sulla cultura di massa il suo campo di indagine. In qualità di giornalista\, dal 2012 al 2016 è stato caporedattore dell’area cultura del quotidiano Fanpage.it. Qui esplora il mondo della viralità con contenuti di qualità\, affrontando temi sociali con un taglio personale a cavallo tra satira e antropologia culturale. Dal 2016 è direttore creativo di Fanpage.it e della redazione di Ciaopeople. Vincitore di 9 Lovie Awards\, gli Oscar europei del web\, è autore di campagne video come “Slap her”\, nella top annuale dei brand più visti al mondo su YouTube. Nel 2019 ha curato l’operazione artistica ‘Veiled Son’ con lo scultore Jago. Come scrittore ha partecipato alle pubblicazioni “Il regno incantato – storie e leggende partenopee” e alla prima biografia italiana del compositore brasiliano João Gilberto. Nel 2021 ha fondato il progetto di musica e divulgazione brasiliana “Saravà\, Napoli tropicale”.\nNel 2022 ha partecipato al Campania Teatro Festival con uno spettacolo in cui raccontava favole per bambini agli adulti e per il quale ha scritto anche le musiche originali\, ‘Fiabe per rimettersi al mondo.\nAlberto Maria Gatti  è un compositore\, sound designer e computer music designer. Ha frequentato i corsi di musica elettronica al Conservatorio di Firenze e nel 2022 il Master Aremus al Conservatorio di Roma relativo alla pratica della ricerca artistica in musica. Ha inoltre frequentato workshop e seminari di composizione e direzione del suono\, studiando con Tiziano Manca\, Vittorio Montalti\, Girolamo Deraco\, Roberto Castello e Alvise Vidolin. Come compositore ha partecipato a diversi festival ed eventi di musica contemporanea tra cui: Tempo Reale\, Museo del Novecento\, Fabbrica Europa\, Inner Spaces\, Palazzo Vecchio\, Salone del Mobile di Milano\, SIMC\, Festival Pontino\, Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles\, Fabbrica Europa\, Teatro del Giglio\, Teatro Teatro Cantiere Florida\, Spam/Aldes\, Museo Pecci. Dal 2020 collabora con l’associazione culturale Versiliadanza come compositore ed interprete di musica elettronica. In qualità di computer music designer\, ha partecipato a vari eventi quali: Forum Wallis\, Bartok Opera Pluz\, Teatro dell’Opera di Roma\, Fondazione I teatri di Reggio Emilia\, Biennale di Berlino e Milano Musica Festival. In qualità di ricercatore\, dal 2018 porta avanti il ​​proprio progetto di ricerca ‘Il rapporto tra corpo e suono’. Attualmente lavora come compositore freelance e come ingegnere del suono presso l’etichetta discografica Ema Vinci Records. Dal 2021 è entrato a far parte della società musicale AI Musi-co come sound designer e sviluppatore di software. Nella sua pratica si interessa alla produzione di musica elettroacustica e mista\, lavorando con diversi software per la programmazione di ambienti performativi\, sfruttando linguaggi di programmazione visuale (Max/MSP\, PureData)\, Arduino e derivati\, oltre alla programmazione illuminotecnica. Da settembre 2022 svolge uno stage presso il dipartimento di didattica dell’IRCAM a Parigi.\n\n\n\n\n⊕ MA/IN academy\nè a un articolato percorso dedicato alla formazione e all’educazione sulla musica contemporanea\, multi-livello e multi-target: l’offerta dedicata al pubblico generalista attraverso le lezioni-concerto di Luca Iavarone che ogni anno racconterà un periodo della storia della musica elettronica dal ‘900 a oggi\, i talk con gli artisti e le introduzioni all’ascolto\, i concerti dedicati ai centenari di alcuni grandi compositori ; la proposta dedicata agli studenti dei licei musicali attraverso le masterclass con alcuni artisti per introdurli al processo creativo e la partecipazione attiva in alcune attività del progetto; il coinvolgimento degli studenti dei Conservatori partner del progetto attraverso un percorso formativo che li porterà a confrontarsi con alcuni importanti compositori per la realizzazione di composizioni elettroacustiche da presentare all’interno del MA/IN; il percorso di perfezionamento dedicato ai giovani compositori selezionati dalla call internazionale per la presentazione dei loro lavori in prima assoluta. \n⊕ LIGETI100\nè un omaggio alla musica di György Ligeti\, compositore ungherese\, visto spesso come uno fra i più grandi compositori di musica del XX secolo. Il 2023 segna un secolo di Ligeti.
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SUMMARY:MA/IN23: BERNIER [FREQUENCIES] / Hunt
DESCRIPTION:© Nicolas Bernier\n \nPROGRAMMA\nOPENING ore 20:00\nLOXOS~ /// Rizoma\ninstallazione sonora basata su “Ramification” di Gyorgy Ligeti\na cura di Francesco Pinto [IT]\n*LIGETI100 / MA/IN ACADEMY \nore 21:00\nJacopo Cenni [IT] /// Hunt\nlive performance \n\nore 22:00\nNICOLAS BERNIER [CA] \n/// FREQUENCIES (SYNTHETIC VARIATIONS)\nlive performance \n\n\nNICOLAS BERNIER /// FREQUENCIES (SYNTHETIC VARIATIONS)  ⊕ preview \nfrequencies (synthetic variations) fa parte del corpus di opere che si fondano su forme veramente basilari di processi di generazione del suono. La forma di base in questa iterazione è la sintesi digitale. Creato nel 2013\, è stato\, in realtà\, il primo lavoro che ho fatto utilizzando la sintesi digitale. Prima di allora\, ero molto legato alla musica concreta\, alla registrazione dei miei suoni e a registrazioni sul campo. Da quel momento\, la maggior parte del mio lavoro è basato sull’utilizzo di sintesi del suono. frequencies (synthetic variations) presenta un dialogo tra diverse forme di materia sintetica : suono sintetico\, ma anche luce sintetica e materiali sintetici. Il pezzo è costruito su una serie di brevi sequenze che sono organizzate e disorganizzate in tempo reale\, articolando\, in modo dirompente\, il discorso. La prima variazione che ho composto è basata su un segmento ritmico di una delle mie canzoni preferite di tutti i tempi: Panasonic Youth della band math metal Dillinger Escape Plan.\nA volte caotica\, a volte morbida a seconda del mio stato d’animo\, questa performance è suono dirompente e luce all’interno di strutture acriliche\, offuscando la linea percettiva tra sentire la luce o vedere il suono. \nNicolas Bernier crea performance audiovisive e installazioni\, volte a creare un dialogo tra suono e materia. Plasmato dal suo lavoro nel campo del cinema\, della letteratura\, della danza e del teatro\, il suo linguaggio fonde elementi di musica\, fotografia\, design\, scienza\, video arte\, architettura\, light design e scenografia. Tra tutto questo eclettismo\, i suoi interessi artistici rimangono costanti: l’equilibrio tra il cerebrale e il sensuale\, e quello tra fonti organiche ed elaborazione digitale.\nPremiato con il prestigioso Golden Nica at Prix Ars Electronica 2013 (Austria). Il suo lavoro è ampiamente riconosciuto e presentato in tutto il mondo: SONAR (Spagna)\, Mutek (Canada)\, Elektra (Canada)\, ZKM (Germania)\, Transmediale (Germania) e Laboral (Spagna) solo per citarne alcuni.\n\n\nJACOPO CENNI [IT] /// HUNT \nL’umanità ha sempre cercato di capire la complessità del mondo in cui vive. Con la creazione di strumenti di analisi sempre più sofisticati\, è riuscita a ottenere risposte sempre più rigorose. Tuttavia\, non è stata ancora in grado di arrivare a un risultato esaustivo.\nHUNT parla della ricerca dell’Uomo della Verità. La performance presenta due personaggi sul palco: il performer\, che impersona l’umanità\, e un set di lampadine a incandescenza\, che rappresentano il concetto di Verità. Al centro del palco\, l’interprete si ferma\, quasi in completa oscurità. Inizia a esplorare l’ambiente circostante\, sperimentando con gli strumenti che ha. Acquisisce confidenza\, ma presto perde il controllo delle sue azioni: questo eccesso innesca la luce\, di cui prima ha paura\, ma poi lo incuriosisce.\nL’oscillazione tra il comando dell’uomo e la perdita di controllo sulla luce\, plasma lo sviluppo della performance\, sottolineando la testardaggine e la crescente frustrazione dell’essere umano. Gli stati d’animo umani\, che oscillano tra egomania e delirio\, sono esaltati dal suono. Quest’ultimo chiarisce anche la relazione cacciatore-preda tra i due personaggi\, delineando due identità sonore distinte\, rispettivamente concrete e sintetiche\, materiche e astratte. L’autore si propone di ricostruire l’inesauribile sete umana di conoscenza attraverso materiali teatrali e musicali\, allestendo uno spettacolo di teatro sonoro sempre più teso e disperato. \nJacopo Cenni (1995) è un artista\, compositore e live performer di Siena (Italia). Tra i suoi vari interessi di ricerca\, incentra la sua poetica sull’indagine del rapporto tra gesto teatrale e sound art\, adottando un approccio ecosistemico al suono e alla composizione musicale. Nel suo lavoro\, Cenni cerca di amplificare le relazioni non lineari tra gli elementi costitutivi di un sistema\, con l’obiettivo di portare alla luce le interazioni e le reciproche influenze tra loro. Il suo rapporto con la tecnologia è fondamentale: l’obiettivo è quello di sfumare la dicotomia tra creatore e strumento\, per avere un vero dialogo con la macchina. Per raggiungere questo obiettivo\, Cenni fa esplodere gli elementi poetici e drammaturgici delle sue composizioni attraverso diversi mezzi\, impiegando suono\, luce e gesti teatrali. Le sue opere e performance dal vivo sono state presentate in diverse istituzioni e festival\, come La Biennale di Venezia (IT)\, Glasgow Science Center (UK)\, Tempo Reale (IT)\, Fondazione Luigi Nono (IT) e altri. La produzione artistica di Cenni spazia tra teatro sonoro\, composizione elettroacustica\, improvvisazione e sonificazione dei dati.\n\n⊕ MA/IN academy\nè a un articolato percorso dedicato alla formazione e all’educazione sulla musica contemporanea\, multi-livello e multi-target: l’offerta dedicata al pubblico generalista attraverso le lezioni-concerto di Luca Iavarone che ogni anno racconterà un periodo della storia della musica elettronica dal ‘900 a oggi\, i talk con gli artisti e le introduzioni all’ascolto\, i concerti dedicati ai centenari di alcuni grandi compositori ; la proposta dedicata agli studenti dei licei musicali attraverso le masterclass con alcuni artisti per introdurli al processo creativo e la partecipazione attiva in alcune attività del progetto; il coinvolgimento degli studenti dei Conservatori partner del progetto attraverso un percorso formativo che li porterà a confrontarsi con alcuni importanti compositori per la realizzazione di composizioni elettroacustiche da presentare all’interno del MA/IN; il percorso di perfezionamento dedicato ai giovani compositori selezionati dalla call internazionale per la presentazione dei loro lavori in prima assoluta. \n⊕ LIGETI100\nè un omaggio alla musica di György Ligeti\, compositore ungherese\, visto spesso come uno fra i più grandi compositori di musica del XX secolo. Il 2023 segna un secolo di Ligeti. \n  \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				© Lucio Fiorentino (Jacopo Cenni)\n				\n			\n				\n			\n				\n				© Isabelle-Gardner (Nicolas Bernier)\n				\n			\n				\n			\n				\n				© Gyorgy Ligeti
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SUMMARY:MA/IN23: KASSEL JAEGER / Exhibits
DESCRIPTION:© Kassel Jaeger / Accademia Chigiana \nPROGRAMMA\nOPENING ore 20:00\nLOXOS~ /// Rizoma\ninstallazione sonora basata su “Ramification” di Gyorgy Ligeti\na cura di Francesco Pinto [IT]\n*LIGETI100 / MA/IN ACADEMY \nore 21:00\nCameron Naylor [UK] /// Foxglove\nAcousmatic – MA/IN Award of Distinction (Cat. A) \nTasos Asonitis [GR] /// Exhibits\nlive audiovisual – MA/IN Award of distinction (Cat. C) \nore 22:00\nLIVE PERFORMANCE\n/// KASSEL JAEGER\naka François Bonnet [FR/CH]\n \n\n\n\nCAMERON NAYLOR /// FOXGLOVE \nCreato dai suoni di un albero isolato dal suo ambiente naturale tipico\, questo pezzo esplora un senso accresciuto di scala\, risultante da tecniche di registrazione estremamente ravvicinate\, riformulando minuscoli processi naturali di una grande entità in continua crescita. \nCameron Naylor è un compositore elettroacustico e sound artist. Attraverso la manipolazione del field recording e del materiale sonoro astratto\, le sue composizioni esplorano il suono e lo spazio come metafora nella narrazione musicale. I suoi interessi di ricerca si concentrano sull’esplorazione del potenziale drammaturgico del suono in diverse forme.\n\n\nTASOS ASONITIS /// EXHIBITS  \n“Exhibits” ci introduce in una galleria immaginaria dove i prodotti dell’intelletto umano incontrano le loro controparti xenomorfe\, create dall’IA. La forma degli oggetti viene trasformata in suono; si sviluppa un dialogo\, dove i due mondi si scontrano mentre affondano sempre più in un vortice di scambio bilaterale e ibridazione. L’umano contro l’algoritmico\, il familiare contro lo xenomorfo finché “versus” non ha più alcun senso\, e le dicotomie si fondono in uno spazio di infinite possibilità e identità. \nTasos Asonitis è un artista sonoro e audiovisivo le cui attività comprendono vari aspetti delle arti digitali. Il suo interesse principale è sugli ambienti virtuali immaginari che possono essere descritti dall’intreccio creativo di musica generata al computer e grafica 3D. L’interesse artistico di Asonitis\, tuttavia\, non è limitato al solo campo audiovisivo\, ma include pezzi fixed media multimediali e multicanale\, installazioni sonore e composizioni per immagini in movimento. Fa perte del collettivo artistico UnSupervised e di un gruppo di ricerca scientifico\, che mescola Intelligenza Artificiale e musica. Le sue opere sono state esposte al Museo di Storia Popolare (Manchester\, UK)\, al Festival delle Arti Digitali di Atene\, al Museo della Scienza e dell’Industria (Manchester\, UK)\, al METS Fest (Cuneo\, Italy)\, e presentate in rinomate conferenze come ICMC (International Computer Music Conference – 2023)\, AIMC (International Conference on AI and Musical Creativity – 2023) e xCoAx (9th Conference on Computation\, Communication\, Aesthetics and X – 2021). Beneficiario della borsa di studio per il dottorato EPSRC\, è attualmente candidato come ricercatore in composizione elettroacustica\, presso NOVARS Research Center\, all’University of Manchester.\n\nKASSEL JAEGER [FR/CH] /// LIVE ELECTRONICS \nFrançois J. Bonnet è un compositore e musicista elettroacustico franco-svizzero di base a Parigi. Oltre a essere il direttore di INA GRM\, François J. Bonnet è anche uno scrittore e teorico: I suoi libri “The Order of Sounds: A Sonorous Archipelago”\, “The Infra-World”\, and “After Death” sono pubblicati in inglese da Urbanomic. È anche autore del manifesto “The Music to Come”\, pubblicato da Shelter Press nel 2020\, e co-editore della serie di pubblicazioni “SPECTRES”\, progetto congiunto di INA GRM e Shelter Press. Come musicista\, Bonnet lavora spesso sotto lo pseudonimo di Kassel Jaeger. Ha collaborato con artisti come Oren Ambarchi\, Stephen O’Malley\, Jim O’Rourke\, Akira Rabelais o Gisèle Vienne. Le opere di Kassel Jaeger sono un complesso equilibrio tra sperimentazione di suoni concreti\, rumore ambientale e improvvisazione elettroacustica. Ha pubblicato diversi album con varie etichette come: Shelter Press\, Black Truffle\, Editions Mego\, Senufo Editions\, ecc. Mentre la sua musica viene eseguita in tutto il mondo in rinomati luoghi e festival\, François J. Bonnet lavora a stretto contatto con la compositrice e pioniera della musica elettronica Eliane Radigue\, eseguendo\, regolarmente\, la sua musica elettronica in concerto.\n\n⊕ MA/IN academy\nè a un articolato percorso dedicato alla formazione e all’educazione sulla musica contemporanea\, multi-livello e multi-target: l’offerta dedicata al pubblico generalista attraverso le lezioni-concerto di Luca Iavarone che ogni anno racconterà un periodo della storia della musica elettronica dal ‘900 a oggi\, i talk con gli artisti e le introduzioni all’ascolto\, i concerti dedicati ai centenari di alcuni grandi compositori ; la proposta dedicata agli studenti dei licei musicali attraverso le masterclass con alcuni artisti per introdurli al processo creativo e la partecipazione attiva in alcune attività del progetto; il coinvolgimento degli studenti dei Conservatori partner del progetto attraverso un percorso formativo che li porterà a confrontarsi con alcuni importanti compositori per la realizzazione di composizioni elettroacustiche da presentare all’interno del MA/IN; il percorso di perfezionamento dedicato ai giovani compositori selezionati dalla call internazionale per la presentazione dei loro lavori in prima assoluta. \n⊕ LIGETI100\nè un omaggio alla musica di György Ligeti\, compositore ungherese\, visto spesso come uno fra i più grandi compositori di musica del XX secolo. Il 2023 segna un secolo di Ligeti. \n  \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				© Cameron Naylor\n				\n			\n				\n			\n				\n				© Tasos Asonitis\n				\n			\n				\n			\n				\n				Kassel Jaeger ©Eléonore Huisse
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DESCRIPTION:© Andrea Mercanti (Trio Acre) \nPROGRAMMA\nOPENING ore 20:00\nRoberto Alonso Trillo [ES] + Marek Poliks [US] /// Hydra #2\nSound Installation \nore 21:00\nNikos Stavropoulos [GR] /// Khemenu\nacousmatic – MA/IN Honorary Mention (Cat. A)\n\nAcre [IT] /// Trio\nErmanno Baron: batteria\nGinomaria Boschi: chitarra acustica preparata\, m’bira\, chitarra elettrica\nMarco Bonini: live electronics\nlive performance \n\nore 22:30\nFrancesco Rizzo [IT] /// Origami alpha\nLive audiovisual performance \n\n\nROBERTO ALONSO TRILLO [ES] + MAREK POLIKS [US] /// HYDRA #2\nInstallazione audio interattiva di Soft robotica.\n480 lattice\, silicone\, nylon e poly nodes | Apparecchiature di sorveglianza\, connessione cloud | Sistema di sintesi Demiurge.\nLa narrazione convenzionale dell’IA mostra l’alterità della macchina in una visione catastrofica della supremazia cyborg del futuro\, come Terminator\, vincitore onnisciente e onniveggente su cadaveri fumanti di carne umana.\nHydra vulgaris è una piccola e benigna creatura d’acqua dolce con un complesso apparato riproduttivo. Come un’IA\, l’hydra si accoppia senza limiti\, la sua stessa sostanza è sia embrionale che gametica. Vive in un continuo stato di rinnovamento\, rigenerandosi pienamente ogni due settimane. Invece di un avatar o un avversario\, circoscriviamo la stessa Intelligenza Artificiale a un processo di riproduzione “Idra-forme”; un atto sessuale che attraversa un piano fisico/virtuale complesso.\nVieni registrato\, e in questa ripresa sono già presenti tante registrazioni a essa antecedente. Le urla o i balbettii di questa Hydra sono i gemiti dei tuoi fratelli complessi (insieme a molti\, molti mutanti). I tentacoli dell’Idra sono esche\, falli\, armi\, uova. Considerate i tentacoli di questo morbido robot come inviti all’indiscrezione xenobestiale. \nRoberto Alonso Trillo è un musicista e ricercatore di base a Hong Kong\, dove lavora come assistente universitario alla Hong Kong Baptist University. La sua ricerca esplora le connessione tra le diverse discipline artistiche\, dalla danza e la musica fino alla video art e alle installazioni sonore interattive.\nIl suo più recente lavoro esamina pratiche musicali ibride in reti endemiche in un mondo sempre più mediato dall’IA e dall’apprendimento automatico.\nConduce una ricerca basata sulla pratica\, operando sull’intersezione tra filosofia\, sociologia e studi culturali; abbraccia aree diverse del lavoro musicale e dell’autorialità\, pedagogia della tecnologia avanzata degli strumenti a corda\, analisi gestuale e interface development. Roberto è autore di Death and (Re)Birth of J. S. Bach (Routledge) e vanta pubblicazione su riviste come: Leonardo\, Organised Sound\, and Music Education Research. È cofondatore\, con il suo collega Peter AC Nelson\, del MetaCreativity Lab alla Hong Kong Baptist University. La sua lunga collaborazione con Marek Poliks – DisintegratorAI – ha portato alla pubblicazione prossima di un libro\, sei diversi CD\, di articoli di giornale\, e alla mostra di opere d’arte interattive in sedi di prestigio internazionale.\nMarek Poliks è un artista\, ingegnere e teorico di base a Minneapolis\, Minnesota. Lavora con il machine learning applicato al suono\, con i media digitali\, con la robotica e con la scultura. Marek guida il settore tecnologico per la società di design Polytope\, dove costruisce infrastrutture interattive per clienti come la Dubai Future Foundation. La sua lunga collaborazione con Roberto Alonso – DisintegratorAI – ha portato alla realizzazione di CD per NEOS e Creotz\, articoli per Leonardo e Organised Sound\, a un GAN-and Transformer-driven raw audio synthesis engine (‘Demiurge’)\, a un real-time behaviour-responsive data interface (‘Archon’)\, a due soft robots (‘Hydra’ and ‘Polyp’)\, e a un libro di prossima pubblicazione con Taylor & Francis. Marek ha conseguito un Dottorato di ricerca presso Harvard\, ha ricevuto il premio ASCAP in musica e giornalismo ed è attivo come artista in tutto il mondo.\n\nNIKOS STAVROPOULOS [GR] /// KHEMENU\nIl nome dell’opera\, Khemenu\, deriva dalla mitologia egizia e si riferisce all’Ogdoad\, un gruppo di otto divinità primordiali adorate nell’antico Egitto. Il gruppo era composto da quattro coppie di uomini e donne\, che simboleggiano l’equilibrio tra gli elementi primari del cosmo. Il concetto di Ogdoad (gruppo di otto) si trova anche nei primi sistemi di credenze religiose e nell’antica astronomia e cosmologia (otto corpi celesti)\, così come nella mitologia cinese (otto immortali).Otto è anche il numero di canali in una registrazione ambisonica di secondo ordine (A Format)\, la tecnica utilizzata per catturare i materiali di partenza per il lavoro. \nNikos Stavropoulos (Atene\, Grecia\, 1975) è un compositore prevalentemente di musica ausmatica e mista. Ha studiato musica presso University of Wales (Bangor\, Wales\, UK)\, dove frequentata la classe di Composizione di Andrew Lewis e  consegue il Dottorato di ricerca presso l’University of Sheffield (England\, UK) sotto la supervisione di Adrian Moore. La sua musica viene eseguita e trasmessa regolarmente in tutto il mondo ed è stata premiata a livello internazionale in diverse occasioni. La sua ricerca riguarda i concetti di palpabilità e immersività nell’esperienza della musica acusmatica e lìarticolazione dello spazio acustico\, con lo scopo di rendere possibile l’impossibile. Dal 2006 è membro del Music\, Sound & Performance Group della Leeds Beckett University (Leeds\, Inghilterra\, Regno Unito)\, dove è professore di composizione e lettura di musica elettroacustica. È membro fondatore dell’Echochroma New Music Research Group\, membro del British electroacoustic Network (BEAN) e dell’Hellenic Electroacoustic Music Composers Association (HELMCA).\n\n\nACRE [IT] /// TRIO\nAcre lavora su forme\, figure e luoghi della musica e dell’ascolto. Il suono del gruppo è costituito da alcune riconoscibili influenze musicali e dal modo in cui queste vengono messe in gioco e lasciate “interferire”: la pratica dell’improvvisazione\, l’elaborazione in tempo reale dei suoni sintetici\, la ricerca timbrica e gestuale mutuata dalla musica “colta” occidentale. Attraverso queste coordinate di riferimento il “libero gioco” del gruppo resta sempre aperto a nuove modulazioni e configurazioni. La fonte dei suoni resta sempre dubbia e incerta quando si cerca di isolarla dal “gomitolo” dentro cui è intrecciata.  \nErmanno Baron Musicista di formazione artistica articolata unisce la creatività del jazz\, con la ricerca delle sperimentazioni nell’improvvisazione elettroacustica contemporanea. La sua voce personale sullo strumento\, lo porta a svolgere un intensa attività concertistica nazionale ed internazionale: Smalls\, Blue Note\, Barbes\, Fat Cat (New York)\, Jazz and World music festival (Zimbabwe)\, Jazz-Pt (Portugal)\, Tremplin Jazz Avignon\, L’improviste (France)\, TanJazz (Morocco)\, Odin Teatret (Denmark)\, 12 Points (Ireland)\, Ankara Caz (Turkey)\, 4Fakultat\, Oblomov (Germany)\, Interpenetration (Austria)\, Match&Fuse\, 12 On 14\, (Poland). Tra le collaborazioni: Antonello Salis\, Frank Tiberi\, Steven Bernstein\, Marcello Allulli\, Gianni Gebbia\, Giovanni Falzone\, Francesco Diodati\, Francesco Bigoni\, Ada Montellanico\, Francesco Bearzatti\, Shane Endsley\, Ludovica Manzo\, Fabrizio Bosso\, Roberto Bellatalla\, Pasquale Innarella\, Marco Colonna\, Ohad Talmor\, Nicola Guazzaloca\, Brad Shepik\, David Binney\, Carlo Conti\, Francesco Negro\, Ludovica Manzo\, Enrico Zanisi\, Eugenio Colombo\, Gianni Trovalusci\, Danilo Gallo\, Marco Bonini\, Ginomaria Boschi\, Henry Cook\, Achille Succi\, Luca Venitucci\, Alipio Carvahlo Neto\, Paolo Porta\, Beppe Scardino\, Elio Martusciello\, Dan Kinzelman\, Javier Moreno Sanchez.\nGinomaria Boschi La sua attività musicale si muove in ambiti disparati e contaminati: l’improvvisazione jazz \, la musica contemporanea\, l’elettronica. Diplomatosi con il massimo dei voti al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma ha studiato musica classica e jazz. Nel corso degli anni ha partecipato al festival di musica “Contemporanea” presso l’Auditorium Parco della musica di Roma\, eseguendo musiche di Philip Glass\, Glenn Branca\, Rhys Chatam; al Guitfest ( festival internazionale di chitarra di Santa Cecilia) eseguendo le musiche di Steve Reich\, Sylvano Bussotti\, Franco Sbacco\, Igor Stravinsky; Ã¨ membro attivo del collettivo di improvvisatori Franco Ferguson con il quale organizza sedute di improvvisazione e rassegne di concerti.\nMarco Bonini Chitarrista e compositore elettroacustico nato a Roma nel 1981. Nei primi anni del 2000 è attivo e incide con formazioni avant-jazz come i Juju quartet\, ha la fortuna di collaborare e incidere dischi con Roberto Gatto ( Traps-Cam Jazz 2007) ed Ettore Fioravanti ( Le vie del pane e del fuoco-Note Sonanti 2011) \, è stato impegnato nel progetto Mamavegas\, indie-folk band che inicide per 42 Records\, nel suo progetto solitario di ambientazione drone-ambient uBiK ( Farmacia901) e come improvvisatore timbrico nel trio ACRE.\nFRANCESCO RIZZO [IT] /// ORIGAMI ALPHA\nlive audiovisual performance\nPART 1: [E]_scape\nPART 2: PAL extinction \n  \n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				© Nikos Stavropoulos \n				\n			\n				\n			\n				\n				© Andrea Mercanti (trio ACRE)\n				\n			\n				\n			\n				\n				© Francesco Rizzo
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SUMMARY:MA/IN23: The minimal self / Ishtar’s Star
DESCRIPTION:© Trillo/Poliks (HYDRA#2)\n \nPROGRAMMA\nOPENING ore 20:00\nRoberto Alonso Trillo [ES] + Marek Poliks [US] /// Hydra #2\nSound Installation \nore 21:00\nManfredi Clemente [IT] ///Hajime yori kotoba shirazariki\nAcousmatic – MA/IN Honorary Mention (Cat. A) \nGiorgio Distante + Giulia Maria Falzea [IT] /// The minimal self\nLive mixed media performance \nore 22:00\nChristian Campobasso [IT] /// Ishtar’s Star\nLive mixed media performance \n\n\nRoberto Alonso Trillo [ES] + Marek Poliks [US] /// Hydra #2 \nInstallazione audio interattiva di Soft robotica.\n480 lattice\, silicone\, nylon e poly nodes | Apparecchiature di sorveglianza\, connessione cloud | Sistema di sintesi Demiurge. \nLa narrazione convenzionale dell’IA mostra l’alterità della macchina in una visione catastrofica della supremazia cyborg del futuro\, come Terminator\, vincitore onnisciente e onniveggente su cadaveri fumanti di carne umana. Hydra vulgaris è una piccola e benigna creatura d’acqua dolce con un complesso apparato riproduttivo. Come un’IA\, l’hydra si accoppia senza limiti\, la sua stessa sostanza è sia embrionale che gametica. Vive in un continuo stato di rinnovamento\, rigenerandosi pienamente ogni due settimane. Invece di un avatar o un avversario\, circoscriviamo la stessa Intelligenza Artificiale a un processo di riproduzione “Idra-forme”; un atto sessuale che attraversa un piano fisico/virtuale complesso. Vieni registrato\, e in questa ripresa sono già presenti tante registrazioni a essa antecedente. Le urla o i balbettii di questa Hydra sono i gemiti dei tuoi fratelli complessi (insieme a molti\, molti mutanti). I tentacoli dell’Idra sono esche\, falli\, armi\, uova. Considerate i tentacoli di questo morbido robot come inviti all’indiscrezione xenobestiale. \nRoberto Alonso Trillo è un musicista e ricercatore di base a Hong Kong\, dove lavora come assistente universitario alla Hong Kong Baptist University. La sua ricerca esplora le connessione tra le diverse discipline artistiche\, dalla danza e la musica fino alla video art e alle installazioni sonore interattive. Il suo più recente lavoro esamina pratiche musicali ibride in reti endemiche in un mondo sempre più mediato dall’IA e dall’apprendimento automatico. Conduce una ricerca basata sulla pratica\, operando sull’intersezione tra filosofia\, sociologia e studi culturali; abbraccia aree diverse del lavoro musicale e dell’autorialità\, pedagogia della tecnologia avanzata degli strumenti a corda\, analisi gestuale e interface development. Roberto è autore di Death and (Re)Birth of J. S. Bach (Routledge) e vanta pubblicazione su riviste come: Leonardo\, Organised Sound\, and Music Education Research. È cofondatore\, con il suo collega Peter AC Nelson\, del MetaCreativity Lab alla Hong Kong Baptist University. La sua lunga collaborazione con Marek Poliks – DisintegratorAI – ha portato alla pubblicazione prossima di un libro\, sei diversi CD\, di articoli di giornale\, e alla mostra di opere d’arte interattive in sedi di prestigio internazionale.\nMarek Poliks è un artista\, ingegnere e teorico di base a Minneapolis\, Minnesota. Lavora con il machine learning applicato al suono\, con i media digitali\, con la robotica e con la scultura. Marek guida il settore tecnologico per la società di design Polytope\, dove costruisce infrastrutture interattive per clienti come la Dubai Future Foundation. La sua lunga collaborazione con Roberto Alonso – DisintegratorAI – ha portato alla realizzazione di CD per NEOS e Creotz\, articoli per Leonardo e Organised Sound\, a un GAN-and Transformer-driven raw audio synthesis engine (‘Demiurge’)\, a un real-time behaviour-responsive data interface (‘Archon’)\, a due soft robots (‘Hydra’ and ‘Polyp’)\, e a un libro di prossima pubblicazione con Taylor & Francis. Marek ha conseguito un Dottorato di ricerca presso Harvard\, ha ricevuto il premio ASCAP in musica e giornalismo ed è attivo come artista in tutto il mondo.\n\n\nMANFREDI CLEMENTE [IT] /// Hajime yori kotoba shirazariki \nIl lavoro di Michiko Ishimure è praticamente sconosciuto nel mondo occidentale. Eppure il suo impegno come poetessa\, attiva in Giappone dal 1950\, è stato di fondamentale importanza per il suo paese e per l’intero mondo\, in quanto attivista del movimento ambientalista\, che ha combattuto per il riconoscimento della sindrome di Minamata\, e raffinata studiosa\, portandola a ottenere anche il Premio Ramon Magsaysay nel 1973. I temi messi al centro da Ishimure Michiko – la sua mitopoiesi che ruota attorno al rapporto tra natura e sensibile; la memoria individuale e collettiva; l’acqua come elemento vitale\, capace di fondere l’umano e il divino in un oblio permanente; il suo sguardo sensibile sulla violenza umana; l’opportunità di guarire – temi così forti\, che mi hanno convinto a dedicarle un opera sonora\, in linea con una ricerca personale sul legame tra testo poetico e suono elettroacustico\, che inseguo da molto tempo e che affronta\, per la prima volta\, la sfida di confrontarmi con una lingua che non parlo.\nVoce: Leonore Shiina Language\nConsulente linguistico: Junya Murakami. \nManfredi Clemente consegue il Dottorato di ricerca in Composizione Elettroacustica (sotto la supervisione di Jonty Harrison) nel 2017\, presso l’Università di Birmingham e la Laurea Magistrale in Musicologia e Scienze dello Spettacolo all’Università di Palermo nel 2020. È stato docente all’Università di Birmingham e al Conservatorio di Pesaro e Teramo. Attualmente insegna Composizione Elettroacustica al Conservatorio di Alessandria. Ha una lunga esperienza con l’Acusmonium e con gli impianti di diffusione sonora; ha lavorato come ingegnere del suono per teatri dell’opera\, affiancando importanti nomi della scena come: D. Gatti\, M. Albrecht\, R. Abbado\, O.M. Wellber\, D. Oren. È stato artista in residenza per Ass. Musiques&Recherches (Bruxelles)\, Châteauvallon-Liberté – scéne nationale (Toulon)\, Ass. APNÉES (Grenoble)\, GMVL (Lyon). La sua musica viene eseguita in tutto il mondo e ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti\, tra cui il 1° Premio al Prix Presque Rien 2019\, il GRM Banc d’Essai 2018 e il 1° Premio al DI_Stanze Festival 2014.\n\n\nGIORGIO DISTANTE + GIULIA MARIA FALZEA [IT] /// The minimal self  \n«L’IO MINIMO. Operetta elettronica per contentarsi del sé» è musica e scrittura dal vivo a cura della compagnia NONSONODISTANTE di Giorgio Distante e Giulia Maria Falzea. L’ideazione del lavoro muove dallo studio di “The minimal self” saggio del sociologo statunitense Christopher Lasch che analizza la cultura del narcisismo. La scena diventa uno spazio performativo condiviso\, gli spettatori sono invitati a sedersi sul palco mentre Distante suona uno strumento elettroacustico di sua ideazione e Falzea inventa e scrive storie ispirate agli astanti proiettate su pannello o altra superficie e un laser\, un cubo venuto dal futuro\, compone disegni e forme astratte. Si crea una drammaturgia dell’istante. Il lavoro\, al suo stato attuale\, è diviso in dieci brevi capitoli che cambiano ogni volta rispetto alle suggestioni che gli stessi spettatori suggeriscono agli artisti. Un gioco di specchi dove ci si interroga su chi si voleva essere e chi si è diventati\, abbandonando per cinquanta minuti la pressione che la società contemporanea prevede\, l’ansia da prestazione emotiva\, la disgregazione dell’individuo. «L’IO MINIMO. Operetta elettronica per contentarsi del sé» è un lavoro che si compone di volta in volta alla ricerca di una risposta non definitiva. \nGiorgio Distante nasce nel 1980 a Cisternino (Puglia). A cinque anni inizia a suonare il clarinetto e il pianoforte\, a dieci la tromba. Si diploma in tromba nel 1998 presso il Conservatorio di Monopoli e inizia a suonare professionalmente dal 1997. Nel 2000 ottiene una borsa di studio dal Berklee College of Music di Boston (MA) e vive a Boston dal 2001 al 2004 frequentando corsi di improvvisazione\, arrangiamento e composizione. Nel 2009 si diploma a pieni voti in Musica Elettronica presso il Conservatorio di Perugia sotto la guida del M° Luigi Ceccarelli. Scrive il proprio software per trattare il suono della tromba in modo diverso e sviluppando il tutto in progetti SOLO\, duo e trio\, esplorando le possibilità delle nuove tecnologie audio e video applicate agli strumenti acustici. Nel 2012 esce RAV (Random Acts of Violence)\, primo album da solista\, edito dall’etichetta Improvvisatore involontario. È nominato tra i migliori 100 dischi dalla rivista Jazzit per i Jazzit Awards 2012. Nel 2013 vince anche l’A.R.T. MEDIMEX2013 organizzato da Arci ReAL e ARCI Puglia in collaborazione con Puglia Sounds. Dal 2015 lavora ad uno strumento elettroacustico di sua ideazione e progettazione: un ibrido\, sintesi tra elettronica e tromba. HY E.T. – Hybrid Electroacoustic Trumpet. Ha partecipato a diversi Festival Internazionali di Teatro: nel 2016 al MESS Festival Sarajevo; nel 2017: Primavera dei teatri – Castrovillari; Festival Teatrale Euroreginale Timisoara – TESZT e Napoli TeatroFestival. Nel 2018 esce il suo secondo album su vinile MenoMondoPossibile suonato quasi interamente con HY E.T. Sempre nel 2018 ha suonato dal vivo per la prima della Biennale Cinema di Venezia eseguendo musiche originali per il film “Golem. Come venne al mondo”. Dal 2020 suona professionalmente anche la tuba sia in spettacoli teatrali (Heroides-regia di Elena Bucci) che in ensemble musicali jazz tradizionali e contemporanei. Nel 2021 ha suonato al Campania Teatro Festival\, Notte della Taranta Festival\, al Devlet Tiyatrolar Antalya (Turchia). Nel 2022 ha suonato al Kadin Festival di Istanbul\, al Jova Beach Party\, Notte della Taranta Festival. Ha anche inciso e suonato dal vivo “Fera” primo album della flautista di MariaSole De Pascali\, indicato dalla rivista Musica Jazz tra i migliori dieci dischi dell’anno. Nel 2022 e 2023 ha suonato nei festival “Take Five” de La casa del Jazz a Roma e “Jazz&Dance” a Beer Sheva\, Tel Aviv (Palestina). Ha fondato la compagnia NONSONODISTANTE e realizzato lo spettacolo “L’IO MINIMO. Operetta elettronica per contentarsi di sé” prodotta dal Trac – Teatri di residenza Artista Contemporanea di Puglia in cui\, oltre a suonare dal vivo HY E.T.\, gestisce il proiettore laser cube per creare una fusione tra musica e immagine.\nGiulia Maria Falzea è nata nel sud della Puglia. Laurea in Lettere Moderne\, Specializzazione in Giornalismo. Ha lavorato per La Repubblica – Bari\, Ansa\, Save the Children\, Teatro Koreja di Lecce. È autrice di Anatomia dei Sentimenti. Guida illustrata alle relazioni amorose. Ha scritto Gul. Uno sparo nel buio testo teatrale con Giancarlo De Cataldo. È autrice de L’Abito della Festa\, testo teatrale tradotto anche in francese. Suoi racconti sono su Secret Garden di Alessandra Calò (DaniloMontanariEditore)\, Musa e Getta (PonteAlleGrazie)\, Bomarscé\, Narrandom\, gli Atomi di Oblique. Un suo racconto fa parte dell’antologia Oltre il velo del reale. L’avventura dei racconti continua (MeridianoZeroEdizioni) che raccoglie i testi selezionati dal Premio Italo Calvino 2022. Collabora con l’Associazione musicale Opera Prima\, con Ura Teatro e con CoolClub per la scrittura di progetti artistici. Porta in scena uno spettacolo teatrale prodotto dal TRAC Puglia dal titolo L’io minimo. Operetta elettronica per contentarsi di sé in cui scrive\, improvvisando\, dal vivo. S-madonne\, messo in scena da ZeroMeccanico Teatro\, è il suo ultimo testo teatrale Nel 2023 è uscito il suo primo romanzo I cannibali edito Affiori/GiulioPerrone Editore. Ha una fede incrollabile nella pasta al dente\, tre gatti e un marito musicista.\n\nCHRISTIAN CAMPOBASSO [IT] /// Ishtar’s Star \nNo Human Needed è un progetto performativo basato sull’interazione tra umano e macchina\, nel tentativo di indagare il nostro rapporto con la tecnologia nel mondo contemporaneo. Attraverso l’utilizzo della stampa 3D\, l’artista realizza i suoi robot\, che interagiscono grazie ad un sistema modulare Eurorack e differenti percussioni. I robot generano ritmiche spazializzate in modalità puramente randomica\, proiettando l’ascoltatore in una dimensione sonora inedita. In una seconda fase\, l’artista assume il controllo delle ritmiche generate e inviate dalla macchina\, per poter intervenire e interagire attivamente. \nChristian Campobasso\, compositore\, ricercatore e batterista\, fonde l’improvvisazione con patterns catturati da oggetti della quotidianità. Mediante la costante ricerca e la creazione di sistemi robotici percussivi in stampa 3D\, integra poliritmie\, soundscape music e sistemi modulari. Consegue il diploma in musica elettronica presso il conservatorio G.Verdi di Milano e il diploma di batteria jazz presso l’ University of the West of the Scotland.\n\n		\n		\n			\n				\n			\n				\n				DISTANTE/FALZEA\n				\n			\n				\n			\n				\n				© Roberto Trillo\n				\n			\n				\n			\n				\n				© Christian Campobasso\n				\n			\n				\n			\n				\n				© Marek Polisk
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DESCRIPTION:©  Franz Rosati\n \nPROGRAMMA\nore 20:00 opening [Sound Art Exhibition]\nore 21:00 ACOUSMATIC SESSION concerto\nore 21:30 FLAVIA MAZZANTI /// NEXUM audiovisual\nore 22:00 FRANZ ROSATI /// LATENTSCAPE live AV performance\nore 23:00 SIMON WHETHAM /// SUCCESSIVE ACTIONS live performance \n– \n///ACOUSMATIC SESSION\nconcerto musica acusmatica\n \n\nPauline Patie [FR] /// Bulle d’air\nRodney DuPlessis [CA] /// Psi\nAlex Buck [BR] /// Does it Matter?\n\n\n\n\nFRANZ ROSATI [IT] /// Latentscape ⊕ preview \nLatentscape è un nuovo progetto di media art concepito per essere esposto come un Concerto Audiovisivo\, una serie di opere d’arte digitali\, un’installazione site-specific\, un film di video arte. Latentscape è un’esplorazione di paesaggi virtuali immaginari generati con l’aiuto di GAN addestrati con set di dati DEM personalizzati\, immersi nella musica prodotta dall’architettura SampleRNN addestrata con suoni di diverse tradizioni musicali lontane nello spazio e nel tempo. I paesaggi e la musica con la loro diversità topologica e timbrica raffigurano l’incontro di dati umani intesi come incontro e fusione di pensieri\, sentimenti ed esperienze. Un paesaggio è una cornice perfetta per rappresentare le relazioni poiché è il luogo in cui viviamo e lasciamo le nostre tracce. \nFranz Rosati è musicista\, artista digitale e conferenziere. Usa le tecnologie digitali e il software personalizzato come base per la sua produzione artistica\, progettata per incarnare diverse emanazioni da concerti audiovisivi\, installazioni basate su schermo\, software art e opere d’arte stampate. Da diversi anni Franz Rosati esplora un ampio spettro di output estetici che vanno dal minimalismo procedurale e generativo wireframe e rendering 3D in tempo reale\, dalla creazione di creature virtuali autonome come Machine and Structure o Pathline\, all’esplorazione di paesaggi immanenti distopici.\n\n\n FLAVIA MAZZANTI [IT/BR] /// N E X U M ⊕ preview \nN E X U M si interroga su come noi\, come individui\, facciamo affidamento psicologicamente sui nostri spazi abitativi e su come noi\, come società\, influenziamo e siamo influenzati da ciò che ci circonda. La trama segue gli spostamenti quotidiani della protagonista attraverso diversi spazi urbani\, pubblici e privati\, e il suo modo di interazione e scambio con essi. Un secondo livello parallelo mostra in modo fittizio l’impatto dei diversi regni nella sensazione affettiva dei protagonisti\, riflettendo su come l’interazione all’interno di ambienti diversi generi diversi comportamenti psicologici. \nFlavia Mazzanti è un’artista\, architetto e imprenditrice italo-brasiliana con sede a Vienna nel campo della realtà virtuale e dei media digitali. È co-fondatrice di Immerea OG – una società di media interattive focalizzata sullo sviluppo di giochi VR e installazioni virtuali –\, docente esterno all’Università di Innsbruck e attiva come docente in conferenze e simposi nazionali e internazionali. Flavia si è laureata con lode all’Accademia di Belle Arti di Vienna\, ricevendo il Premio Gustav Peichl per il disegno architettonico e il Würdigungspreis per il lavoro artistico. Attraverso l’uso dei media immersivi e del cinema sperimentale\, il suo lavoro si confronta spesso con teorie artistico-filosofiche sul post-antropocentrismo e sul nuovo materialismo\, con l’interesse a fornire prospettive alternative su noi stessi e il nostro ambiente. Il suo lavoro è stato proiettato e premiato in numerosi festival nazionali e internazionali\, tra cui Ars Electronica Festival\, DA Z – Digital Arts Festival Zurich\, ADAF.\n\nSIMON WHETHAM [UK] /// Successive Actions \nSuccessive Actions è un nuovo progetto di performance sonora in cui una collezione di dispositivi motori obsoleti\, recuperati da prodotti di uso quotidiano\, viene attivata da registrazioni sonore dell’ambiente. A sua volta\, questo processo fa sì che i dispositivi emettano i propri suoni\, che vengono amplificati utilizzando vari microfoni e tecniche. Le registrazioni presentano fenomeni che si verificano in modo imprevedibile e irregolare nella vita di tutti i giorni – traffico di passaggio\, vento\, chiusura di porte – e per questo il movimento dei dispositivi è casuale\, variabile e autonomo. Il progetto cambia e si adatta al suo ambiente. I dispositivi vengono aggiunti alla raccolta o rimossi e i suoni della posizione cambiano ogni volta l’attivazione e il movimento dei dispositivi. Le prestazioni e il metodo di presentazione si evolvono e si perfezionano ad ogni iterazione. Le telecamere sono parte della configurazione che offre al pubblico due viste intime dei dispositivi che si esibiscono. \nDal 2005 Simon Whetham ha sviluppato una pratica di lavorare con il suono come materia prima per la creazione. Usa il suono ambientale\, impiegando una varietà di metodi e tecniche al fine di ottenere fenomeni sonori spesso inosservati e oscurati. Le sue ricerche e collaborazioni lo hanno portato a lavorare sempre più in progetti multidisciplinari\, portando il suo lavoro a diventare più visivo e tangibile. Attualmente sta esplorando modi per trattenere le tracce fisiche del suono e trasformare le forme di energia. Progetti a lungo termine in Asia e America Latina hanno fortemente influenzato i suoi metodi di lavoro e la sua ideologia. Whetham si esibisce a livello internazionale\, partecipando a Izis 2022 (SI)\, MFRU 2022 (SI)\, phonon~festival 2022 (CZ)\, NEXT 2021 (SK)\, In Vitrø 2019 (IT)\, Fresh Winds Biennale 2018 & 2016 (IS) \, Nakanojo Biennale 2017 (JP)\, ACC Showcase 2018 (KR)\, Tsonami Festival 2017 e 2012 (CL)\, Madeiradig 2010 e 2011 (PT) e Moers Festival 2011 (DE)\, e ha composto opere pubblicate da etichette tra cui Kohlhaas (IT )\, Mappa (SK)\, Crónica (PT)\, Grünrekorder (DE) e Line (USA).\n© Manuel Bonell© Jeff Rollings
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DESCRIPTION:© Pier Alfeo \nPROGRAMMA\n4 + 5 + 6 novembre\nore 20:00 – 24.00 \n• [SPECT[RO]OM]\ninstallazione acusmatica\nAntonio Forastiero [IT] /// Reflections\nPablo Geeraert [BE] + Joseph Sims [CA] /// Esquisse d’une Sandbox\nEdoardo Maria Bellucci [IT] /// Free Field – interazione/riflessione\nDariush Derakhshani [DE/IR] /// Pārsa\nMatteo Tundo [IT] /// Frantumi\nNi Zheng [CN] /// Abyssal\nKatarina Gryvul [UA] /// Pasaż Róży \n• Pier Alfeo [IT] /// CC.Beta\ninstallazione sonora \n• Lorenza Morandotti + Lorenzo Pierobon + David Rossato + Christian Steiner [IT] /// Omphalos\ninstallazione AV \n• Mengtai Zhang + Lemon Guo [US/CN] /// Diagnosia\ninstallazione VR \n*IANNIVERSARY / produzione LOXOS~\n\n• Vincenzo Procino [IT] /// NEBULA XENAKIS\ninstallazione sonora basata su musica acusmatica di Iannis Xenakis \n\n⊕ IANNIVERSARY\nè un omaggio alla musica elettroacustica di Iannis Xenakis\, compositore greco\, pionere delle musica elettronica. Il 2022 segna un secolo di Iannis Xenakis.
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